Banca Popolare di Bari, via libera del governo al salvataggio: cosa succede adesso

"Salvi i risparmi. Nessuna pietà per i manager e amici degli amici", dice Luigi Di Maio. Finanziamento ad Invitalia "fino a un importo complessivo massimo di 900 milioni". Gualtieri: "Il governo è al fianco dei risparmiatori e dei dipendenti"

Una filiale della Banca Popolare di Bari. ANSA

Nessuna sorpresa, c'è il via libera. Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto contenente le misure a sostegno della Banca Popolare di Bari. Ok anche, tra i vari punti, alla "creazione della banca pubblica di investimenti". Secondo quanto stabilito dal Cdm, "il decreto dispone il potenziamento delle capacità patrimoniali e finanziarie della Banca del Mezzogiorno-Mediocredito Centrale (Mcc) fino a un massimo di 900 milioni di euro, per consentire alla stessa - si legge ancora - di operare quale banca di investimento che possa accompagnare la crescita e la competitività delle imprese italiane".

Banche, la protesta delle "vittime" della Popolare Bari

"Nell’ambito e in linea con la suddetta missione, in base al decreto verrà disposto un aumento di capitale che consentirà a Mcc, insieme con il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd) e ad eventuali altri investitori, di partecipare al rilancio della Banca Popolare di Bari (BPB), confermando così la determinazione del Governo nel tutelare i risparmiatori, le famiglie, e le imprese supportate dalla Bpb", prosegue la nota.

Perché il governo "salva" Banca Popolare di Bari (BPB)

L'istituto, ricorda la nota, venerdì 13 dicembre è stato sottoposto alla "procedura di amministrazione straordinaria da parte della Banca d’Italia. Tale decisione agevolerà il raggiungimento degli obiettivi di rafforzamento della Banca Popolare di Bari". "Gli amministratori straordinari della Bpb stanno proseguendo le negoziazioni già avviate con il Mcc e il Fitd per la stipula di un 'accordo quadro', contenente tra l’altro le linee strategiche del piano industriale per il rilancio della banca, il recupero del suo equilibrio economico e patrimoniale, e l’assunzione da parte della stessa di un ruolo centrale nel finanziamento dell’economia del Mezzogiorno", conclude la nota del governo.

A conferma della volontà da parte dell'esecutivo di sostenere l'economia del Sud, il nome del decreto approvato questa sera è stato cambiato nel corso della sua lettura in Cdm. Quello licenziato dal governo, infatti, è stato chiamato 'Misure urgenti per il sostegno al sistema creditizio del mezzogiorno e per la realizzazione di una banca di investimento', mentre inizialmente, quando era stato convocato il Cdm, all'ordine del giorno appariva come nome del decreto un più breve 'Misure urgenti per la realizzazione di una banca di investimento'.

Di Maio: "Nessuna pietà per i manager e amici degli amici"

La posizione di Pd e Movimento 5 stelle viene espressa da Gualtieri e Di Maio. "Positiva l'approvazione del decreto. Il governo è al fianco dei risparmiatori e dei dipendenti della Banca Popolare di Bari e delle imprese da questa sostenute ed è impegnato per il suo rilancio a beneficio dell'economia del Mezzogiorno", commenta il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri. "Salvi i risparmi. Nessuna pietà per i manager e amici degli amici", dice all'Adnkronos il leader del M5S, Luigi Di Maio.

A quel che apprende l'Adnkronos da fonti di governo del M5S, sono quattro le condizioni poste dal Movimento 5 Stelle accolte ieri sera durante il Consiglio dei ministri. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, viene spiegato dalle fonti, chiederà in una lettera a Bankitalia "l'azione di responsabilità sugli amministratori" della Popolare di Bari. I pentastellati hanno chiesto e ottenuto la "partenza immediata della Commissione banche" e la "richiesta dei nomi di tutti i super debitori" responsabili del "buco". Accolta inoltre la richiesta di "pubblicazione della relazione mandata da Bankitalia al Cdm", letta stasera, "sulle ispezioni e le responsabilità". Via libera anche alla "creazione della banca pubblica di investimenti, contenuta nel decreto".

Banche, è scontro nel governo

Per il M5s l’intervento dovrebbe portare alla nazionalizzazione della banca. II Movimento 5 Stelle si scaglia anche contro Bankitalia e rilancia la commissione d’inchiesta sulle banche.

Luigi Marattin di Italia Viva attacca Di Maio: "Il fatto che Di Maio continui a parlare di Etruria dimostra che i Cinque Stelle non sono pronti ad affrontare una questione così importante senza ricorrere allo slogan, alla demagogia e alla bugia. La vera questione sul tappeto qui - spiega - è il destino di una riforma - quella delle banche popolari fatta dal governo Renzi nel 2015, e chiesta per decenni a gran voce da Ciampi e Draghi - che rompe le governance opache, le rende più contendibili e consente più facilmente di mandare a casa i management inefficienti delle banche. Una riforma a cui la Banca Popolare di Bari si è sempre sottratta, pur essendo obbligata per legge. "Se Di Maio vuole nazionalizzare la Popolare di Bari, lo faccia. Non ha bisogno, nel decreto, né di nascondere l'operazione con fantasiose e inesistenti banche pubbliche degli investimenti né con lo "schermo" di Invitalia".

Nel governo lo scontro è perenne. Renzi ha infatti chiesto le scuse degli alleati di governo per gli attacchi sul salvataggio delle banche quando lui era premier."Ci avevano rovesciato fango, ma avevamo ragione noi". Di Maio replica: "Fare autocritica? Banca Etruria ha fatto perdere soldi ai risparmiatori e le banche venete furono ripulite con i soldi degli italiani e rivendute a un euro".

La Banca Popolare di Bari (BPB), primo gruppo creditizio autonomo del Mezzogiorno, è ancora oggi tra le tre maggiori banche pugliesi e tra le dieci maggiori banche popolari italiane. In estate, dopo l'approvazione del bilancio 2018 in rosso, era l'era di Jacobini, da molto tempo alla guida della banca. Tre giorni fa la Banca d'Italia ha commissariato la banca e ha provveduto a nominare i commissari straordinari.

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Nell'infografica realizzata da Centimetri la scheda della Banca popolare di Bari. ANSA/CENTIMETRI

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Calenda: "Non sono 900 milioni per il sud ma 900 milioni per salvare una Banca del sud"

"Non sono 900 milioni per il sud ma 900 milioni per salvare una Banca del sud". Così su Twitter Carlo Calenda commenta il decreto approvato nella tarda serata di ieri contenente le misure a sostegno della Banca Popolare di Bari. E a un utente che chiede se "il "botto" di BP Bari sia anche conseguenza di Ilva?", in un altro post il leader di Aziene risponde: "Il “botto” della Popolare di Bari deriva da una gestione opaca, dissennata e clientelare. Come molte popolari prima".

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