Rimodulazione Iva: lo spettro della stangata

Il gioco semantico di cancellare l'aumento dell'iva con una rimodulazione, potrebbe nascondere la necessità di una stangata per far quadrare i conti. Pioggia di polemiche sulle ipotesi allo studio del Ministero dell'economia. +Europa: "Promesse tradite".

Il governo tradisce la promessa di evitare l'aumento delle aliquote Iva? Sono in molti a pensarla così dopo le affermazioni del presidente del consiglio Giuseppe Conte prounciate durante in intervento sul palco di Ceglie Messapica. Ma cosa ha detto il premier Conte? "L'impegno preso solenne è quello di disattivare le clausole di salvaguardia dell'iva, 23 miliardi che impegnano il governo in un capitolo importante della nuova manovra economica. Stiamo verificando se possibile quale rimodulazione"

Proprio sulle parole rimodulazione dell'iva sono sorte molte polemiche. 

Vale la pena ricordare che le clausole di salvaguardia sono una spada di Damocle che l'Italia si trascina dal 2001, misure precauzionali prese per salvaguardare i vincoli di bilancio contrattati con l'Europa, ma che in mancanza di contromisure, porteranno nel 2020 l’aliquota ordinaria del 22% salirà al 25,2%, e dal 10% al 13 per cento quella ridotta.

Ora come molti commentatori hanno fatto notare, il gioco semantico di cancellare l'aumento dell'iva con una rimodulazione, potrebbe nascondere la necessità di una stangata per far quadrare i conti. Di "rimodulazione" aveva parlato lo stesso ex ministro Tria, ovvero rivedere la lista dei beni e servizi assoggettati ai regimi agevolati, inserendoli nelle classi tassate con aliquota superiore. 

Un gioco a somma positiva per le casse dello Stato e negativa per quelle degli italiani" scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia. Un "tradimento degli impegni" per il segretario di Più Europa, Benedetto Della Vedova.che spiega come l'IVA aumenterebbe dal 10% al 12% su un numero rilevantissimo di beni come uova, yogurt, prosciutto cotto, pesce, birra, pizzerie.

"L'idea sarebbe che se poi uno paga con moneta elettronica tracciabile riceverà sul conto corrente un 3%, quindi pagherà il 9%. Come sappiamo, le fasce a più basso reddito utilizzano meno la moneta elettronica; quindi: i redditi più bassi pagherebbero l'IVA al 12% anche per finanziare lo sconto IVA ai redditi più alti."

In vista del via libera alla nota di aggiornamento al Def da Confesercenti arriva una proposta al governo: "Abbassare i costi delle commissioni per chi usa carte di credito e bancomat, annullandoli per i pagamenti sotto i 25 euro"

Come spiega Patrizia De Luise, Presidente nazionale di Confesercenti la spinta alla moneta elettronica potrebbe aiutare: "La nostra proposta è di abbassare i costi delle commissioni, annullandoli per i pagamenti sotto i 25 euro e di dare un incentivo del 2% di credito di imposta 'cashback' a chi paga con carte e bancomat, senza punire gli altri. Siamo convinti che così si genererebbero fino ad 8 miliardi di spesa delle famiglie in più in 4 anni'',

"Se si scommette tutto sull'incremento della pressione fiscale delle famiglie, si darà la mazzata finale ai consumi interni, che sono il grande malato della nostra economia e valgono il 60% del Pil. Così non solo chiuderanno altri 10mila negozi all'anno, ma bloccheremo del tutto anche la crescita dell'economia''"

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