La produzione di biocarburanti crescerà, presto un'altra raffineria 'verde' in Italia

L'Eni già nel 2014 ha riconvertito l'impianto di Porto Marghera, la prima bioraffineria al mondo, dove da maggio si è iniziato a produrre carburante green. Lo stesso anno è stata annunciata una seconda riconversione a Gela. Ecco a che punto siamo

La Green Refinery di Porto Marghera

L’ultimo decennio è stato un periodo critico per la raffinazione in Europa. A causa della crescita della produzione a basso costo in Asia e al crollo dei margini di raffinazione in Europa, numerosi stabilimenti nel Vecchio Continente hanno chiuso. Nel solo periodo 2008-2014 i consumi di carburante si sono ridotti del 20%. Parallelamente, le normative legate alla tutela dell’ambiente e al contrasto del cambiamento climatico hanno prodotto impatti significativi sul mercato e portato alla nascita della prima bioraffineria al mondo, dove si produce carburante green. L'impianto è di Eni ed è nato dalla conversione della raffineria di Porto Marghera, a Venezia, nel 2014. Sempre nello stesso anno, l'azienda del cane a sei zampe ha annunciato la conversione di un secondo impianto, quello di Gela. "Il programma di riconversione procede - spiegano dall'Eni - e sono in corso le attività di ingegneria di dettaglio degli impianti". Ecco a che punto è la produzione a Porto Marghera e quali sono gli sviluppi che l'azienda ha in mente per il futuro:

I biocarburanti prodotti. Presso l'impianto di Venezia si producono tre diversi biocarburanti: Green diesel, Green nafta e Green gpl utilizzati da Eni per rispettare le prescrizioni della normativa europea sul contenuto minimo di biofuel nei carburanti (5% nel 2015 fino al 10% previsto al 2020). Il Green Diesel prodotto, oltre ad essere usato internamente può essere anche venduto a qualunque operatore nazionale o internazionale ne faccia richiesta. La produzione è stata avviata a maggio 2014 e ha una capacità di lavorazione di circa 360 mila tonnellate/anno di materie prime di origine biologica (attualmente quasi esclusivamente olio di palma raffinato). La produzione maggiore ovviamente è il Green Diesel (circa l’80%). Di Green gpl e Green naphta se ne produce meno del 10% di ciascuno. Nei mesi scorsi sono state effettuate vendite di Green Diesel a operatori petroliferi europei. lnoltre, lo stesso prodotto è stato testato con successo (in miscela al 50% con diesel minerale) su varie unità navali della Marina militare italiana.

Come nascono i biocarburanti di Porto Maghera. L’impianto utilizza la tecnologia proprietaria Ecofining™, sviluppata a partire dal 2005 grazie alla partnership con l’azienda americana Honeywell-UOP. Questa tecnologia – basata sulla idrogenazione completa degli oli vegetali - consente ampia flessibilità rispetto alle cariche biologiche da utilizzare come materia prima, che possono essere costituite da biomasse oleose di vario tipo: oli vegetali, ma anche cariche di seconda generazione (grassi animali, oli esausti di cottura) e “advanced” (ad esempio oli da alghe, da rifiuti, da materiale lignocellulosico, ecc.). 

I numeri della produzione in Europa. In Europa è obbligatorio impiegare quote determinate di prodotti di derivazione biologica nel pool carburanti (per soddisfare i requisiti della direttiva sulle energie rinnovabili e raggiungere entro il 2020 il 10% di energia da fonti rinnovabili nei carburanti convenzionali). Sulla base di tali norme, in Italia, come nel resto d’Europa, il consumo di biocarburanti è aumentato ed è atteso in sensibile crescita nei prossimi 10 anni. In particolare, il biodiesel si conferma il più utilizzato dai consumatori italiani che mantengono la propria predilezione per i mezzi alimentati a diesel. L’Italia nel 2012 ha consumato circa 1,5 Mton di biocarburanti, prevalentemente importati da paesi extra europei, previsti in raddoppio al 2025.

"Con l’entrata in marcia della bioraffineria di Gela - dichiarano dall'Eni - si raggiungerà una produzione di biocarburanti tale da soddisfare le esigenze dell'azienda ai fini del rispetto del target UE al 2020. Comunque Eni già da ora acquista sul mercato le quote di biocarburanti necessarie al raggiungimento degli obiettivi posti dalla normativa".

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