“Etichetta furbetta”: in un elettrodomestico su tre mente

La ricerca, realizzata da Legambiente, è stata presentata lunedì mattina a Roma presso la sede del Consiglio nazionale dell'Economia e del Lavoro

Un elettrodomestico su tre viene venduto senza etichetta o riporta informazioni scorrette ingannando così il consumatore e violando la direttiva europea. A dirlo è l’indagine “Etichetta furbetta” realizzata da Legambiente, in collaborazione con Movimento Difesa del Cittadino. Oltre 2.500 i prodotti esaminati appartenenti a cinque tipologie diverse: tv, frigoriferi, refrigeratori per il vino, forni elettrici e condizionatori. Cantinette, condizionatori e televisori le merci peggiori: sono spessi privi di etichetta. Frigoriferi, freezer, forni elettrici, invece, risultano venduti quasi sistematicamente con l'etichetta.

Ecco gli errori più frequenti: l'etichetta è spesso collocata in angoli ciechi o a più di due metri di altezza rendendo difficile o delle volte impossibile la lettura. È poi possibile imbattersi in etichette fotocopiate, scritte a mano o al computer dal personale del negozio. Per quanto riguarda i negozi online, le irregolarità che emergono sono differenti essendo diverse le modalità di comunicare il contenuto delle etichette. Nei negozi online si riscontra una frequente dispersione delle informazioni di base in più pagine, con alcune informazioni disponibili subito a fianco dell'immagine del prodotto, altre reperibili nella stessa pagina ma più in basso, altre reperibili con un click in una scheda tecnica, altre ancora in una scheda “caratteristiche”. Altre volte invece si riscontrano casi di informazioni limitate: è presente la classe energetica, ma senza il consumo annuale, oppure manca il dato sul rumore, laddove previsto, o quello dei coefficienti prestazionali per i condizionatori. La ricerca, presentata questa mattina a Roma presso la sede del CNEL-Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro, si inserisce nel progetto pilota Marketwatch che unisce sedici realtà della società civile.

“Dalla ricerca – spiega Davide Sabbadin, responsabile in Italia del progetto MarketWatch – emerge un quadro non completamente soddisfacente dell'applicazione della normativa europea, in particolar modo nel mondo del trading online. Per questo crediamo che sia fondamentale la formazione dei professionisti del settore per colmare quel gap cognitivo che il cittadino può avere davanti all'etichetta energetica. In particolare rimane quasi completamente inapplicato, per ora, l'obbligo di consegna della scheda tecnica a richiesta del consumatore nei punti vendita esaminati, un preciso requisito della normativa Ecodesign. E a nulla vale l'introduzione delle nuove tecnologie: in un paio di casi, anche di fronte alla possibilità di scaricare con smartphone delle informazione aggiuntive in tempo reale tramite Qrcode presenti sul prodotto, la scheda tecnica non era presente tra le informazioni disponibili, che si limitavano ad informazioni di carattere commerciale e prestazionale.

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“Le direttive Ecodesign ed Etichetta Energetica sono, nel loro congiunto, una delle più grandi operazioni ambientali della storia europea e mondiale - aggiunge Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente - La loro applicazione potrebbe far risparmiare quasi 400 euro a famiglia, a ciò si aggiunge il vantaggio ambientale  dato che il taglio annuale alle emissioni climalteranti sarebbe pari a 500 milioni di tonnellate di CO2: si tratta dell'1,5% delle emissioni mondiali, pari a quelle del parco auto circolante in Europa. Purtroppo, però, queste direttive non sempre vengono applicate e i consumatori spesso non sono in condizione di scegliere correttamente i prodotti in vendita: alcuni prodotti sono meno efficienti di quanto dichiarato sull’etichetta, altri sono privi delle indicazioni energetiche che dovrebbero essere fornite al consumatore. I mancati risparmi derivanti da queste infrazioni aumentano inevitabilmente i costi familiari, mettono sotto stress le reti elettriche dei paesi membri e contribuiscono negativamente al cambiamento climatico”.

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