Manovra, come cambia la tassa sulla fortuna: slot e giochi, stangata confermata

Un sub emendamento al ddl Bilancio mira ad una nuova sforbiciata sulla fortuna: scende del 3% la parte di restituzione in vincita delle somme giocate con le slot. Lotterie, Gratta e Vinci e Win for Life, tutte le possibili novità

Foto di repertorio

La manovra economica è ancora in fase di evoluzione, con la maggioranza alla disperata ricerca di risorse per far quadrare i conti e trovare le coperture necessarie. Dopo il rinvio di sugar tax e plastic tax, il governo sembra aver messo nel mirino un'altra tassa, quella sulla fortuna. Una nuova stangata su una grande passione degli italiani, da sempre affezionati alle lotterie e simili.

L'ultima novità riguarda proprio gli apparecchi awp, ossia le nuove slot machine: in un sub emendamento al ddl bilancio è previsto per il prossimo anno un taglio del 3% del pay out delle vincite, che passerà così dal 68% al 65%. Cos'è il pay out? Si tratta della parte di restituzione in vincita delle somme giocate con le slot. Questa norma, secondo le stime che accompagnano il provvedimento, dovrebbe portare maggiori entrate per 309 milioni di euro, sempre che questo emendamento riesca a trovare spazio nel testo finale della legge di Bilancio.

Manovra, stangata sulla fortuna

Le modifiche del governo al ddl bilancio 'costano' 1,1 miliardi di euro. La Robin tax limitata alle concessionarie del trasporti farà incassare 455 milioni in meno, a cui si aggiungono i circa 330 milioni di minori entrate dovute alla riformulazione della sugar e plastic tax. Il sub emendamento al ddl bilancio, presentato dal governo in commissione Bilancio al Senato, sarà finanziato, per circa un terzo delle risorse, attraverso l'aumento della tassazione sui giochi, a cui si aggiungono altri 500 milioni che provengono dal Fondo per le esigenze indifferibili (295 milioni) e dal Fondo per interventi strutturali di politica economica (213 milioni).

Manovra, cosa cambia per le lotterie

Ma le slot non sono le uniche forme di gioco con cui l'esecutivo prova a fare cassa. Sulle vincite delle videolottery lo Stato tratterrà il 20% sugli importi superiori ai 200 euro, mentre per i fortunati di Gratta&Vinci, Superenalotto, win for life, win for life gold e SiVince tutto, lotterie nazionali, Enalotto, Superstar, il prelievo del 20% si applicherà alla quota di vincita superiore ai 500 euro.

E questo solo per il 2020 perché poi il Fisco dal 1° gennaio 2021 potrebbe mettere le mani sul 15% delle vincite superiori ai 25 euro. A restare fuori dalla stangata solo il Superenalotto. Piccola consolazione per il dietrofront sulla tassa del biliardino: salta l'obbligo di iscrizione al Registro unico degli operatori del gioco pubblico per i sistemi che non consentono di vincere denaro.

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