Ex zone rosse escluse dai fondi del decreto: alta tensione ma c'è tempo per metterci una pezza

C'è una disposizione nel dl Rilancio che esclude le ex zone rosse dal fondo dedicato alle aree più colpite. I 200 milioni destinati alle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza ma dovevano spettare inizialmente anche ad altre realtà. Durissime reazioni

Alta tensione sulla norma inserita all'interno del decreto Rilancio che esclude alcune 'zone rosse' dai fondi a favore delle aree colpite dall'emergenza coronavorus. Il governatore del Veneto Zaia annuncia ricorso, quello della Campania De Luca critica a sua volta la decisione "di escludere le ex zone rosse (Vallo di Diano, area Ariano Irpino) dal Fondo dedicato alle aree colpite dall'emergenza Covid" e chiede una correzione al governo. Anche il ministro degli Esteri Di Maio che chiede una modifica al decreto durante la conversione in Parlamento per "estendere i fondi a tutti i comuni diventati zona rossa durante questa pandemia".

Che cosa è successo? In pratica l'esecutivo ha inserito una disposizione nel dl Rilancio che esclude le ex zone rosse dal fondo dedicato alle aree più colpite dall’emergenza coronavirus. Quei soldi - cioè 200 milioni - saranno destinati alle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza ma inizialmente dovevano spettare a tutte le zone rosse d’Italia che siano state in isolamento per almeno 30 giorni. Secondo qualcuno il Centro-sud è evidentemente penalizzato dalla norma, ma la questione non è prettamente territoriale: anche al Nord molti comuni che pensavano di avere diritto ai fondi si ritrovano con un pugno di mosche in mano.

"Tutte le zone rosse d’Italia devono essere ristorate dal fondo nel decreto rilancio su cui si è aperto un giallo. I 200 milioni inizialmente destinati a tutte le zone rosse escludono un grandissimo numero di comuni, da Nord a Sud. La necessità immediata è quella di includere tutti i comuni che si sono dichiarati zona rossa". Così il presidente dei senatori di Italia Viva, Davide Faraone, al termine di una giornata che ha visto le dure proteste dei governatori di Veneto e Campania, e non solo. Il decreto rilancio, infatti, dopo la pubblicazione in Gazzetta è stato ulteriormente corretto con la cancellazione di un centinaio di comuni dichiarati zone rosse in tutta Italia con ordinanze regionali.

"Non abbiamo solo Vo, ma anche Treviso, Venezia e Padova. Sono tutte zone rosse istituite l'8 marzo che arrivavano in coda ai 10 comuni del Lodigiano. Dopo 24 ore da quell'8 marzo tutta Italia diventa zona rossa ma nessuno ha revocato le nostre zone rosse. Tutte poi sono state revocate il 13 di aprile. Ma, magia... sono sparite tutte le zone rosse del Veneto e sono rimaste quelle di Lombardia ed Emilia Romagna - il duro j'accuse del governatore del Veneto, Luca Zaia - Ed è imbarazzante vedere quello che sta accadendo: cioè le zone rosse del Veneto sono state escluse dagli aiuti previsti nel decreto, i 200 milioni di euro". Zaia ha quindi annunciato: "Noi abbiamo dato l'incarico al professor Bertolissi per ricorrere al Tar e alla Corte Costituzionale perché il decreto va buttato nel cestino e riscritto. Andiamo davanti a chiunque perché questo decreto è offensivo per i veneti". Il governatore ha spiegato che "c'è stato prima un dibattito per la dimenticanza delle zone venete rosse, poi una prima stesura rispettosa delle nostre rimostranze che poi è diventata legge, una legge in maniera irrituale, e i giuristi dicono di non aver mai visto una cosa del genere, e che è finita in Gazzetta con un nuovo testo dove noi siamo scomparsi", ha stigmatizzato.

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha parlato di "incredibile decisione da parte del governo. E' sconcertante che si sia solo immaginato di escludere le ex zone rosse (Vallo di Diano, area Ariano Irpino) dal Fondo dedicato alle aree colpite gravemente dell'emergenza Covid". "Chiediamo - ha aggiunto - che si corregga immediatamente questa disposizione da parte del governo".

"Oggi con stupore prendiamo atto di una rettifica, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, che ha di fatto escluso alcuni comuni dal beneficio, destinandolo esclusivamente a cinque province - ha detto il sottosegretario all'Interno Carlo Sibilia (M5S) - Di fatto, resterebbe fuori perfino Ariano Irpino, definita la 'Codogno' del sud Italia e che, da rilievi oggettivi, per numero di contagi e per i disagi sanitari e le conseguenze di carattere economico dell'emergenza Covid è quello che maggiormente si avvicina alle realtà più intensamente colpite della Lombardia". "Oggettivamente", ha osservato il pentastellato, "è difficile comprendere la ratio di una tale novità. Tuttavia ho sentito anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio con il quale abbiamo deciso di sostenere l'emendamento che sta già predisponendo il deputato del Movimento 5 Stelle Gigi Maraia, così da ripristinare la norma originaria pubblicata in Gazzetta solo un giorno fa".

"Come ha giustamente sottolineato il deputato Generoso Maraia, penso che sia doveroso intervenire durante la conversione in Parlamento del dl rilancio per correggere la norma sui fondi ai comuni colpiti dal Covid - ha detto Luigi Di Maio - Invece di limitarla ai comuni di 5 province bisogna estendere i fondi a tutti i comuni diventati zona rossa durante questa pandemia". "Non ci sono zone rosse di serie A e di serie B - ha sottolineato da parte sua Davide Faraone - Presenteremo un emendamento per correggere questa odiosa discriminazione, e riteniamo che il fondo vada aumentato. Non ci dovrà essere coperta corta per sostenere i nostri territori”.

"Il decreto rilancio, come deciso dal Consiglio dei Ministri, stanzia 200 milioni per le 5 Provincie lombarde più colpite per tasso di contagio e numero di morti. Il Pd lavorerà in Parlamento per un intervento destinato a tutti i Comuni dichiarati zona rossa con una ulteriore dotazione finanziaria aggiuntiva destinata alle singole realtà. Abbiamo il dovere di dare risposte alle comunità più colpite dal coronavirus, senza alimentare inutili guerre tra territori" dice la deputata Chiara Braga della segreteria Pd.

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Nel frattempo  il Dl Rilancio è stato assegnato alla commissione Bilancio della Camera. Nell'ambito dell'esame del testo, martedì 26 alle 9.30 si svolgerà l'audizione del ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, che illustrerà alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, in seduta congiunta, "le ulteriori misure economiche adottate dal governo" per far fronte all'emergenza coronavirus. 

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