GF, Luxuria confida il suo passato difficile: “Ho iniziato a sentire gli insulti, poi le botte”

Ospite della Casa più spiata d'Italia, l'attivista LGBT ha raccontato ai ragazzi i momenti più difficili della sua vita

(Vladimir racconta ai ragazzi i momenti più diffciili della sua giovinezza)

Vladimir Luxuria è entrata come ospite speciale del Grande Fratello e per due settimane abiterà la Casa più spiata d’Italia insieme ai concorrenti rimasti in gara. In queste ore di permanenza l’attivista LGBT ha iniziato a prendere confidenza con i ragazzi e a loro ha raccontato i momenti più particolari della sua vita, quando ha indossato per la prima volta vestiti femminili e ha avuto il coraggio di uscire di casa per mostrarsi agli altri così come sentiva di essere. Le tensioni in famiglia, gli insulti e le botte ricevute da chi non accettava la sua identità sono stati i temi delicatissimi del suo racconto, ascoltato dai coinquilini che hanno avuto per lei parole di grande affetto.

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Luxuria: “La prima volta che ho messo il vestito di mia sorella mi sono sentita felice”

“E’ una cosa così importante che se tu non l’ammetti a te stesso diventa un problema abbastanza grave”, ha esordito la ex politica: “I miei genitori all’inizio non l’hanno presa bene, ma io li capisco. All’inizio ho sempre avuto le mie sorelle, le amiche che mi hanno sempre aiutata e capita. Mia sorella Laura è stata la prima a farmi mettere un suo vestito. Ricordo la prima volta che ho messo quel vestito, vedermi allo specchii e sentirmi felice”.

Poi, a 14 anni, la decisione di non nascondersi più e uscire per la prima volta con abiti femminili: “Ho preso il vestito di mia sorella in un busta di plastica, sono entrata in una cabina telefonica, mi sono truccata e sono uscita per la strada. Cercavo di capire gli sguardi… Ho iniziato a sentire i loro insulti, provenivano più dagli uomini. E anche le botte… Avevo anche una sorta di mappa della città, sapevo dove poter passare e dove no”.

Vladimir Luxuria: “Mi sentivo responsabile dell’infelicità dei miei genitori”

“Secondo me le mamme lo sanno sempre, anche se fanno finta di non saperlo. Chi ti porta in grembo arriva a capire”, ha proseguito Vladi commossa nel ripercorrere il momento in cui i genitori si sono trovato davanti alla certezza della sua omosessualità. “Una volta stavo su una panchina della piazza della mia città, e avevo abiti femminili. Passarono mio padre con un amico, e lui fece cenno a mio padre dicendo ‘guarda quel ric****ne’. Mio padre ha girato lo sguardo e mi ha vista. Mi sono freddata. Poi sapevo che dovevo tornare a casa e affrontare la cosa. Non riuscivo a camminare. Salgo a casa, apro la porta, e sento le urla di mio padre e mia madre che stavano litigando, incolpandosi l’uno con l’altro. Io mi sentivo responsabile dell’infelicità di coloro che mi avevano messo al mondo, che mi avevano dato da mangiare e fatto crescere. Allora per un periodo ho anche evitato di comportarmi in un certo modo perché non volevo farli soffrire”.

“A tavola noi non parlavamo. Sentivi solo il rumore delle forchette e dei coltelli. Non vedevo l’ora che il piatto finisse per chiudermi nella mia cameretta. Per poi sentirmi sola al mondo, senza futuro, pensando di farla finita”, ha proseguito Vladi, abbracciata dai suoi interlocutori emozionati per le sue parole: “Avevo anche un barboncino di nome Dolly. Nei momenti più neri il suo sguardo mi dava conforto. E per fortuna avevo le mia sorelle”.

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