Tiziano Ferro, la lettera dopo le nozze: “Una scelta più grande di Victor e me. Riguarda tutti”

Sul 'Corriere della Sera' la riflessione del cantante che il 14 luglio ha sposato il compagno Victor Allen

Tiziano Ferro (Instagram)

Tiziano Ferro ha detto sì all’uomo della sua vita, Victor Allen, 54enne americano suo compagno da tre anni, già sposato in gran segreto lo scorso 25 giugno a Los Angeles davanti a un centinaio di persone. La coppia si è unita civilmente nella villa dell’artista 39enne, a Sabaudia, sul litorale romano, davanti a circa 40 ospiti e a distanza di qualche giorno dall’annuncio della lieta notizia, Tiziano Ferro ha voluto racchiudere in una lettera pubblicata sul Corriere della Sera tutte le emozioni del momento, ricordando il suo passato tutt’altro che semplice e il suo rapporto con la religione e la fede.

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Tiziano Ferro, la lettera che ripercorre il suo passato

“Fino a pochi anni fa nessuno conosceva la mia storia. Solo le chiese, il mio inconscio, i miei quaderni; qualche cuscino, la mia mente e le sue stanze. Solo io, a guardarmi ogni mattina allo specchio, senza apprezzarmi. Per poi ricominciare. Finché ho conosciuto l’amore”: inizia così la lettera di Tiziano Ferro pubblicata sul Corriere della Sera a pochi giorni dal matrimonio con Vicrtor Allen. “Mi ricordo quando, appena ventenne, sfogliavo libri in cui si parlava di omosessualità. Avevo il terrore di ritrovarmi nelle storie raccontate esplicitamente, quando timoroso andavo a cercare quei volumi stipati in un settore piccolissimo nelle librerie del centro di Latina”, ha proseguito il cantante ricordando le difficoltà allora indicibili che hanno segnato la sua infanzia e adolescenza.

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Tiziano Ferro e il rapporto con la religione

Ferro ha poi proseguito il suo messaggio con un riferimento importante alla religione e alla fede: “Per quanto l’Italia sia un Paese laico, i crocifissi sono appesi ovunque: nelle case, nelle aule dei tribunali e delle scuole, negli ospedali. «Io sono cattolico!» ho sentito dire a tanta gente indignata di fronte alle manifestazioni a sostegno dei diritti degli omosessuali. Il problema è che in questo Paese non crediamo abbastanza in Dio. Preghiamo, ma non ascoltiamo. Aspettiamo il miracolo e negoziamo l’arrivo di una soluzione, in cambio di qualche rinuncia”.

“Anch’io sono cattolico. Ma il messaggio che porto nel cuore è quello dell’amore universale, della carità, del soccorso reciproco, del rispetto per tutti, della compassione. Né ragione, né torto; questa è semplicemente la mia esperienza, la mia storia”, ha aggiunto ancora: “Lo dico da cittadino, da figlio, da cantautore su un palco. Ma anche da fratello e da amico. Mettiamo al centro l’essere umano: le donne, gli uomini, i bambini, gli esseri umani tutti. E la famiglia in ogni sua accezione, purché al centro ci siano sempre amore e protezione. Sì, in questi ultimi anni la disparità di diritti mi ha fatto sentire deluso, amareggiato, arrabbiato”.

Infine, la conclusione che risuona come un monito contro i pregiudizi e incoraggia verso l’amore senza discriminazioni:

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"Ma io sono cattolico. Quindi, ho ancora fede. I miracoli? Io il mio lo immaginavo sullo sfondo del Monte Circeo, la mia terra, il mio mare. E poi l’amore, solo amore. Il mio è un Dio che ama, che custodisce, che non chiede pegno. È un Dio simpatico. Un miracolo è tutte le volte che una cosa riesce meglio di come te l’aspettavi. Un miracolo è tutte le volte che la vita è più bella di come l’avevi immaginata. E qualche giorno fa, davanti al mio mare, di fronte al mio monte, il mio uomo e io ci siamo sposati. La cosa è molto più grande di Victor e di me. Riguarda tutti. Riguarda ogni ragazzino nascosto in mezzo agli scaffali di una libreria, con quel libro in mano. Uno su tremila. E riguarda ogni italiano libero, onesto, e innamorato come me di quel Dio simpatico".

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