Unicredit, il piano per il 2023 taglia 8mila dipendenti (soprattutto in Italia)

La banca ha presentato il piano strategico per i prossimi anni: utili a 5 miliardi entro il 2023, ma ci sono 8mila esuberi e l'ottimizzazione della rete delle filiali porterà 500 chiusure. Il taglio del personale riguarda in primis il nostro Paese, insieme a Germania e Austria

Foto di repertorio

Dopo mesi di indiscrezioni Unicredit ha presentato a Londra il suo piano strategico 2020-2023, che prevede la riduzione del personale di 8mila unità e la chiusura di 500 filiali, mirata all'ottimizzazione della rete. 

Unicredit, piano 2020-2023 taglia 8mila dipendenti 

I tagli al personale dovrebbero riguardare soprattutto Italia, Germania e Austria, dove il personale verrà ridotto complessivamente del 21% e verrà chiuso il 25% delle filiali. Il “conto” più  salato è proprio quello per il nostro Paese: su 1,4 miliardi di euro di costi di integrazione stimati per la gestione degli esuberi 1,1 miliardi riguarderanno l'Italia e solo 0,3 miliardi l'Austria e la Germania. Ma il massiccio taglio dei dipendenti non arriva proprio come un fulmine a ciel sereno, infatti lo scorso luglio il quotidiano Bloomberg aveva lanciato un'indiscrezione che parlava di un piano con 10mila esuberi, che aveva subito messo in allarme tutti i sindacati di settore. 

Unicredit, tagli soprattutto in Italia

Saranno in Italia la maggior parte dei tagli del personale di Unicredit, secondo quanto riportano fonti sindacali. Rispetto agli 8mila annunciati dal nuovo piano, 5.500 esuberi saranno concentrati in Italia, e altri 500 saranno legati al piano precedente. Lo stesso dicasi per la riduzione delle filiali: delle 500 filiali, 450 saranno chiuse in Italia.

Unicredit, piano 2020-2023: utili a 5 miliardi

Nello stesso tempo, il piano per il 2023 punta a portare a 5 miliardi gli utili, creare un valore per gli azionisti pari a 16 miliardi di euro, con un risparmio lordo in Europa occidentale di circa un miliardo di euro, pari al 12% del costo base relativo all'anno 2018.

In particolare, distribuirà dividendi pari al 40% dell’utile netto sottostante nel periodo 2020-2022, che salirà al 50% nel 2023, tra dividendi cash e riacquisti di azioni. L'ammontare sarà di 8 miliardi: 6 miliardi in forma di dividendi nel periodo 2020-2023 e 2 miliardi in forma di buyback, riacquisti di azioni. Unicredit prevede anche la crescita di 8 mld del patrimonio netto tangibile.

I ricavi cresceranno ogni anno dello 0,8% dal 2019 al 2023 fino ad arrivare a 19,3 miliardi nel 2023, secondo quanto prevede il nuovo piano Team23, che si basa su ipotesi di tassi d’interesse più conservative rispetto al mercato. Il piano "presuppone l’Euribor a 3 mesi a fine periodo a circa -50 punti base tra il 2019 e il 2022, in rialzo a -40 pb nel 2023", spiega il gruppo. La banca conseguirà "utili sostenibili", con un Rote pari a o superiore all’8 per cento per l’intero periodo del piano e un utile netto sottostante di 5 mld nel 2023. L'utile netto per azione (eps) crescerà del 12 per cento ogni anno nel periodo 2018-2023. "L’utile netto sottostante si attesterà a 4,3 mld nel 2020 per salire a 5 mld nel 2023 sulla base di un’aliquota fiscale sottostante compresa tra 18 e 20 per cento lungo l’arco del piano", spiega Unicredit.

"Team 23 è incentrato sulla massimizzazione della creazione di valore per gli stakeholder", afferma Jean Pierre Mustier, amministratore delegato di UniCredit, presentando il nuovo piano al 2023. "Durante l’arco del piano - spiega - prevediamo di generare 16 miliardi di valore per gli investitori tramite una combinazione di dividendi, riacquisti di azioni e incremento del patrimonio tangibile". 

In più, "in seguito alle nostre azioni decise e alla nostra attenzione rigorosa al de-risking e al rafforzamento dello stato patrimoniale, oggi UniCredit ha una solida base di capitale. Sulla base del successo di Transform 2019, contiamo di aumentare la nostra distribuzione di capitale per il 2019 al 40 per cento, il doppio rispetto al target iniziale del piano, compresa la proposta di riacquisto di azioni del 10 per cento", spiega. Unicredit continuerà a far leva sulla "rete presente in Europa occidentale, centrale e orientale, la posizione di banca di riferimento per le pmi Europee e l’ampia e crescente base di clienti. Per tutta la durata del piano continueremo a cogliere le opportunità commerciali mantenendo allo stesso tempo uno stretto controllo su rischio, disciplina nell’esecuzione e controllo dei costi".

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