Tassa sulla plastica? "Vale 150 euro a famiglia solo per le bottiglie d'acqua"

Una tassa sugli imballaggi, pochi centesimi al chilogrammo che tuttavia potrebbero mettere in crisi un settore che - indotto compreso - conta 10mila aziende e 150mila lavoratori. Il rischio che la ventilata nuova imposizione finirebbe col pesare sulle tasse dei consumatori

Una comune bottiglia di plastica, di quelle che si acquistano con l'acqua al supermercato, pesa 35 grammi. Le confezioni da 6 bottiglie, più l'involucro che le contiene, hanno un peso intorno ai 230-235 grammi. Con la plastic tax allo studio del Governo, ovvero l'imposizione di una tassa di 0,60 euro per ogni chilo di plastica, il cartone di 6 bottiglie d'acqua costerebbe 13-14 centesimi in più. 

"Se si prova a moltiplicare quella cifra per 90-100 cartoni, quanti se ne possono consumare in un anno, si scoprirà che ogni famiglia spenderà fra 120-140€ in più all'anno" incalzano dal direttivo di Forza Italia alla Camera.

Ma l'idea di una tassa sulla plastica non piace neppure al ministro dell'Ambiente Sergio Costa che ha spiegato come nelle intenzioni dell'esecutivo vi sia l'idea di destinare 50 miliardi in 15 anni all'ambiente. "Ora vediamo come tutto sarà declinato - spiega a 'Un Giorno da Pecora' su Radio Rai 1 - Plastic tax? Io preferisco sempre gli incentivi che le tasse".

La tassa sulla plastica: che cos'è e chi la paga

Ad opporsi alla prospettiva di una tassa sugli di imballaggi in plastica è Unionplast, associazione di categoria che riunisce i trasformatori di materie plastiche: secondo il presidente Luca Iazzolino una "plastic tax rischia di affossare ulteriormente la competitività di un settore di eccellenza che sta già intraprendendo una transizione verso soluzioni più sostenibili. Già oggi, infatti il 15% della plastica utilizzata proviene da economia circolare, con un trend in continua crescita, anche sulla spinta delle dinamiche di mercato".

Iazzolino ha spiegato come la messa al bando tout-court delle plastiche monouso ha già messo a rischio la sopravvivenza di 30 aziende e di 3mila posti di lavoro.

"Produrre una tonnellata di plastica per imballaggi costa circa 1000 euro e la ventilata ipotesi di una tassa aggiuntiva del 20% metterebbe a rischio il futuro di 50.000 lavoratori e di 2000 imprese".

Anche i produttori di materie plastiche riuniti in PlasticsEurope scendono in campo contro l’ipotesi di una nuova tassa di 20 centesimi di euro al chilogrammo sugli imballaggi in plastica.  Massimo Covezzi, Presidente di PlasticsEurope Italia allarga lo spettro di una crisi che comprendendo l'indotto conta in Italia oltre 10.000 aziende con 150.000 addetti e un fatturato di oltre 40 miliardi di euro.

"La filiera delle materie plastiche in Italia è in assoluto la seconda a livello Europeo, dopo quella tedesca, e presenta imprese di assoluta eccellenza mondiale, alcune di queste proprio per quegli imballaggi che la plastic tax colpirebbe”.

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