Il reddito di cittadinanza e quei lavori che si possono rifiutare

Dagli impieghi part-time a quelli stagionali: se il compenso è inferiore ad 858 euro i beneficiari possono dire di no. E secondo il Sole 24 Ore 4,2 milioni di lavoratori percepiscono una cifra inferiore a quella del reddito

Foto di repertorio ANSA

Come vi avevamo già raccontato un emendamento al Dl 4/2019 approvato al Senato ha stabilito che i beneficiari del reddito di cittadinanza avranno diritto a rifiutare un’offerta si lavoro nel caso in cui non sia economicamente "congrua", ovvero inferiore del 10% rispetto "alla misura massima del beneficio fruibile dal singolo individuo (comprensiva della componente ad integrazione del Reddito prevista per i nuclei residenti in abitazione in locazione)". Che cosa significa tutto ciò? In poche parole, poiché il reddito per un singolo può arrivare a 780 euro, facendo due conti si scopre che sarà pari a 858 euro la soglia-limite oltre quale il lavoro proposto deve essere accettato.

Reddito di cittadinanza, quei lavori che si possono rifiutare

Tutto ciò potrebbe avere delle ripercussioni sul mondo del lavoro. Il Sole 24 Ore oggi passa in rassegna alcuni dei lavori che i beneficiari del reddito potranno rifiutare. Secondo la paga oraria minima stabilita dai rispettivi contratti collettivi, ad esempio un lavoro stagionale in agricoltura (22,5 ore settimanali) viene pagato 505,5 euro; con un part time da impiegato assunto con il contratto alimentari-industria (20 ore settimanali) il lavoratore ha diritto a 807 euro al mese. Un commesso part time in un negozio prende poco di più: 808 euro. Ma dal computo dei lavori "congrui" saranno esclusi anche mestieri come l’aiuto cuoco (819 euro) e l’apprendista parrucchiera (828 euro), oltre ai lavori stagionali e part-time appena citati.

Più di 4 milioni di italiani guadagnano meno del reddito di cittadinanza

In un altro articolo, il Sole ha poi calcolato, basandosi sulle stime dell’Inps, che in Italia circa 4,2 milioni di persone guadagnano meno del reddito di cittadinanza. Nello specifico si tratta di 2,4 milioni con una retribuzione inferiore ai 5mila euro anni e 1,85 milioni tra 5mila e 10mila. Molti di questi lavoratori hanno contratti stagionali, di apprendistato o a tempo determinato. Tra i dipendenti a orario pieno, sui 10 milioni impiegati nel settore privato poco più di un milione e mezzo guadagna meno del reddito di cittadinanza.

Niente reddito a chi si licenzia

Chi percepirà il reddito di cittadinanza dunque potrà rifiutare i lavori con una paga inferiore agli 848 euro senza temere di perdere il beneficio. Al contrario il decreto stabilisce che non hanno diritto al reddito "i nuclei familiari che hanno tra i componenti soggetti disoccupati a seguito di dimissioni volontarie nei dodici mesi successivi alla data delle dimissioni, fatte salve le dimissioni per giusta causa".

Reddito di cittadinanza, una famiglia su 4 prenderà meno di 100 euro al mese

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