Manital, 10mila lavoratori senza stipendio: fumata nera al Mise

Nulla di fatto nell'incontro organizzato dai sindacati di categoria per fare luce nella difficile vertenza che ha coinvolto i 10mila addetti del Consorzio Manital, senza paga dal mese di maggio 

I lavoratori davanti al Mise (Foto dal sito di UIltrasporti)

Nessuna buona notizia per i lavoratori del Consorzio Manital: l'incontro previsto al Ministero dello Sviluppo economico richiesto dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti ha prodotto la più classica 'fumata nera' sulla vertenza che ha coinvolto 10mila dipendenti, tra ManitalIdea e le società consorziate, impiegati in appalti pubblici e privati mulltiservizi per committenze importanti su tutto il territorio nazionale, dai ministeri agli ospedali, passando per Consip e Università. I sindacati avevano convocato questo incontro al Mise per porre rimedio alla situazione dei lavoratori, che da mesi si ritrovano senza stipendio e senza notizie sul loro futuro occupazionale.

Manital, tensione al Mise

"Momenti di tensione e disperazione -si legge ancora nella nota- al presidio promosso davanti la sede del dicastero dove oltre 300 tra lavoratrici e lavoratori hanno manifestato il forte dissenso sullo stato di una vertenza che si trascina ormai dal 2017, quando ManitalIdea ha dichiarato 'difficoltà di riallineamento economico', di fatto ritardando il pagamento delle retribuzioni anche a 90 giorni, retribuzioni già ai limiti della sostenibilità, in media di 650/700 euro al mese".

I sindacati, prosegue la nota, "hanno illustrato ai rappresentanti del Mise - Chiara Cherubini, della struttura ministeriale della Crisi di Impresa, e Scopelliti, assistente del vice capo di gabinetto Giorgio Sorial - tutta la complessità della vertenza che ad oggi, nonostante gli impegni sottoscritti al ministero dell'Istruzione dalla direzione del consorzio sul pagamento delle retribuzioni, non vede luce. Le soluzioni proposte dalla direzione di Manital e dalle società consorziate nel corso dei mesi trascorsi, a livello territoriale e a livello nazionale, non sono state dunque in grado di dare una soluzione positiva e definitiva alle mancate retribuzioni, segno di una crisi complessiva oramai conclamata e strutturale".

Manital, i sindacati minacciano lo sciopero

Per i sindacati è urgente definire un intervento sinergico, con la regia del ministero dello Sviluppo Economico, che impegni anche le committenze a dare seguito a quanto previsto dalle leggi e dai contratti. Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs "hanno sollecitato l'attivazione immediata di un tavolo di crisi che definisca un intervento risolutivo e affronti i nodi connessi al pagamento dei salari sebbene la committenza paghi regolarmente l'appalto di servizio alle società consorziate dove è occupato il 95% della forza lavoro; il dicastero di contro ha annunciato che nei prossimi giorni sarà convocato il consorzio e a seguire dovrebbe essere convocato il tavolo con i sindacati ma senza ancora una data certa".

"Le tre sigle si sono riservate di proseguire con le iniziative di lotta e mobilitazione e di verificare l'opportunità di proclamare uno sciopero nazionale, anche convogliando le mobilitazioni già indette in Piemonte e nel Lazio l'11 e il 17 luglio", conclude la nota.

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