Effetto spread: aumentano i tassi di mutui e prestiti

La crisi dello spread attanaglia l'Italia da mesi e ora ha i primi effetti sull'economia reale: se ancora i mutui per le abitazioni risentono di un incremento di tassi minimo, i finanziamenti alle imprese risentono di costi ben superiori

"Sono preoccupato per lo spread". Lo dice il ministro dell'Economia Giovanni Tria dopo l'impennata dell'indice che certifica il "rischio paese" e che oggi ha raggiunto quota 335 per poi  chiudere a 327 punti, con un rendimento del decennale al 3,62%, ai massimi dal 2014. E mentre per l'Italia si affaccia alla crisi del debito sovrano lo spread si fa sentire anche sulla vita economica di tutti i giorni. Come rileva l'associazione bancaria italiana ad ottobre i tassi di interesse sulle nuove operazioni di finanziamento "sono aumentanti risentendo dell'aumento dello spread nei rendimenti dei titoli sovrani".

Come rileva l'Abi nel suo bollettino mensile si legge come il tasso medio sui nuovi mutui sia risultato pari a 1,87% (1,80% a settembre 2018, 5,72% a fine 2007), mentre quello medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è risultato pari a 1,60% (1,45% il mese precedente, 5,48% a fine 2007).

Sostanzialmente stabile, invece, il tasso medio sul totale dei prestiti, che è rimasto pari al 2,57%, dato uguale a quello del mese precedente e molto lontano dal 6,18% prima della crisi, a fine 2007. Quanto ai mutui, sul totale delle nuove erogazioni, prosegue l'associazione, i tre quarti sono mutui a tasso fisso. Nell'ultimo mese la quota del flusso di finanziamenti a tasso fisso è risultata pari al 75,9% (75,5% il mese precedente).

Le sofferenze bancarie al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati con proprie risorse a settembre 2018 si sono attestate sotto alla soglia dei 40 miliardi, arrivando a 39,8 miliardi di euro, un valore inferiore di 700 milioni rispetto ai 40,5 miliardi del mese precedente e in forte calo, -47 miliardi, rispetto al dato di dicembre 2016, quando erano a 86,8 miliardi. In 21 mesi le sofferenze si sono ridotte di oltre il 54%. Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di 49 miliardi, oltre il 55%. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali si è attestato al 2,32% a settembre, avvicinandosi al minimo storico del 2,3% di maggio 2011 e ben distante dal 4,89% a dicembre 2016.

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Banche, i prestiti superano la raccolta

A ottobre l'ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle banche operanti in Italia, 1.732 miliardi di euro, è superiore, di circa 13 miliardi, all'ammontare complessivo della raccolta da clientela, 1.719 miliardi di euro. In Italia i depositi in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) sono aumentati, ad ottobre, di circa 49,2 miliardi di euro rispetto a un anno prima (variazione pari a +3,5% su base annuale), mentre si conferma la diminuzione della raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, per oltre 43 miliardi di euro in valore assoluto negli ultimi 12 mesi (pari a -15%). La dinamica della raccolta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) registra ad ottobre 2018 una variazione su base annua di +0,3%. Prima dell'inizio della crisi, a fine 2007, l'ammontare della raccolta bancaria si ragguagliava a circa 1.549 miliardi di euro (circa +170 miliardi dalla fine del 2007 ad oggi) così composta: 1.024,5 miliardi di depositi da clientela (+448,5 miliardi dalla fine del 2007 ad oggi) e 524,5 miliardi di obbligazioni (-278,7 miliardi dal 2007).

Dai dati al 31 ottobre, emerge che i prestiti a famiglie e imprese sono in crescita su base annua di +1,9% a 1.320 miliardi, proseguendo la positiva dinamica complessiva del totale dei prestiti in essere (il tasso di variazione annuo risulta positivo da oltre 2 anni). A fine 2007 tali prestiti si collocavano a 1.279 miliardi, con un incremento nel periodo in valore assoluto di oltre 41 miliardi. Pari a +3%, invece, la variazione annua dei prestiti a residenti in Italia al settore privato. Ad ottobre 2018 risultano pari a 1.470,6 miliardi di euro (1.450 miliardi a fine 2007, +20,4 miliardi circa da allora ad oggi).

Nel complesso, la dinamica dei prestiti bancari ha manifestato ad ottobre un'accelerazione. Da quanto emerge dal rapporto, sulla base di prime stime il totale prestiti a residenti in Italia (settore privato più Amministrazioni pubbliche al netto dei pct con controparti centrali) si colloca a 1.731,8 miliardi di euro, segnando una variazione annua - calcolata includendo i prestiti non rilevati nei bilanci bancari in quanto cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni (ad esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni) - di +2,1%9 (+1,9% il mese precedente). A fine 2007 - prima dell'inizio della crisi - tali prestiti ammontavano a 1.673 miliardi, segnando da allora ad oggi un aumento in valore assoluto di oltre 58 miliardi di euro.

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Le principali evidenze del bollettino dell'Abi

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Cgia: spread a 300 è un rischio per le imprese

Dopo il flop di ieri dei Btp Italia, oggi lo spread ha aperto di nuovo in rialzo. Secondo il Mef, solo nel 2018 pagheremo 1,9 miliardi in più rispetto alle previsioni di aprile.

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