Più voucher meno contratti, in 24 mesi venduti i "buoni lavoro" di 7 anni

Boom del "lavoro accessorio", calano i dipendenti "stabili": il Governo pronto a mettere mano al Jobs Act che ha portato al boom dell'utilizzo di voucher: venduti da gennaio 2015 a oggi (236,6 milioni) nettamente superiore al numero di buoni lavoro totalizzati nei sette anni precedenti

Il Governo è pronto a ridefinire "dal punto di vista normativo il confine dell'uso dei voucher": lo ha detto il ministro del Lavoro Giuliano Poletti preoccupato dai dati che mettono in mostra come l'utilizzo dei "buoni lavoro" da strumento occasionale sia diventato la norma". L'accusa più dura dal leader della Fiom Maurizion Landini: "I voucher nascono per affrontare il problema del lavoro stagionale. E' diventato uno strumento che regolarizza indirettamente il lavoro nero. Se ci fosse un governo che vuole combattere davvero il nero li abolirebbe", ha aggiunto.

I dati resi noti dall'Osservatorio sul precariato dell'Inps mettono in evidenza come l'utilizzo dei "voucher" sia cresciuto del 32,5% mentre al tempo stesso calano i nuovi contratti a tempo indeterminato (-89%).

I contratti a tempo indeterminato al netto delle cessazioni ammontano a 61.640 contro i 588.039 registrati nello stesso periodo del 2015 e ai 101.255 del 2014.

Crescono i licenziamenti, sia quelli per giustificato motivo oggettivo che quelli per giusta causa: i primi passano dai 380.292 dei primi 10 mesi del 2015 ai 399.613 del 2016 mentre i secondi passano da 47.728 dello scorso anno ai 60.817 di quest'anno.

Rallenta la crescita del mercato del lavoro. Sotto il profilo della consistenza complessiva dei rapporti di lavoro, invece, i primi dieci mesi del 2016, nel settore privato, registrano un saldo, tra assunzioni e cessazioni, pari +497.000 contratti , inferiore a quello del corrispondente periodo del 2015 (+636.000) ma superiore a quello dei primi dieci mesi del 2014 (+313.000). Un dato questo che proiettato sui dodici mesi porta ad un saldo su anno, compresi i rapporti stagionali, di +486.000.

"Per il 2016 sembra ormai confermato il trend di riduzione degli effetti dell'esonero contributivo che emerge, con tutta evidenza, dalla flessione dei nuovi rapporti/trasformazioni a tempo indeterminato rispetto allo stesso periodo sia del 2015 che del 2014 - spiega il segretario confederale della Uil Guglielmo Loy - Il segnale positivo è se visto sotto altro punto di vista, la ripresa per i giovani, di assunzioni con contratti di apprendistato. Ciò conferma che gli incentivi, se ben regolati e mirati, possono sostenere una ripresa occupazionale".

Il numero di voucher venduti da gennaio 2015 a oggi (236,6 milioni) è stato nettamente superiore al numero di buoni lavoro totalizzati nei sette anni precedenti (162,1 milioni). L'incremento è stato pari al 32,3% con al primo posto la Campania con +51,1%, all'ultimo la Valle d'Aosta con +21,5% e nell'insieme delle regioni del Nordest al 28,8%. Per comprendere meglio l'evoluzione di questo fenomeno nell'ultimo biennio si puo' osservare che, sempre su scala nazionale,

In regione gli ultimi due anni hanno fatto totalizzare un numero di buoni lavoro pari a 10,7 milioni, quasi equivalente agli 11,1 venduti dal 2008 al 2014. 

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Commenti (2)

  • semplicemente scandaloso e vergognoso per un paese che continua a volersi definire civile

  • l'uso "italiano" dei voucher? la piu' grande andata al cesso del mondo del lavoro, solo un governo del genere poteva partorire una simile idea. .. 600.000 posti di lavoro ... 500.000 posti di lavoro.. !!! si, se poi li vai a vedere uno ad uno ti trovi queste sorprese...

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