Ecobonus, la proposta di legge del Pd: incentivo fiscale in un'unica rata

La maggioranza sta lavorando ad una modifica della detrazione prevista per chi investe in ristrutturazioni e risparmio energetico, agevolazione che oggi viene erogata dallo Stato in dieci rate annuali. Ecco come potrebbe presto cambiare

Detrazioni fiscali al 50 e al 65% in un'unica soluzione, anzichè in dieci rate annuali come avviene ora. In altre parole, ecobonus per tutti e subito. E' questa in sintesi la proposta di legge del Pd per rendere più acessibile l'agevolazione rivolta a chi investe nel risparmio energetico acquistando per esempio elettrodomestici, infissi o impianti di riscaldamento green. Sara Moretto, prima firmataria del testo, e i colleghi Marco di Maio, Marco Donati hanno presentato il testo sabato scorso durante una conferenza stampa alla Camera; con loro anche Daniele Vaccarino, presidente della Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa (Cna).

Secondo uno studio sul potenziale impatto di questo provvedimento, realizzato proprio dal Cna, sembra che l'entrata in vigore di questo 'nuovo' ecobonus innescherebbe 5 miliardi di lavori in più, 450 milioni di euro di gettito aggiuntivo per lo Stato e creerebbe 24mila nuovi occupati nel settore edilizia.

“Ci aspettiamo un iter parlamentare favorevole e veloce – dichiara il presidente della Cna Daniele Vaccarino -. Bisogna mettere in campo strumenti e soluzioni che consentano all’edilizia di uscire definitivamente da una crisi dolorosissima. Questa proposta rappresenta una leva potente per rimettere in moto il mercato, aprendo le porte a lavori che calzano perfettamente alla taglia delle micro e delle  piccole imprese. Consente inoltre ai soggetti incapienti di accedere al mercato delle ristrutturazioni e della riqualificazione edilizia. Si potrà rilanciare anche il mercato strategico dei condomini, dove spesso i lavori sono bloccati dalle difficoltà economiche di alcuni proprietari. Ovviamente sarà fondamentale la riconferma degli attuali incentivi in materia di ristrutturazione e di efficientamento energetico ai livelli attuali del 50 e del 65 per cento”.

"Un'opportunità che si apre per tutti quelli che con il pur positivo meccanismo degli incentivi fiscali congegnato fino ad oggi, non riescono ad accedere a queste agevolazioni o perchè con un reddito troppo basso o perchè non in grado di pagare l'intero importo dei lavori. Una misura che va incontro alle famiglie, a chi ha meno possibilità, agli incapienti, alle imprese del settore dell'edilizia", commenta Marco Di Maio. La possibilità di anticipare i tempi della detrazione sarebbe possibile grazie ad accordi con banche e intermediari finanziari. 

Ecco come funzionerebbe la procedura di cessione. Il beneficiario dell’agevolazione, cittadino o impresa, in primo luogo individua l’istituto cui destinare il credito. Immediatamente dopo trasmetterà il modello di opzione all’Agenzia delle Entrate, indicando la banca cessionaria che ha sottoscritto il modello. Da quel momento il cittadino o l’impresa pagheranno esclusivamente la parte di fattura non inclusa nel beneficio. Il 50% o il 65% saranno a carico dell’intermediario finanziario che la recupererà nei canonici 10 anni. Ad esempio, per ogni mille euro di spesa per le ristrutturazioni, considerate le normali condizioni di sconto bancario, solo 580 euro saranno a carico della famiglia o dell’impresa, mentre la restante parte di spesa sarà sostenuta dalla banca. Allo stesso modo, mille euro di spesa per la
riqualificazione energetica dell’edificio si traducono in 450 euro a carico della famiglia o dell’impresa e 550 euro erogati dalla banca.

“In questo modo – spiega Moretto, – si riuscirà a trasformare la rendita decennale in liquidità immediata con l’applicazione di tassi ridotti e pressoché uniformi, dovuti al basso grado di rischio del finanziamento che sarebbe di fatto garantito dallo Stato. Questo consentirebbe di creare un ulteriore volano per la domanda di servizi di ristrutturazione delle abitazioni o di miglioramento degli edifici sotto il profilo della riqualificazione energetica”.

“Oggi lo strumento delle detrazioni fiscali sconta il limite della durata nel tempo della loro effettiva fruizione ed esclude totalmente le fasce incapienti, ovvero i soggetti a più basso reddito – conclude Sara Moretto -. Non va sottovalutato inoltre l’effetto di porre un freno al ricorso al lavoro nero che ancora oggi offre la percezione di una ‘convenienza’ più immediata, preferibile al rimborso decennale. Rimane infatti ancora attrattivo, per alcuni, lo sconto immediato in cambio di una parziale non fatturazione dei lavori. La proposta mette in campo un’opportunità che intende superare questi limiti”.

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