Whirlpool, verso la fumata bianca: "Non vogliamo chiudere a Napoli"

Il vicepremier Di Maio alza la voce contro la multinazionale statunitense, in attesa del vertice al Mise previsto per mercoledì: "Oggi firmo la direttiva che revoca gli incentivi". Il dietrofront dell'azienda

La protesta degli operai Whirlpool davanti alla sede del Mise (FOTO ANSA)

''Non ci faremo prendere per i fondelli'', aveva tuonato il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio parlando della Whirlpool, multinazionale statunitense finita nella bufera per la decisione di  riconvertire lo stabilimento di Napoli, con oltre 400 dipendenti che rischiano di perdere il posto di lavoro. In attesa dell'incontro al Ministero dello Sviluppo Economico previsto per le 17 di domani, mercoledì 12 giugno, Di Maio ha fatto la voce grossa, spiegando ai microfoni di Rtl 102.5 la sua strategia: "Oggi firmo la direttiva che revoca incentivi all'azienda per 15 milioni di euro. Whirlpool che oggi dice di voler chiudere lo stabilimento di Napoli non ha tenuto fede ai patti. Vediamo se così torna a più miti consigli visto che mercoledì abbiamo un incontro".

Una dichiarazione che conferma le voci che avevano iniziato a circolare nella serata di ieri, con il vicepremier e leader del Movimento 5 Stelle che avrebbe sentito telefonicamente i vertici della Whirlpool, intimandogli la revoca completa degli incentivi nel caso in cui l'azienda non rispettasse gli accordi stipulati al Mise. Minaccia che poi si è concretizzata.

Whirlpool, Di Maio firma gli atti d'indirizzo per revoca fondi

"E' finita l'epoca in cui le multinazionali firmano accordi, prendono i soldi dallo Stato e poi fanno quello che vogliono. Le aziende, gli imprenditori e i lavoratori italiani meritano rispetto. Revoco i finanziamenti alla Whirlpool se non manterrà gli impegni presi".

Così in un post su Facebook il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio mentre nel video firma gli atti di indirizzo per gli uffici del ministero del Lavoro, dello Sviluppo economico e Invitalia per "revocare o soldi degli italiani che sono stati dati a Whirlpool" perché la multinazionale "non ha tenuto fede agli accordi sottoscritti". Mercoledì, aggiunge Di Maio, "quando verranno al tavolo spero possano venire a più miti consigli perché qui è finita l'epoca del Bengodi dove si faceva quello che si vuole".

Il vicepremier si auspica che Whirlpool possa ripensarci domani in occasione del tavolo ma intanto "io vado avanti. Se pensano di avere a che fare con quelli di prima hanno sbagliato governo". L'obiettivo del Governo, aggiunge Di Maio, "è difendere il Made in Italy che significa difendere non solo i prodotti o la produzione dei nostri artigiani o delle nostre imprese ma la manodopera. Siamo un po' stanchi di queste multinazionali, che firmano accordi con il Governo italiano e poi quando vogliono se ne vanno e mettono in discussione accordi sottoscritti. Chi viene in Italia deve sottostare alle regole italiane, al governo e ai cittadini italiani", aggiunge il ministro dello Sviluppo economico.

Per Di Maio "non si può più andare avanti così. Con delle multinazionali che firmano accordi, prendono incentivi, soldi dello Stato e poi sul più bello se ne vanno. Questa storia è finita. Lo Stato ora si fa rispettare. E' una settimana che ho detto a Whirlpool, che siccome hanno firmato un accordo con me, che lo stabilimento di Napoli va tenuto aperto. E' assurdo e inaccettabile che dopo un accordo con il Governo e i sindacati in cui il gruppo si impegnava in un accordo a mantenere aperti tutti quei stabilimenti in Italia ora ci dicono che si devono disimpegnare dallo stabilimento di Napolo: non è accettabile. Dal 2014 ad oggi hanno preso 50 milioni e io inizio a revocare i fondi. Non sono stati collaborativi e continuano a dire che si vogliono disimpegnare dello stabilimento di Napoli".

Whirlpool: "Non chiudiamo lo stabilimento di Napoli, cerchiamo un’altra soluzione"

In linea con il piano industriale dello scorso ottobre, Whirlpool "non intende procedere alla chiusura del sito di Napoli, ma è impegnata a trovare una soluzione che garantisca la continuità industriale e i massimi livelli occupazionali del sito". Così una nota di Whirlpool diffusa dopo le dichiarazioni del ministro Luigi Di Maio sulla revoca degli incentivi. Nell’incontro al Mise di domani "auspichiamo di poter iniziare il percorso con le istituzioni presenti e le organizzazioni sindacali volto a risolvere la vertenza".

Whirlpool Emea "con rammarico prende atto della dichiarazione rilasciata questa mattina a radio Rtl dal ministro Luigi Di Maio, di voler revocare gli incentivi concessi e di bloccare il pagamento su quelli richiesti, pur non avendo l’azienda mai proceduto ad alcuna disdetta dell’accordo siglato", continua la nota che "riconferma la centralità dell’Italia e la volontà di continuare a lavorare con tutte le parti coinvolte per trovare una soluzione condivisa".

Caso Whirlpool, Fico su Facebook: ''Trovare una soluzione''

Nella giornata di ieri anche il presidente della Camera Roberto Fico si era espresso sul caso Whirlpool, postando il suo pensiero su Facebook: "Sulla vicenda della Whirlpool c'è un lavoro attento del ministero dello Sviluppo economico e di tutti i soggetti istituzionali competenti per tutelare i 430 lavoratori dello stabilimento di Napoli. Un lavoro che seguo da napoletano e da presidente della Camera perché so che queste persone e le loro famiglie stanno vivendo un momento difficile".

 "Mi auguro che si possa trovare al più presto una soluzione per salvaguardare il futuro dei dipendenti, la loro dignità, e il tessuto economico e produttivo del territorio. Le istituzioni sono compatte al loro fianco".

Whirlpool e le sue sorelle: Di Maio ha in mano il destino di centinaia di lavoratori

Caso Whirlpool, il sindaco De Magistriis: ''Deve rimanere a Napoli''

Oltre al presidio continuo davanti allo stabilimento di Ponticelli, nella giornata di ieri gli operai napoletani della Whirlpool hanno protestato bloccando una delle strade situate nei pressi della fabbrica. La richiesta di tutti i lavoratori è che la fabbrica non venga chiusa e spostata altrove, lasciando tutti senza posto di lavoro. Un pensiero condiviso anche dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris: "Bisogna vincere, Whirlpool deve restare a Napoli perché quella napoletana non è un'azienda decotta e perché è anche una sfida di legalità''. 

''In un quartiere come Ponticelli - spiega de Magistris - avere un'area industriale che funzioni significa contrastare il degrado, l'illegalità, lo sconforto e l'assenza di lavoro, e serve quindi per l'economia della città". 

Domani, annuncia inoltre de Magistris, "saremo a Roma dal ministro Di Maio con i lavoratori e le rappresentanze sindacali". La città di Napoli, ribadisce il primo cittadino, "è fortemente schierata su questa vertenza, che non consideriamo riguardi solo 420 lavoratori e quindi 420 famiglie, ma tutta la città. Ecco perché non c'è stato un solo giorno in cui non siamo stati presenti. Se è vero ciò che ha detto Di Maio, c'è che a ottobre è stato chiuso un accordo con Whirlpool che ha preso i soldi e la garanzia era il rilancio industriale e il mantenimento della sede di Napoli, se questo non è accaduto allora o ciò che è stato detto e annunciato non era vero, o siamo di fronte a un inganno. Questa cifra della questione - conclude de Magistris - deve scioglierla il Governo".

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