Tirrenia, un mare di esuberi: 1.000 lavoratori a rischio

In scadenza la concessione per i servizi di continuità territoriale: i cupi scenari spiegati a Today.it da Natale Colombo, segretario nazionale Filt Cigl

Acque agitate per Tirrenia: l'azienda ha presentato ai sindacati un piano che prevede quasi mille esuberi tra il personale marittimo a partire dal 2020 e della chiusura delle sedi amministrative di Napoli e Cagliari con trasferimento coatto di tutto il personale nelle sedi di Portoferraio, Livorno e Milano. Una prospettiva che le sigle Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti hanno da subito bollato come “inverosimile”, ma che allo stesso tempo ha mandato in agitazione i lavoratori. 

Tirrenia, ci sono mille lavoratori a rischio

Ma come si è arrivati in questa condizione? Per fare il punto della situazione abbiamo contattato li segretario nazionale della Filt Cgil, Natale Colombo, che sta seguendo da vicino il caso: “Avevamo chiesto un incontro con il Gruppo Onorato Armatori per parlare di diverse questioni, come ad esempio il caso Moby, ma durante il tavolo della scorsa settimana la discussione ha riguardato soltanto un argomento: la situazione di Tirrenia e il rischio per i suoi lavoratori”.

“L'amministratore delegato di Tirrenia Massimo Mura – racconta Colombo a Today.it. - ci ha spiegato come l'azienda intenda proseguire nel suo piano di ristrutturazione e contenimento dei costi, andando a proseguire una manovra iniziata già la scorsa primavera, ma con numeri più contenuti. Quindi sono venuti all'incontro con noi e hanno manifestato l'intenzione di chiudere le sedi di Napoli e Cagliari, dicendo di aver anche già parlato con i lavoratori”.

Quello di Tirrenia è un caso molto complesso, in cui svolge un ruolo chiave anche il ministero dei Trasporti. Il motivo? I possibili esuberi infatti sono legati alla scadenza del contratto di Tirrenia per i servizi di continuità territoriale, come spiega il segretario nazionale Filt Cgil: “Il 19 luglio 2020, dopo otto anni di concessione, scade l'accordo con il Ministero. Da Tirrenia ci hanno fatto sapere di aver chiesto una proroga, ma a quanto pare la risposta al momento è stata negativa, con il dicastero che sarebbe pronto ad indire una nuova gara per affidare questi servizi”. 

Caso Tirrenia, gli scenari e l'incognita bando

Se il contratto dovesse scadere senza proroga, lo scenario di Tirrenia è uno: corse e tratte regolari fino a settembre, poi inizierebbe una lenta diminuzione del servizio. Tutto è legato quindi al bando di gara e, come sottolinea Natale Colombo, alle caratteristiche di questo bando: “Al momento non sappiamo se nel bando verrà inclusa la cosiddetta clausola sociale, che manterrebbe al lavoro l'attuale personale, né tantomeno sappiamo se il nuovo contratto sarà a parità di servizio o no”.

Piccoli particolari che in questo caso fanno la differenza: infatti, con un accordo di servizio identico a quello attuale e con la presenza della clausola sociale, tutti i lavoratori manterrebbero la propria occupazione, ma se così non fosse, crescerebbe il rischio per i lavoratori:”Il quadro prospettico che ci ha fornito la compagnia sugli scenari aziendali è sicuramente allarmante ed intempestivo, coniugando necessità organizzative immediate ed elaborazioni riferite agli scenari strettamente legati alla scadenza della convenzione ministeriale sulla continuità territoriale”.     

L'affidamento dei servizi di continuità territoriale in questo momento vale la bellezza di 72 milioni di euro, ma secondo il segretario Fit Cigl Colombo c'è anche un'altra ipotesi sul tavolo: “Si è parlato, ma senza conferme, di spostare il corrispettivo legato a questi servizi da chi fornisce il servizio a chi ne usufruisce: in questo modo sarebbero i passeggeri a pagare meno i biglietti, ma è una strada che poco si sposa con l'articolazione dei servizi”.

Tirrenia, sindacati pronti alla protesta

Acque agitate per i lavoratori Tirrenia, con una sola data che al momento è certa: la scadenza del 19 luglio 2020. Intanto il segretario Filt Cgil Natale Colombo ha chiesto un incontro al ministero dei Trasporti per avere alcuni chiarimenti sulla vicenda: “E' da due mesi che chiediamo una riunione. Visto che molto dipende da quello che ci sarà scritto sul bando di gara, vorremmo che il ministero ci facesse sapere se è presente la clausola sociale e se l'accordo è a parità di servizio o differente”.

In attesa che arrivino notizie dal dicastero dei Trasporto, le sigle sono pronte alla protesta: “Nei prossimi giorni – conclude Natale Colombo - saranno valutate tutte le iniziative necessarie a fare chiarezza soprattutto sulla gara per la continuità territoriale dove il vincolo della clausola di salvaguardia sociale rappresenta un caposaldo irrinunciabile. Se la situazione dovesse rimanere come quella attuale, si andrà inevitabilmente verso lo sciopero”. La situazione è delicata ed in continua evoluzione, con mille lavoratori Tirrenia (più altre centinaia dell'indotto) che attendono con il fiato sospeso.

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