Whirlpool, il diktat del governo: "Ritiri la cessione, poi torniamo a discutere"

Il ministro dello Sviluppo economico ha invitato l'azienda a riprendere la trattativa nelle sedi istituzionali. Intanto continua la protesta dei lavoratori con un corteo per le strade di Napoli: "Vogliamo certezze"

La maglietta dei lavoratori Whirlpool (FOTO ANSA)

Dopo aver bruscamente interrotto il tavolo al Mise tenutosi venerdì scorso, il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli ha voluto lanciare un nuovo segnale alla Whirlpool, che ha la scorsa settimana ha annunciato la cessione alla Passive Refrigeration Solutions: "Whirlpool è arrivata al tavolo dicendo: noi abbiamo fatto quello che ritenevamo giusto e l'unica soluzione è aprire la procedura di cessione. Per noi non ci si siede intorno ad un tavolo con già la risposta in mano e io non mi siedo ad un tavolo dove non ho un'alternativa".

Il nuovo titolare del Mise ha poi lanciato una sorta di diktat alla multinazionale, rispondendo ai giornalisti a margine dell'assemblea generale di Confindustria Vicenza. "Io, da ingegnere, penso sempre a un piano A e a un piano B - ha sottolineato - ma se mi siedo a quel tavolo ho solo il piano dell'azienda che ha imposto il suo. Allora prima ritirino la procedura di cessione e poi ci siederemo di nuovo al tavolo a discutere".

Whirlpool, gli operai bloccano l'autostrada A3: "Non molliamo"

"L'impianto di 4.0 - ha poi detto - è un impianto che ha funzionato bene e anzi vanno dati anche altri strumenti, ma dico che bisogna ritirarlo e passare da un set di interventi molto ampio ad un set di interventi un po' più strutturati, più piccoli, ma più 'incidenti'. Credo che vada verificato quello che c'è ancora di 4.0 che può essere utilizzato perché serve come motore e traino - ha spiegato - e quello che invece ha finito il suo moto propulsivo. Non c'è una volontà di rivedere al ribasso gli incentivi , ma c'è la volontà di capire quello che ha funzionato e vedere se ci possono essere altri strumenti", ha concluso .

Whirlpool, il corteo dei lavoratori a Napoli: ''Vogliamo certezze''

Intanto continua la protesta dei 410 operai dello stabilimento di via Argine, che dalle 10 di stamattina hanno fatto partire un cortei di protesta diretto verso piazza Municipio, a Napoli. I lavoratori, che temono per il loro futuro occupazionale, sono scesi ancora una volta in piazza contro la decisione della Whirlpool di cedere alla Prs, un'azienda svizzera.

I manifestanti indossano tutti una t-shirt con la scritta: "Whirlpool Napoli non molla". Presenti nel corteo anche i 471 navigator della Campania, che sperano ancora che Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, firmi la convenzione con l'Anpal. Presente tra gli altri, anche Valeria Valente del Pd. "Whirlpool non può chiudere, deve continuare ad operare. Non solo deve mantenere i posti di lavoro, ma deve rilanciare la sfida perché i lavoratori sono pronti ad accettarla. Il sindaco e Napoli sosterranno questo investimento in città. Ma per essere efficaci c'è bisogno del Governo. Sono pronto ad incontrare il ministro".

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Tra i lavoratori della Whirlpool è arrivato anche il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris: ''Mercoledì sarò e mi auguro di poter incontrare il ministro dello Sviluppo economico. Voglio portare il messaggio della città di Napoli  e cioè che Whirlpool non deve e non può chiudere. Deve continuare a operare, mantenendo i posti di lavoro ma rilanciando anche la sfida industriale che i lavoratori sono pronti ad accettare. In questo momento pero' serve una mano del governo". 

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