Elezioni, tasse e promesse elettorali: cosa propongono i partiti in vista del voto 2018

L'Italia è al sesto posto per pressione fiscale, terzo per evasione. Tutti chiedono la riduzione delle tasse: lo Stato incassa più di quanto spenda: il cosiddetto "avanzo primario" dei conti pubblici è infatti completamente eroso dal debito pubblico

Elezioni e tasse, le proposte partito per partito

"Le tasse sono una cosa bellissima": dieci anni fa l'infelice uscita dell’allora ministro delle finanze Tommaso Padoa Schioppa scatenò un putiferio di violente reazioni, critiche, sarcasmi e insulti. Tutti chiedono una riduzione delle tasse, simbolo di uno stato afflittivo, burocratico, corrotto ed inefficiente.

L'Italia è al sesto posto per pressione fiscale tra i 35 paesi dell’OCSE, terzo paese al mondo per evasione fiscale, e le stime parlano di oltre 200 miliardi di euro evasi ogni anno. Federcontribuenti denuncia come i contribuenti versino in contributi quasi 9 mila euro l’anno e come ad evadere siano soprattutto i più ricchi.

Visti questi numeri non sorprende come le tasse e la loro riduzione, siano al centro della campagna elettorale. Tuttavia un ultimo aspetto da sottolineare prima di passare alle proposte elettorali, è come da due decenni lo Stato incassi più di quanto spenda, ma il cosiddetto "avanzo primario" dei conti pubblici è completamente eroso dal debito pubblico che, a causa degli interessi che lo Stato deve pagare, vanifica il tesoretto delle tasse. 

Negli ultimi anni la pressione fiscale è calata ma pesa per oltre 42,9% del prodotto interno lordo molto più alta della media dei paesi più sviluppati. La crescente diseguaglianza dei redditi denunciata da Oxfam solleva più di un dubbio sullo status quo ed impone un cambiamento di registro. Il Fondo Monetario Internazionale dal canto suo propone l’aliquota ottimale sui redditi più alti del 44 per cento.

Se Matteo Renzi elogia gli sforzi dei governi di centrosinistra ("Abbiamo tolto Imu e Tasi, cancellato l’Irap costo del lavoro, abbassato Ires dal 27,5% al 24%, lavorato sulle tasse agricole, favorito i Pir"), Silvio Berlusconi promette l'introduzione di una flat tax al 23%, uguale per famiglie e imprese, qualunque siano i redditi, con qualche distinguo dagli alleati Salvini Meloni. La proposta potrebbe comportare minori entrate per 30/50 miliardi di euro (qui la proposta nel dettaglio). I critici della flat tax sollevano l’incompatibilità con la costituzione italiana, che prevede una progressività nelle aliquote di tassazione: “Il sistema tributario è informato a criteri di progressività” (articolo 53 della Costituzione).

Il Movimento 5 stelle propone una riduzione delle aliquote Irpef per il ceto medio, l'innalzamento della no tax area fino a 10mila e la riduzione del cuneo fiscale per le Pmi (qui la prosta nel dettaglio).

Le promesse elettorali: Tasse
Flat tax Centrodestra 40 miliardi nella versione Lega, circa 30 nel modello Forza Italia
Abolizione Irap Forza Italia 23 miliardi. Il gettito è sceso nettamente dopo il 2015, con gli sconti inseriti nella legge di Stabilità di allora (prima si era sui 30 miliardi)
Abolizione tasse su successioni e donazioni Forza Italia Oltre 720 milioni di gettito nel 2016, in crescita del 6% fino a novembre del 2017
No-Tax area, riduzione Irpef Movimento 5 stelle Elevare l'esenzione dalle tasse da 8.100 a 10.000 euro (circa 2,7 milioni di contribuenti con oltre 20 miliardi di redditi). Il programma prevede anche la riduzione delle aliquote Irpef e abolizione di studi di settore, spesometro, split payment ed Equitalia
Abolizione canone Rai Partito Democratico 1,8 miliardi per 20 milioni di utenti che pagano 90 euro l'anno
Abolizione tasse universitarie Liberi e Uguali 1,9 miliardi per 1,6 milioni di studenti
Abolizione bollo prima auto Forza Italia 3 miliardi per 20 milioni di proprietari auto

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Tasse: tutte le novità 2018

Fatta la tara su quelle che sono ancora solo promesse elettorali, nel 2018 ci sono importanti novità fiscali che vanno dal rinnovo dei contratti per i dipendenti pubblici, alla riproposizione dell’ecobonus e ‘sismabonus’ per le ristrutturazioni, dall’introduzione del bonus per la ristrutturazione del verde privato, alla definizione dell’A.P.E. sociale-anticipo pensionistico per il problema pensioni, alla definizione del reddito di inclusione sociale (REI) per le fasce più deboli della popolazione, fino agli abbonamenti bus scontati.

Il nuovo calendario fiscale

Cambia il calendario fiscale per il versamento delle tasse: passa infatti dal 7 luglio al 23 luglio il termine per presentare il modello 730 a un Caf-dipendenti mentre slitta dal 31 luglio al 31 ottobre il termine per presentare la dichiarazione dei sostituti d’imposta modello 770 e per trasmettere in via telematica le Certificazioni uniche contenenti esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili mediante la dichiarazione precompilata.

Per la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute, il cosidetto spesometro, relative al secondo trimestre, la data ultima è spostata dal 16 al 30 settembre e per le dichiarazioni dei redditi e dell’Irap, il termine del 30 settembre è spostato al 31 ottobre. 

Detrazioni figli a carico 2018: aumenta il tetto di reddito: a partire dal primo gennaio 2019, per i figli di età non superiore a 24 anni, il limite di reddito complessivo per essere considerati fiscalmente a carico è stato elevato a 4mila euro.

Le spese sostenute per acquistare gli abbonamenti di bus, metro e ferrovie di tutto il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, saranno scontate del 19% fino al un tetto di 250 euro. 

Ecobonus ed incentivi al verde. Per chi investirà nella riqualificazione di giardini e terrazzi è previsto uno sconto del 36% per una spesa fino a 5 mila euro, ad esempio per la realizzazione di impianti di irrigazione, coperture a verde, giardini pensili.

Scende dal 65% al 50% l’ecobonus per infissi, schermi solari, impianti di climatizzazione, ed escono dallo sconto le caldaie meno efficienti di classe B. Le caldaie a condensazione di classe energetica A avranno uno sconto fiscale del 50% che potrà salire al 65% se abbinati anche i sistemi di termoregolazione automatica dell’impianto come le valvole termostatiche.

La rottamazione delle cartelle per pagare tutte le tasse arretrate senza sanzioni e interessi, è stata riaperta per sanare le posizioni dal 2000 al 2017. Entro il 15 maggio 2018 scade il termine per inviare la richiesta di adesione. Il primo versamento è previsto per il 30 giugno 2018 e le rate saranno 5 nel 2018: luglio, settembre, ottobre, novembre 2018 per coprire l’80% del debito, e febbraio 2019.

Elezioni 2018

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