Christian De Sica: "Ho sofferto la fame per i debiti di mio padre"

Anche allora chi non era del mondo del cinema e non sapeva l'enormità del vizio al gioco di mio padre, non ci credeva del tutto", racconta l'attore a Il Fatto Quotidiano. Poi la svolta con i cinepanettoni, "un mestiere che poi è diventato fondamentale per campare..."

Un padre famoso, amato e onorato, simbolo del Neorealismo e personaggio chiave dello spettacolo italiano . Un nome e un'eredità importante che avrebbero potuto aprirgli molte porte e farlo navigare nell'oro. Ma la vita di Christian De Sica, figlio del grande Vittorio, è stata molto diversa da quella che la gente si sarebbe aspettata per lui. Poco dopo la morte del padre, avvenuta nel 1974, Christian De Sica scappò con la giovanissima sorella del compagno di scuola Carlo Verdone, Silvia. Entrambi giovanissimi, le famiglie erano contrarie e non li aiutarono .

"Abbiamo proprio sentito i crampi allo stomaco. Quando ci siamo conosciuti mio padre era morto da poco, io ero senza una lira in tasca, solo i debiti precedenti - ha raccontato l'attore a Il Fatto Quotidiano - Che fame. All'epoca saltavamo i past. Una volta giravo un film in Francia, e parliamo della fine degli Settanta, a colazione ci davano due uova con la pancetta, io le prendevo e le davo a mia moglie. Per me era il digiuno".

Poi la svolta, grazie a "Vacanze di Natale", il primo cinepanettone del 1984. 

Durante le riprese io, Silvia e un Brando appena nato, siamo stati ospitati a casa di un'amica, la diaria non bastava per tutti. Sì, lo so, sembra incredibile, io figlio di, lei figlia e sorella di, eppure è esattamente così. Anche allora chi non era del mondo del cinema e non sapeva l'enormità del vizio al gioco di mio padre, non ci credeva del tutto".

Al termine della prima proiezione del film, Christian ha saputo di avercela fatta. "A ridosso della fine della proiezione - sorride De Sica -, dopo aver visto il numero di presenti e le risate della sala, guardai Silvia e le dissi: Da oggi se magna". Quei cinepanettoni poi sono diventati "un mestiere che poi è diventato fondamentale per campare..."

Merito del talento di De Sica ma anche dell'intuzione di un giovane Maurizio Costanzo, all'epoca autore Rai. "Lavoravamo al varietà del sabato sera, a un certo punto, durante una chiacchierata, ha sentenziato: ‘A te non crederanno mai come uomo democratico, con questa faccia, queste espressioni e fisico, non è plausibile. Tu devi puntare al ruolo di figlio di papà, tutti penseranno che sei uno stronzo e ti noteranno’".

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