Calano gli stipendi degli italiani: siamo tra i peggiori d'Europa

Secondo il rapporto “Salary Outlook 2018”, nel primo semestre dell'anno in corso le retribuzioni media in Italia sono calate dello 0,1%. Medie lontanissime da quelle degli altri Paesi dell'Ue, con una forbice sempre più ampia tra Nord e Sud

Foto di repertorio

Che fatica arrivare a fine mese. Un sentimento comune per la maggior parte degli italiani che, con lo stipendio che percepiscono, spesso hanno difficoltà a sostenere tutte le spese che servono per mandare avanti una casa e una famiglia. Un problema piuttosto diffuso che tra le sue cause ha proprio il livello di retribuzione dei lavoratori italiani. Un indice che già non era altissimo e che nei primi sei mesi del 2018 ha fatto registrare un nuovo decremento dopo la piccola impennata registrata tra il 2016 e il 2017.

Secondo l'osservatorio “Jobs Salary Outlook 2018” di JobPricing, nel primo semestre dell'anno in corso le retribuzioni degli italiani sono scese dello 0,1%. A 'pagare' questa diminuzione di stipendio nel primo semestre del 2018 sono soprattutto i dirigenti, per cui il calo è stato dello 0,9%. Un dato importante, soprattutto se paragonato all'immobilità registrata per le retribuzioni di quadri, impiegati e operai. Uno stallo che porta l'Italia ad essere fra le peggiori d'Europa nel rapporto tra retribuzione e ore lavorate, un trend associato anche alla produttività del lavoro, che di fatto è rimasta ferma negli ultimi 10 anni. 

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Quanto guadagnano i lavoratori italiani

Secondo il Salary Job Pricing 2018 la retribuzione annua lorda media dei dirigenti è 100.866 euro, quella dei quadri 54.023, quella degli impiegati 30,791, quella degli operai 24.871. Numeri che si traducono in una media nazionale di 29.358 euro lordi all'anno. Da questo punto di vista siamo al nono posto nella classifica europea, ma va ricordato che le nazioni che ci precedono, come Francia e Germania, hanno stipendi di gran lunga superiori ai nostri. I francesi percepiscono circa 8mila euro lordi in più all'anno, mentre per i tedeschi il surplus è di 10mila euro, con un differenziale del 25%. 

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Gli stipendi scendono e i prezzi salgono

Come anticipato all'inizio dell'articolo, sono molti gli italiani che fanno fatica a sbarcare il lunario con quello che trovano in busta paga. Una crisi provocata dalla concomitanza di due fenomeni: il calo dello 0,1% delle retribuzioni e il contemporaneo aumento dei prezzi (+0,8%). La combinazione di questi due fattori ha fatto ridotto il potere d'acquisto dei lavoratori, che invece era aumentato tra il 2014 e il 2017.

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Tanti poveri e pochi ricchi

Se questo non fosse già abbastanza, un altro dato rende la struttura retributiva del mercato italiano piuttosto singolare: l'ampia forbice tra la massa che guadagna poco e i 'pochi eletti' che hanno stipendi da capogiro. Secondo i dati pubblicati da Job Pricing la curva di distribuzione delle retribuzioni in Italia concentra oltre il 60% della popolazione fra i 20.000 euro lordi annui e i 31.000, mentre quelle superiori ai 40mila euro sono riservate al 6,4% dei lavoratori, mentre soltanto l'1,1% riesce a superare i 100mila euro annui.

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Un abisso tra Nord e Sud

Anche dal punto di vista delle retribuzioni, l'Italia risulta spaccata in tronconi, con una sostanziale differenza tra settentrione e Mezzogiorno. La media annua degli stipendi al Nord è di 30.622 euro, dato che scende a 28.569 euro al Centro, fino ad arrivare ai  25.961 euro all'anno di Sud e isole. Una differenza decisamente importante: basta pensare che un lavoratore del Nord guadagna fino al 7,2% in più di uno delle regioni centrali e addirittura il 18% (quasi 5mila euro) in più rispetto ad un lavoratore del Sud.

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Nella classifica a livello regionale troviamo la Lombardia al primo posto con una retribuzione media annua di 31.692 euro, seguita da Trentino ed Emilia Romagna, che si mantengono sempre sopra i 30mila euro medi. Nonostante queste siano le Regioni con gli stipendi più alti, la media resta lontana anni luce da quella registrata in Francia e Germania, dove i livello medio è di 37.622 euro per i francesi e di 39.466 per i tedeschi. Una differenza sostanziosa che diventa abissale se si fa il confronto con il Lussemburgo, Paese al top della classifica europea con 63.615 euro lordi all'anno. Praticamente il doppio di un lavoratore lombardo.

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All'altro capo della classifica regionale troviamo la Calabria, ultima con una retribuzione media di 24.622 euro, in compagnia di Basilicata (24.906 euro) e Molise (25.136 euro). Di tutte le Regioni soltanto 11 hanno fatto registrare un trend positivo tra il 2017 e il 2018 e sono: Valle d’Aosta, Piemonte, Friuli, Toscana, Lazio, Umbria, Abruzzo, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna. Le altre hanno subito tutte un calo più o meno alto con la Liguria al primo posto con una diminuzione dell'1%.

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