Approvato lo "Sblocca Cantieri", ma per l'Anac aumenta solo il rischio corruzione

Il presidente dell'autorità anticorruzione, Raffaele Cantone sottolinea come il governo sia stato più attento all'idea del "fare" piuttosto che a quella del "far bene"

Il presidente dell'ANAC Raffaele Cantone nella sala della Regina durante la presentazione della relazione annuale dell'Autorita' anticorruzione, Roma 6 giugno 2019. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Con 142 voti favorevoli, 94 contrari e 17 astensioni il Senato ha approvato il cosiddetto "sblocca cantieri", disegno di legge di conversione del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, che si prefigge di rilanciare il settore degli appalti pubblici, accelerando gli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici.

La legge sblocca cantieri -a firma di Conte, Toninelli e Di Maio- passa ora alla Camera per l'approvazione definitiva, che deve avvenire entro il prossimo 17 giugno, pena la decadenza del decreto. I deputati pertanto potranno vedere, ma non toccare le norme, e le novità introdotte a palazzo Madama sono dunque quelle definitive.

Soddisfatte le due metà di governo, nonostante la Lega non è riuscita nell'intento di bloccare per 2 anni il codice degli appalti, ma ha comunque ottenuto delle deroghe. Fino al 31 dicembre 2020 i comuni saranno liberi di fare le gare 'in proprio', cioè senza dover ricorrere alla stazione appaltante unica. E resta ferma per un anno e mezzo anche la norma che introduce l'obbligo di servirsi di commissari indipendenti, nominati all'interno di un albo gestito dall'Anac per valutare le offerte. Nello stesso periodo sarà invece ancora possibile ricorrere all'appalto integrato.

Tra le novità la fissazione al 40% della quota massima di contratti in subappalto. Si tratta di una misura temporanea; infatti dal primo gennaio 2021 saranno le pubbliche amministrazioni a decidere, a seconda dei casi, il tetto massimo. Arriva poi lo scudo contabile, per i funzionari che firmano la cessazione anticipata delle concessioni autostradali. E viene dato il via libera alla nomina dei commissari straordinari per il Mose e il traforo Gran Sasso.

Il Terzo Valico e il nodo di Genova diventano un 'Progetto unico' con un budget pari a 6,8 miliardi di euro. La società 'Sport e salute' (ex Coni servizi) ottiene la qualifica di centrale di committenza per gli appalti pubblici, a partire da gennaio 2020.

Inoltre nasce Italia Infrastrutture, controllata dal Mit e con capitale sociale di 10 milioni detenuto dal Mef, che dovrà assicurare la celere cantierizzazione delle opere pubbliche. Viene introdotta una norma sull'end of waste che fa tornare alle Regioni la competenza ad emettere le autorizzazioni agli impianti per il trattamento dei rifiuti.

E viene dato il via libera alle risorse che consentono di introdurre la videosorveglianza di asili e materne e di istituti per anziani e disabili.

Sblocca cantieri, Cantone: "Aumenta rischio corruzione"

Sul decreto si è tanto discusso soprattutto per quanto concerne l'approvazione di un emendamento che sospende il Codice degli appalti: fino al 31 dicembre 2020 i Comuni non avranno l'obbligo di fare gare attraverso le stazioni appaltanti, né di scegliere i Commissari di gara tra gli esperti iscritti all'albo Anac.

 Lo stesso presidente dell'autorità anticorruzione, Raffaele Cantone ha rilevato come sia prevista una soglia "abbastanza alta" (150mila euro) entro la quale si può adottare una procedura molto semplificata (richiesta di soli tre preventivi) che aumenta il rischio di corruzione o scelte arbitrarie.

Inoltre per il presidente dell'Anac "il ritorno dell'appalto integrato, l'aumento della soglia dei subappalti al 40%, la possibilità di valutare i requisiti per la qualificazione delle imprese degli ultimi 15 anni, le amplissime deroghe al codice concesse ai commissari straordinari" paiono troppo attente all'idea del "fare" piuttosto che a quella del "far bene".

"La sospensione dell'albo dei commissari di gara per un biennio, infine, introdotta in uno degli ultimi emendamenti, rischia di incidere su un momento topico della procedura, facendo venir meno un presidio di trasparenza, oltre che rendere inutile il cospicuo investimento economico (500 mila euro circa) che l'Autorità ha sostenuto per applicare la disposizione".

Appalti, i sindacati: "Solo trasparenza contiene spesa pubblica"

Gli stessi sindacati, Cgil in primis, puntano il dito contro le deroghe al Codice degli appalti. "La trasparenza è un presupposto necessario per contrastare la corruzione, ma anche per contenere la spesa pubblica -spiega il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra- Il Codice degli appalti non può essere additato, in alcun modo, come la causa del blocco dei cantieri".

"Il Governo dovrebbe piuttosto preoccuparsi di implementare quelle parti del Codice che ancora non sono state attuate, come la riduzione delle stazioni appaltanti, i commissari di gara estratti a sorte, il rating di impresa, e non creare pericolosi vuoti normativi che fanno male al Paese, alle imprese sane, e che rischiano di alimentare mafia e corruzione".

Critiche anche dalle opposizioni, per il Partito Democratico quello approvato oggi al Senato non è uno sblocca cantieri ma un 'blocca Italia'.

"Un provvedimento di corto respiro, pasticciato e confuso per trovare una sintesi tra gli interessi di parte della Lega di Di Maio e il M5S di Salvini -dice il segretario del Pd Nicola Zingaretti -il rischio è quello di una eccessiva discrezionalità, che potrebbe aprire la strada a fenomeni corruttivi, e di trovarsi di fronte ad una deregulation del settore degli appalti, con regole che cambiano facendo venire meno quella certezza indispensabile alle imprese per poter affrontare gli investimenti".

Astensione annunciata quella di Fratelli d'Italia che parla di "Troppe questioni sono rimaste in sospeso". Il capogruppo Luca Ciriani, parlando di un compromesso al ribasso, sottolinea come la Lega avesse presentato per poi ritirarlo, un emendamento per il commissariamento della Tav, mentre restano intatte "tutte le criticità riguardanti le miriadi di norme che coinvolgono le opere pubbliche".

"Anche sulle norme a sostegno delle aree terremotate la maggioranza è venuta meno. Per i navigator sono stati trovati 200 milioni di euro, mentre per i terremotati non si è stati in grado di stanziare cifre adeguate. Da molti anni i cittadini esasperati attendono di vedere evase decine di migliaia di pratiche. Ma purtroppo la situazione rimarrà così fino a quando, attraverso lo stanziamento di adeguate risorse, non saranno avviate le necessarie assunzioni per smaltirle".

Da Forza Italia una stoccata invece all'autorità anticorruzione: "L'Anac, e le sue direttive, sta bloccando tutto. Nessun dirigente o funzionario subalterno vuole assumersi la benché minima responsabilità delle procedure e nessuno firma più un tubo" spiega il senatore di Forza Italia Francesco Giro.

"Personalmente io l'Anac l'abolirei del tutto. Non serve a nulla. Non ha combattuto la corruzione, ha tagliato le gambe alle attività amministrative e produttive, ha solo iperburocratizzato gli uffici. Concordo al 100% con le tesi che Stefano Parisi presentò a Milano, addirittura tre anni fa, quando disse che la prima misura che avrebbe adottato come premier sarebbe stata l'abolizione di Anac, una istituzione che mortificava l'indirizzo politico e l'autonomia della Pa".

Che cosa prevede il decreto sblocca cantieri: il dossier

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