Zara, la protesta dei lavoratori mette in "crisi" i negozi: ora si tratta

Da Milano a Roma, i lavoratori del comparto logistica della nota catena d'abbigliamento spagnola protestano contro il passaggio in appalto ad una società interinale. Zadra dei SI Cobas: “Diventerebbero precari, perdendo garanzie, tutele e anzianità

La protesta dei lavoratori Zara a Milano (Foto da MilanoToday)

Dalla stabilità alla precarietà. Un passaggio che di norma dovrebbe avvenire all'inverso, ma che invece potrebbe seguire questa sfortunata direzione per i lavoratori del comparto logistico di Zara, che in questi giorni hanno protestato a Roma e Milano contro le condizioni di lavoro attuali e il passaggio ad un'agenzia interinale che li renderebbe, di fatto, dei lavoratori precari a tutti gli effetti, perdendo anche i benefici del contratto nazionale della logistica, ottenuto soltanto lo scorso anno dopo una dura battaglia.

Protesta Zara, futuro precario per i lavoratori della logistica

Ma quali sarebbero gli effetti di questo passaggio? A fornire a Today.It un quadro della situazione è Alessandro Zadra, coordinatore provinciale SI Cobas di Milano: “Con il passaggio in appalto alla Manpower i lavoratori verrebbero declassati interinali, diventando di fatto precari. Questo avrebbe diverse conseguenze sul loro lavoro: questa tipologia di contratto non garantisce un monte ore, non prevede l'applicazione del contratto nazionale, ha meno tutele e meno indennità, non garantisce l'anzianità e gli scatti acquisiti e tantomeno la tanto agognata stabilità”.

“Il contratto interinale sarebbe sfavorevole anche dal punto di vista salariale – prosegue Zadra – i lavoratori verrebbero inquadrati con livelli più bassi. Con il passaggio ad una società interinale l'azienda può permettersi di non garantire la continuità occupazionale. In queste condizioni, un facchino potrebbe trovarsi da un giorno all'altro senza lavoro”.

Protesta Zara, i lavoratori coinvolti

Una prospettiva di precarietà che riguarda circa un centinaio di lavoratori, come confermato dal coordinatore provinciale SI Cobas di Milano: “La maggior parte dei lavoratori coinvolti è divisa tra Milano e Roma, ma le stesse condizioni sono state manifestate anche in altre città d'Italia, dove però non è stato possibile organizzare una protesta”. Intanto a Roma lo sciopero va avanti da giovedì, mentre i facchini di Milano hanno organizzato un sit-in di protesta, denunciando la loro situazione (video Giampaolo Mannu/MilanoToday).

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"Ogni giorno subiamo condizioni lavorative pessime. Come se non bastasse ora vogliono farci passare sotto il controllo dell'agenzia interinale Manpower, il che significa precarizzarci ulteriormente. Solo nel 2018 Zara ha fatturato oltre 18 miliardi di dollari, mentre per noi c'è solo il precariato. Alcuni di questi lavoratori sono qui da oltre dieci anni, alcuni anche di più. Zara dovrebbe assumerci, non farci diventare ancora più precari". 

Protesta Zara, venerdì l'incontro azienda-sindacati

Le proteste organizzate a Roma e Milano hanno provocato la reazione di Zara, con l'azienda che ha dato la sua disponibilità a sedersi intorno ad un tavolo per trattare. Una notizia confermata da Alessandro Zadra dei SI Cobas: “Dopo la protesta di ieri l'azienda ha concordato con SI Cobas un incontro che si terrà venerdì 14 febbraio presso la sede nazionale del sindacato a Milano. Un primo passaggio positivo, frutto della mobilitazione: considerando che una settimana fa il capo del personale Zara aveva chiuso le porte ad ogni trattativa, non dandoci nessuno spiraglio. Con le proteste di questi giorni siamo riusciti almeno ad aprire una trattativa”.

Zara, le richieste dei sindacati

Il sindacato ha già pronte le richieste che farà a Zara in sede di trattativa: ''Per prima cosa vogliamo avere garanzie sulla continuità occupazionale – spiega Zadra – chiediamo che i lavoratori non vengano trasferiti come interinali e, se possibile, che vengano assunti da una Srl uguale per tutti, superando così la problematica frammentazione tra diverse cooperative che vige in questo momento. Inoltre chiediamo che venga garantita l'applicazione del contratto nazionale, che vengano mantenuti i livelli retributivi e che non vadano persi i diritti accumulati nel corso del tempo. Sono molti infatti i lavoratori con oltre 10 anni di anzianità”.

Sciopero Zara, la situazione nei magazzini e nei negozi

Lo sciopero dei lavoratori del comparto logistica di Zara ha avuto ovviamente delle ripercussioni anche sullo stato dei magazzini e dei negozi, come confermato dallo stesso Zadra: “Era inevitabile che ci fossero degli effetti. Alcuni negozi hanno avuto problemi nell'allestimento, essendosi fermato il personale che si occupava di preparare e scaricare la merce. Un problema che l'azienda deve considerare. Non a caso Zara – conclude il sindacalista – dopo la protesta, ha aperto ad un confronto con i sindacati”. La situazione rimane incerta, ma già dopo l'incontro di venerdì a Milano si potrà capire quale sarà la posizione del marchio d'abbigliamento spagnolo e il possibile futuro per gli oltre 100 lavoratori coinvolti. 

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