Banche fallite, Renzi gela i 'truffati': "Niente rimborso totale"

Il premier in diretta a Rtl 102.5 conferma quanto già dichiarato dal palco di Firenze: "Il rimborso totale non ci potrà essere". Il motivo: "Hanno investito in titoli che rendevano, ma che erano rischiosi"

"Vittime" del Salva Banche a Montecitorio

ROMA - Alla fine hanno corso un rischio. E hanno perso. E' questa, per dirla in maniera semplice, la ratio dietro la decisione del governo di non garantire il rimborso totale agli obbligazionisti delle quattro banche fallite. Come già annunciato dal palco di Firenze in occasione del lancio dei comitati per il Sì al referendum costituzionale di ottobre, il premier Matteo Renzi ha confermato - in diretta a Rtl 102.5 - la decisione del governo di non garantire il totale rimborso a chi ha consegnato i propri risparmi a Banca Etruria, CariChieti, CariFerrara. Parliamo di circa diecimila persone.

RENZI A RTL - "Queste 10 mila persone hanno messo dei soldi - ha spiegato il premier - in operazioni che erano a rischio: tre, quattro anni fa se mettevamo i soldi in un conto corrente ci davano tra lo 0,5 e l'1%; questi signori prendevano il 7-8%, avevano assunto obbligazioni subordinate a rischio che rendevano di più. Erano stati truffati? Siccome è stata la prima volta, diamo loro una mano, restituiamo a chi ha i titoli l'80 per cento, poi naturalmente se hanno da protestare vadano a fare l'arbitrato e vediamo se hanno ragione loro. Non sono così convinto che gli meriti fare l'arbitrato. Ma agli altri 60 milioni italiani evitiamo di fare racconti non esatti", ha concluso.

IL CASO BANCA ETRURIA - "Noi siamo stati molto corretti, duri e severi con tutti, tant'è vero che ci sono stati commissariamenti e azioni di responsabilità, a partire da Banca Etruria. Mi piacerebbe anche qualche azione di responsabilità in qualche altra banca dove qualcuno ha fatto sparire soldi nel silenzio dei commentatori e della grande stampa. Ogni riferimento a vicende venete è voluto e intenzionale".

COSì FUNZIONANO I RIMBORSI - Alla fine, quindi, il governo non farà nessun passo indietro (o in avanti) rispetto al "decreto banche". Per gli obbligazionisti delle quattro banche fallite ci sarà un "ristoro forfettario" fino all'80 per cento, senza arbitrato, purché ricorra una di queste due condizioni condizioni: un reddito lordo sotto i 35.000 euro o un patrimonio mobiliare sotto i 100.000 euro.

CHI NE AVRA' DIRITTO - In totale, dei circa diecimila "truffati", saranno poco più della metà i risparmiatori che avranno diritto ai rimborsi automatici. Il rimborso forfettario degli obbligazionisti delle quattro banche vale per tutti quelli che hanno acquistato obbligazioni entro la data del 12 giugno 2014. Rimangono fuori soltanto 158 persone che hanno acquistato sul mercato elettronico secondario a prezzi scontati. 
 

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