Tassa sulla fortuna, che cosa cambia: scatta la "flat tax", vincere costerà di più

Cambiano le carte in tavola, si va verso l'aliquota unica. Sale il prelievo fiscale sulle vincite superiori a 200 euro: si passa dal 12 al 15 per cento (per la sola parte superiore ai 200 euro). Ma la tassa sulla fortuna "disincentiva" davvero il gioco? Lo Stato intanto fa cassa

Ansa, repertorio

Modifiche in arrivo per la cosiddetta tassa sulla fortuna: si torna all'aliquota unica. Sarebbe infatti pronto un emendamento - sta per essere presentato al decreto legge fiscale in discussione alla Camera - per cambiare ancora una volta le carte in tavola, istituendo quella che può in un certo senso essere definita una "flat tax": il prelievo del 15% (era del 12%) scatterà direttamente su tutte le vincite superiori ai 200 euro. Non più sopra i 500 euro. In tal modo è quasi certo l'addio alla nuovo tassa dell’1,9% sulle microvincite, previsto dal Ddl di bilancio. È il Sole24Ore a dare conto di tutte queste novità. La nuova misura entrerebbe in vigore molto presto, già dal prossimo 15 gennaio. L’emendamento in arrivo contiene la rimodulazione del prelievo erariale unico su Slot e videolottery, con contestuale diminuzione della quota percentuale restituita in vincita ai giocatori.

Tassa sulla fortuna, aumenta il prelievo fiscale sulle vincite

Aumenta quindi il prelievo fiscale dello Stato sulle vincite superiori a 200 euro alle videolottery e slot machine: si passa dal 12 al 15 per cento dal 15 gennaio 2020 (per la sola parte superiore ai 200 euro). Non è tutto: dal 1 maggio 2020 l'aliquota del 15 per cento sarà applicata anche su "gratta e vinci", "win for life", Superenalotto e lotterie nazionali varie. Un modo semplice e veloce per aumentare le entrate per le casse pubbliche alzando l'aliquota. Manca solo l'ok finale dell'Aula. Nel Ddl di bilancio era previsto un regime a due aliquote per la tassa sulle vincite: come mai la parziale marcia indietro? Semplice: con una sola aliquota la tassa sulla fortuna sopra i 200 euro può partire subito, senza ritardi che sarebbero stati inevitabili se, ad esempio, si fossero dovute ritarare tutte le videolottery.

Tassa sulla fortuna non "disincentiva" il gioco

La tassa sulla fortuna, dettagli sulle aliquote a parte, continua a fare discutere. L'aumento del prelievo sulle vincite, la cosiddetta "tassa sulla fortuna" è ad esempio secondo la Cgil "un modo per abbassare il payout (la percentuale di vincita di un determinato gioco, ndr) e far pagare ulteriori tasse ai giocatori, aspetto che potrebbe essere positivo per disincentivare il gioco, anche se è noto che i meccanismi per disincentivare non sono legati alla tassazione". Lo dicono le statistiche. L'ultimo aumento che ha portato il prelievo sulle vincite dal 6% al 12%, introdotto nella "manovrina" 2017, "non ha avuto apprezzabili effetti sui volumi dei giochi interessati, in quanto il prelievo incide sulle vincite di importo relativamente elevato".

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