Whirlpool ancora in bilico: lo spiraglio c'è ma non convince

Fumata grigia dopo l'incontro al Mise con Di Maio: l'azienda assicura che non chiuderà lo stabilimento e non si disimpegnerà da Napoli, ma manca ancora una proposta concreta. Sindacati perplessi: ''Azienda inaffidabile, aperture insoddisfacenti'' 

Il presidio al Mise dei lavoratori Whirlpool (FOTO ANSA)

Nulla di fatto o poco più sul caso Whirlpool, l'attesissimo tavolo di crisi che ha avuto luogo mercoledì 12 giugno al Ministero dello Sviluppo economico. In ballo ci sono gli oltre 400 dipendenti dello stabilimento di Napoli, che temono di rimanere senza lavoro. Dalla riunione, durata circa un'ora, il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio è riuscito ad ottenere dai rappresentanti della multinazionale statunitense soltanto due rassicurazioni: lo stabilimento di Napoli non chiuderà e Whirlpool non si disimpegnerà da Napoli. Buoni propositi che arrivano dopo le polemiche e gli attacchi verificatisi in questi giorni, ma che non 'scaldano' i sindacati che vedono nelle dichiarazioni dell'azienda soltanto uno spiraglio tutto da verificare: infatti, al momento, non esiste una proposta concreta. Lasciando il Mise l'azienda ha fatto sapere che già dalla prossima settimana  comincerà a lavorare a una proposta alternativa a quella della cessione del sito di Napoli fino ad oggi indicata come l'unica strada per fronteggiare una crisi produttiva. I rappresentanti sindacali di Fim Fiom e Uilm hanno manifestato la loro perplessità, valutando con insoddisfazione l'incontro avvenuto al Mise. 

La linea della Whirlpool

Terminato il tavolo di crisi al Mise, l'azienda ha rilasciato una nota ufficiale in cui annunciava la linea anticipata a Di Maio: "L'azienda si rende disponibile da subito e si impegna, come priorità immediata, a procedere con le discussioni con tutti i soggetti coinvolti al fine di definire i dettagli della soluzione per il sito di Napoli e le sue persone. E la soluzione avrà l'obiettivo di garantire la continuità industriale allo stabilimento e i massimi livelli occupazionali, al fine di creare le condizioni per un futuro sostenibile del sito napoletano".

Whirlpool, i sindacati non si fidano

La reazione dei sindacati non si è fatta attendere, ed è stata 'gelida' e allo stesso tempo dubbiosa. "L'azienda ha avuto il coraggio di sedersi al tavolo e dire che con i provvedimenti presi da Di Maio doveva rivalutare ammortizzatori sociali e investimenti in tutto il paese ma di fronte a un muro compatto ha detto che accettava i presupposti e si sarebbe presentata la prossima settimana, entro 4 giorni per illustrarci le sue proposte. Siccome sono inaffidabili questo è l'ultimo tempo che gli diamo per dimostrarci la loro affidabilità – ha commentato il segretario nazionale Fiom Barbara Tibaldi al termine dell'incontro di ieri sulla possibile cessione del sito Whirlpool di Napoli -  L'azienda ha tre impegni da mantenere, sintetizza: di mantenere il piano, non chiudere Napoli e di non disimpegnarsi come Whirlpool da Napoli".

Uilm: ''Spiraglio aperto ma tutto da verificare''

"Siamo finalmente riusciti a riaprire uno spiraglio di dialogo con Whirlpool, sulla base di un presupposto: che l'Azienda non si disimpegni da Napoli. Tuttavia sappiamo che non sarà facile passare da una dichiarazione aziendale generica di disponibilità a trovare una soluzione alla risoluzione effettiva della vertenza. Chiediamo che il confronto parta da un'analisi della situazione industriale e delle possibili misure che potrebbero essere in grado di sostenere un rilancio dello stabilimento di Napoli": ha commentato Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm, al termine dell'incontro.

''Più in particolare, abbiamo proposto - prosegue Ficco - sia alla multinazionale sia al Ministero di valutare l'impatto di un rifinanziamento della così detta decontribuzione dei contratti di solidarietà, che in passato ha contribuito a risolvere con successo vertenze analoghe, nonché di un abbattimento di quei balzelli che il Jobs Act ha posto a carico proprio delle imprese che, invece di licenziare, provano a evitare gli esuberi attraverso l'utilizzo temporaneo di ammortizzatori sociali. In questo modo difatti correggeremmo un vero e proprio paradosso, che oggi rende meno costoso per le imprese licenziare piuttosto che utilizzare ammortizzatori sociali conservativi''.

''Bene penalizzare fortemente - conclude- le imprese che praticano comportamenti predatori, per lo stesso motivo però dobbiamo incentivare e sostenere chi investe per superare le crisi. Speriamo che al prossimo incontro con Whirlpool sulla base di questi principi si possa ragionare su come salvare lo stabilimento di Napoli e più in generale salvaguardare la presenza in Italia. Se la multinazionale continuasse a trincerarsi dietro formule retoriche senza addivenire a un confronto reale, significherebbe che sta giocando al gatto col topo con i lavoratori italiani e che sta precostituendo un alibi per adottare azioni unilaterali. In quel caso se ne assumerebbe le responsabilità''.

Una notte con gli operai della Whirlpool: "Ci hanno tolto tutto in un secondo"

Fim Cisl: ''Aperture ancora non soddisfacenti''

"Di fatto è tutto rimandato alla prossima settimana. Non possiamo certamente dire che l'incontro odierno sia stato soddisfacente, ci sono delle aperture ma è tutto da verificare sulla base della proposta che arriverà e delle garanzie che verranno date". Ad affermarlo è la segretaria nazionale Fim Cisl Alessandra Damiani in merito al tavolo sulla vertenza Whirlpool che si è svolto al Mise con il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio. "Al momento nessuno, né l'azienda né tanto meno il Ministro ci hanno fornito garanzie sulla continuità della missione produttiva per il sito di Napoli" sostiene la sindacalista. "È evidente, che la settimana prossima ci aspettiamo delle risposte concrete a queste che ad oggi sono solo dichiarazioni di principio, - conclude - che lasciano ancora in sospeso una concreta e seria risposta al piano industriale per il sito Partenopeo".

Whirlpool, la protesta da Napoli

''Assistiamo a una surreale pagina della storia industriale di Napoli e del Paese. L’azienda Whirlpool arriva al tavolo del Mise sostenendo di non avere soluzioni, per poi finire chiedendo del tempo. Governo, Regione, Comune ed organizzazioni sindacali unite su un solo fronte: quello di impegnare l’azienda a restare a Napoli e a produrre lavatrici e frigoriferi. Per ora un misero rinvio''.

Questo il commento del vice sindaco di Napoli Enrico Panini e dell'assessore al lavoro Monica Buonanno che hanno preso parte al Mise a Roma al tavolo di trattative su Whirlpool. Un incontro che non ha portato soluzioni concrete ma altri dubbi per i dipendenti licenziati che ormai da settimane occupano gli stabilimenti dopo lo stop della produzione.

Whirlpool, nuovo tavolo al Mise il 21 giugno

Il ministero dello Sviluppo economico convoca il tavolo di crisi su Whirlpool, presieduto dal Ministro Luigi Di Maio, per il 21 giugno prossimo alle 10. E' una nota del Mise ad annunciare il nuovo round. Al centro la discussione sulla "situazione occupazionale e produttiva dell'azienda a seguito della volontà, espressa da parte della proprietà, di non chiudere e di non disimpegnarsi dal sito produttivo di Napoli".

Al tavolo sono stati convocati per il 21 giugno i rappresentanti della Regione Campania, della Regione Lombardia, regione Marche e Regione Toscana. All'incontro siederanno anche i rapppresentanti della multinazionale statunitense e i sindacati metalmeccanici Fim Fiom Uilm e Ugl di Cgil, Cisl e Uil assieme ai propri segretari confederali.

Non solo Whirlpool: cosa è successo con Ast Terni e Iveco Defence

Quella di mercoledì 12 giugno è stata un giornata molto 'calda' al Mise. Come anticipato da Today nei giorni scorsi, prima dell'incontro con Whirlpool, hanno avuto luogo altre due riunioni riguardanti i casi dell'Ast di Terni e di Iveco Defence. Se con Whirlpool non ci sono stati sostanziali passi in avanti, non si può dire la stessa cosa per l'Acciai Speciali Terni, con cui è stato firmato un verbale di intesa. A confermarlo il commento post-incontro del segretario nazionale Fiom-Cgil Gianni Venturi: “E' stato sottoscritto un verbale di accordo che registra degli avanzamenti nel confronto con Ast di Terni. I punti di intesa raggiunti sono sugli investimenti (60 milioni di euro 2018-2020), sulla produzione di un milione di tonnellate di acciaio liquido e sull'aumento del 12% delle produzioni laminate a freddo. In merito all'occupazione, gli organici rimangono sostanzialmente invariati nella vigenza dell'accordo con uscite volontarie e incentivate, e contestuale stabilizzazione dei contratti in somministrazione.

Al verbale è stata allegata una dichiarazione delle organizzazioni sindacali sulla necessità che Ast assuma una piena responsabilità sociale nei confronti dell'insieme della forza lavoro e quindi anche in quella impiegata nelle lavorazioni in appalto. Contemporaneamente si avvia il confronto sull'integrativo aziendale con l'impegno di giungere ad un accordo entro il 28 giugno.

''Il verbale di intesa sottoscritto ieri - prosegue il sindacalista -  sarà portato alla valutazione dell'assemblea dei lavoratori a partire dalla prossima settimana. Si tratta di un'intesa che risente dell'incertezza rispetto agli assetti definitivi della capogruppo Thyssen, dopo la mancata fusione con Tata Steel, che dovrebbero avere comunque ricadute di assestamento e di sviluppo del ruolo strategico che il sito ternano assume per il gruppo stesso e per la produzione dell'acciaio in Italia. Non si tratta quindi di un piano industriale di medio o lungo periodo ma di linee guida che governano la transizione verso le scelte definitive di Thyssen”.

Incontro positivo anche per i lavoratori Iveco di Bolzano. L'intesa raggiunta è stata resa pubblica attraverso una nota congiunta di Michele De Palma, segretario nazionale della Fiom, e Cinzia Turello, segretaria generale della Fiom di Bolzano: ''Nell’incontro presso il ministero dello Sviluppo Economico alla presenza del consigliere del Ministro della Difesa e il Vicecapo di Gabinetto del ministero dello Sviluppo Economico è stato comunicato il raggiungimento dell’intesa istituzionale tra i rispettivi ministeri per la programmazione di un investimento di 7 miliardi sino al 2032. Il budget servirà all’acquisto di 156 VBM per una spesa di 1 miliardo e 500 milioni e per l’acquisto di 64 centauro 2 per una spesa di 740 milioni.

''L’Amministratore Delegato di Iveco Defence - prosegue la nota - ha dichiarato che è essenziale la programmazione annuale degli stanziamenti per l’avvio della produzione. Questo permetterà il richiamo in stabilimento dei lavoratori ad oggi distaccati e come affermato dal Responsabile delle risorse umane di Cnh Industrial, l’interruzione della Cassa integrazione ordinaria a luglio con una previsione sul 2019 di massimo 20/30 giorni di Cassa. La Fiom valuta positivamente per i lavoratori di Iveco di Bolzano le determinazioni raggiunte dai ministeri della Difesa e dello Sviluppo Economico. Queste consentono alla Direzione aziendale di poter programmare il rientro al lavoro delle maestranze e garantire l’occupazione e la professionalità per i prossimi anni''. 

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