Sanità, arrivano dieci miliardi di tagli: stretta su ospedali e analisi

Chi sfora dovrà pagare di tasca propria le prestazioni richieste. Duro "no" dei sindacati. Il ministro Lorenzin smorza i toni: "No a tagli lineari". Ecco come cambierà il sistema sanitario

Arriva in Senato un pacchetto di emendamenti al decreto "Omnibus" sugli enti locali, che colpirà duramente il campo della Sanità. Una vera e propria spending review che prevede un taglio di dieci miliardi di euro. Il ministro Beatrice Lorenzin ha cercato di smorzare i toni, affermando che si tratta di "efficientamento del sistema" e che non ci saranno "tagli lineari", affermazioni confermate anche dal commissario alla revisione della spesa Yoram Gutgeld in un'intervista a Repubblica. Quei soldi andranno poi investiti in progetti per "l'ammodernamento" del Sistema sanitario nazionale. Ma le misure di cui parla il commissario riguardano tra le altre cose gli acquisti di beni e servizi e l'appropriatezza delle prescrizioni. Per rientrare nei limiti voluti dal patto di Stabilità si parla di tagli "agli sprechi" e di "esami inutili" anche se ancora non si comprendere quali siano effettivamente i tempi per l'applicazione. 

ESAMI E ANALISI A PAGAMENTO - Importanti sono i provvedimenti che riguardano direttamente i cittadini e l'accesso ai servizi. È previsto un taglio delle prestazioni specialistiche (visite, esami strumentali ed esami di laboratorio) non necessarie (nel linguaggio tecnico: non appropriate). Manca ancora però la lista della situazioni cliniche e patologie in cui analisi e approfondimenti sono necessari, ma una cosa sembra chiara: se si è fuori della lista si pagherà di tasca propria.

STRETTA SUI MEDICI DI FAMIGLIA - La norma prevede anche una stretta sui medici perché il principo che ispira la razionalizzazione è che bisogna frenare il fenomeno della cosiddetta "medicina difensiva": professionisti che per mettersi a riparo da eventuali vertenze giudiziarie, "elargiscono" con facilità analisi e controlli. Da oggi chi sbaglia subirà un taglio allo stipendio. Il medico, quando farà la ricetta, dovrà riportare l’indicazione della condizione di erogabilità. Le visite e i trattamenti che esulano da quei paletti saranno a totale carico dell’assistito.

RICOVERI SOLO SE NECESSARI - Lo stesso ragionamento varrà anche per i ricoveri per riabilitazione: revisione delle tipologie in base alla appropriatezza e pagamento percentuale oltre i giorni di degenza previsti dalle nuove soglie. Inoltre più controlli e penalizzazioni. Oltre al controllo delle strutture ospedaliere in rosso, si preve anche l'azzeramento dei ricoveri nelle case di cura convenzionate con meno di 40 posti letto, la riduzione della spesa del personale a seguito del taglio della rete ospedaliera, la riduzione della degenza media e del tasso di ospedalizzazione. Complessivamente: circa 210 milioni di tagli all'anno.

Ogni anno le prestazioni erogate dal settore pubblico o privato sono circa 200 milioni: l'obiettivo sarebbe quello di ridurle del 15% con il taglio di circa 28 milioni di prestazioni l'anno. Da questa operazione verrebbero risparmi per 198 milioni di euro l'anno.

Ma il punto forte del provvedimento dovrebbe essere la rinegoziazione dei contratti di acquisto di beni e servizi (con la centrale unica di acquisti) e in particolare dei dispositivi medici. Inoltre sarà costituito presso il ministero della Salute un osservatorio sui prezzi dei dispositivi medici (apparecchi, impianti, sostanze) il cui costo non potrà comunque superare il tetto del 4,4 per cento.

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LE REAZIONI - Nonostante la soddisfazione espressa dal ministero della Salute e dal governo anche a livello istituzionale è scontro: Luca Colletto, assessore alla Sanità del Veneto e coordinatore della conferenza delle Regioni ha già mandato a dire alla Lorenzin di aver "già tagliato" nel 2012. C'è invece chi per mantenere alta la qualità del servizio e garantire il diritto alla salute consiglia di seguire il "modello lombardo" o quello "toscano". Chi nei confronti dei futuri provvedimenti non apre possibilità di dialogo sono i sindacati: "Le ricette non sono assolutamente nuove - protesta Rosanna Dettori, segretaria generale della Fp Cgil - C’è preoccupazione: dovendo tagliare 35 miliardi per il taglio delle tasse si fanno le solite scelte, si va sulla sanità e sugli enti locali che però sono già al collasso". 

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