Troppe tasse, l'Italia sfida sempre di più il fisco: l'evasione sale del 5%

Calabria maglia nera, in Trentino i contribuenti più diligenti. Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli presenta i dati shock della pressione fiscale e rivela: "Servono 8 miliardi per scongiurare l'aumento di Iva e accise"

Tra il 2011 e il 2014, il tasso di evasione fiscale è cresciuto del 5,3%. E’ quanto stima il centro studi di Confcommercio che vede nella crescita della pressione fiscale locale (+30%) il principale imputato. Lo rileva l'associazione dei commercianti in occasione del suo convegno annuale.

Secondo il dossier di Confcommercio ( scarica il dossier in Pdf) il tasso di evasione fiscale in Italia si è attestato al 13% del Pil dal 2014 frutto, anche, di una pressione fiscale al 43,3% che lo stesso presidente Sangalli ha definito insostenibile.

Sangalli: "Peso fisco insostenibile"

"Il livello di pressione fiscale del nostro paese, ormai stabile al 43% , è insostenibile per il nostro sistema produttivo - afferma il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli - il sistema fiscale complesso e farraginoso è incompatibile con qualsiasi realistica prospettiva di crescita robusta, diffusa, duratura. Le risorse necessarie per ridurre il carico fiscale su famiglie e imprese si possono e si devono trovare agendo su due binari: da un lato, attraverso una profonda operazione di eliminazione di sprechi e inefficienze che l'aggregato dei consumi pubblici ancora presenta a qualsiasi livello istituzionale, centrale e locale. Dall'altro, attraverso il contrasto all'evasione che consentirebbe, a determinate condizioni, di recuperare oltre 86 miliardi di imponibile evaso e quasi 43 miliardi di gettito da restituire, sotto forma di minori aliquote, ai contribuenti in regola"

La pressione fiscale legale rimane elevata, soprattutto nel confronto internazionale: nella graduatoria decrescente per carico fiscale, l'Italia si colloca al settimo posto su 31 Paesi (quelli europei più i quattro restanti del G7).

"Alcuni difetti strutturali da più di un ventennio frenano il nostro sistema produttivo - sostiene Sangalli che punta il dito verso l'eccesso di burocrazia e di pressione fiscale, al deficit di legalità, alle debolezze del sistema infrastrutturale, all'insostenibile costo del lavoro - Il contrasto all'evasione consentirebbe, a determinate condizioni, di recuperare oltre 86 miliardi di imponibile evaso e quasi 43 miliardi di gettito da restituire, sotto forma di minori aliquote, ai contribuenti in regola".

Servono 8 miliardi per scongiurare l'aumento di Iva e accise

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Tutti i dati dell'ufficio studi confcommercio

Secondo quanto rileva Confcommercio nella manovra autunnale sarà necessario trovare altri 8 miliardi di euro per disattivare le clausole di salvaguardia che prevedono l'aumento dell'Iva e delle accise, ridurre il cuneo fiscale potenziare le misure di contrasto alla povertà e mettere in campo altre misure necessarie per il rilancio della crescita.

Dei 23,5 miliardi necessari (19,5 miliardi per sterilizzare le clausole e 4 miliardi per le altre misure) quelli finora trovati ammontano a 15,5 miliardi: 4 miliardi nella manovrina primaverile per disattivare le clausole e 9 miliardi dalla maggiore flessibilità per gli altri interventi. 

Evasione fiscale, la mappa regionale

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Con un tasso di evasione fiscale pari al 21,2% la Calabria ottiene la Maglia nera del lavoro sommerso mentre la regione più virtuosa è il Trentino Alto Adige con un'incidenza dell'economia non osservata all'11,3% del valore aggiunto del Pil.

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Se si adottasse il 'modello' Trentino in tutto il Paese, rileva la Confcommercio, il tasso di evasione fiscale passerebbe dal 13% (dato 2014) al 7,7% e la pressione fiscale legale dal 49,8 al 46,9% e  si potrebbero recuperare 43 miliardi di gettito.

A livello regionale dopo la Calabria, le regioni con il più alto tasso di incidenza di economia non osservata sul valore aggiunto sono la Campania (20,6%), la Sicilia (19,5%), la Puglia (19,3%), la Sardegna (18,6%). Nel Lazio si registra un tasso di evasione pari al 13,8%, inferiore a quello dell'Umbria (17,5%), dell'Abruzzo (17,4%) e della Toscana (15,4%). Le regioni piu' virtuose sono quelle del nord: la Lombardia (11,5%), il Veneto (12,7%), il Friuli Venezia Giulia (12,8%) e 'Emilia Romagna (13%). 

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