Italiani risparmiatori, ma poco previdenti: solo il 20% investe

Secondo una ricerca Oval-Bocconi 3 italiani su 4 vorrebbero risparmiare di più, ma manca la visione a lungo periodo. Si risparmia sempre meno di quanto si vorrebbe e sono sempre meno i 'coraggiosi' che investono

Foto di repertorio

Gli italiani sono un popolo di risparmiatori, sono 'carenti' quando si parla di visione a lungo termine. E' uno dei risultati principali emersi da una indagine condotta da Oval Money, l’app nata per consentire a tutti di risparmiare e investire, e Jeme Bocconi, la prima junior enterprise italiana che offre servizi di consulenza alle aziende. 

L'indagine Oval-Bocconi

L’intera indagine che fotografa gli italiani alle prese con il denaro - dalla scelta dei metodi di pagamento, alla percezione dei i principi di educazione finanziaria fino al rapporto con il risparmio - scaricabile gratuitamente dal sito www.giornatadelrisparmio.it. 

Gli italiani vorrebbero risparmiare di più

Ma qual è l’atteggiamento degli italiani davanti al tema del risparmio? Se in generale il macrotema “denaro” suscita nel campione sentimenti positivi, legati nel 55% dei casi all’indipendenza e alla sicurezza, siamo un popolo insoddisfatto: quasi il 75% vorrebbe farlo di più ma non sa come farlo (49%) o ha troppe spese (25,7%). E comunque anche qui notiamo come i temi legati alle finanze personali non costituiscano un argomento di formazione, l’8% dei giovani fra i 18 e i 24 anni, infatti, dichiara di non pensare al risparmio. 

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Investe soltanto il 20%

Salta subito agli occhi la mancanza di programmazione nel campo delle finanze personali. Già, perché, come dimostrano le  risposte di un campione altamente rappresentativo di più di 3.000 individui, davanti a un’entrata extra i nostri connazionali non pensano a investire. E questo accade pur dimostrando una certa attenzione: solo il 6% di loro, infatti, correrebbe a spendere in shopping i 500 euro piovuti dal cielo (percentuale che cala al 2% quando ad arrivare inaspettatamente sono 10.000 euro).  Più del 90% del campione, che si parli di 500 euro o di 10.000 euro, invece decide di metterli da parte, magari dopo essersi tolto qualche sfizio più o meno il 40% in entrambi i casi. Ma di questi sono ancora pochi, sotto il 20%, a prescindere dalla somma ricevuta, a pensare che sia giusto investire. Insomma gli italiani sono prudenti sì, ma non previdenti. Quindi come gestiamo i nostri risparmi? La banca ha sostituito il materasso, nel 50% delle donne e nel 30% degli uomini, ma gli investimenti specie quelli più articolati stentano a rappresentare una scelta per il campione, ma sicuramente la propensione ad investire aumenta con l’aumentare dell’età, perché in quel caso a diminuire è la paura del futuro. 

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La gestione del denaro

Non si pensa al futuro ma solo all’imminente, tanto è vero che molto spesso i soldi si mettono da parte ma in previsione di un obiettivo preciso a breve termine. Più del 30% del campione pensa all’acquisto programmato, ma a breve termine, in caso di introiti extra. E la mancanza di visione emerge proprio dal modo in cui gli italiani affrontano questo genere di spese, quelle considerate importanti. Il 36% del campione afferma che in caso di disponibilità compra senza pensarci su e il 40% mette via tutta la somma e poi acquista. Anche in questo caso, quindi, un atteggiamento che va verso la prudenza. Ma ancora una volta gli italiani non sanno andare oltre il qui e ora: solo 17% crede sia possibile acquistare subito e predisporre un  piano di rientro sul lungo periodo. Un dato interessante? Solo il 7% del campione ricorrerebbe al pagamento “a rate” sfatando un piccolo luogo comune sugli italiani. E questo dato è ancora più interessante perché confermato dalle scelte dei metodi di pagamento: solo il 10% dice di prediligere le carte di credito “per pagare il mese successivo” . Nel complesso preferiscono le transazioni digitali il 65% degli italiani, superando così il vecchio e caro contante.

Un'Italia "al risparmio": famiglie e imprese lasciano i soldi in banca

Ne sappiamo poco eppure ci fidiamo solo di noi

L’assenza di visione denuncia un fenomeno che esce sempre più allo scoperto: la mancanza di educazione finanziaria. Il 50% dei giovani fra il 25 e i 45 anni ammette di non essere mai stato messo al corrente delle scelte finanziarie che venivano prese in famiglia. E davvero non sorprende che messi davanti alla possibilità di dare una “paghetta” ai propri figli lo stesso segmento preferisca non dare una quota fissa (unica soluzione in grado di insegnare a un bambino la gestione del denaro) ma stabilire delle ricompense in base alle esigenze o ai lavoretti svolti in casa. Da sottolineare l’atteggiamento dei millenials, 18-35 anni che nel 40% dei casi preferiscono informarsi da soli e investire in quello che conoscono. Singolare, ma decisamente specchio dei tempi, pur in assenza di una cultura finanziaria solida, sono  gli uomini italiani preferiscono nel 50% dei casi investire fidandosi della loro opinione più che di quella di un consulente finanziario professionista. Più umili le donne che continuano ad affidarsi agli esperti almeno nel 50% dei casi. 

La campagna social #Spicciamoci 

La ricerca rientra in una più ampia campagna di sensibilizzazione al risparmio sul lungo periodo che vivrà grazie all’iniziativa #Spicciamoci anche su Facebook, Instagram, Twitter e Youtube e coinvolgerà alcuni dei creator digital più interessanti. Parteciperanno a #Spicciamoci Dio e Osho con le loro battute caustiche, Fabio Celenza, il doppiatore diventato una star del web per i suoi monologhi irresistibili, Giacomo Hawkman con le sue interviste sadiche e le esilaranti “ragazze” di Gordon. Gli utenti saranno parte attiva della campagna digital. A loro, infatti, sarà destinata una divertente call to action che li porterà a sfidarsi a colpi di fotografie. Il vincitore sarà solo uno: colui che saprà scattare la più bella foto ricordo alle monete destinate ad andare progressivamente e irrimediabilmente in pensione. Il count-down per gli spiccioli da 1 e 2 cent è già partito, dal 1 gennaio di quest’anno infatti si è fermata loro la produzione.

La campagna promossa da Oval Money avrà un sito dedicato www.spicciamoci.com: qui saranno raccolti infatti tutti i contributi foto e video condivisi dagli utenti sui proprio profili social attraverso l’hashtag #spicciamoci.

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