G7, raggiunto l'accordo sul clima

I leader dei sette Paesi si sono impegnati a mantenere l'aumento delle temperature globali entro i due gradi rispetto ai livelli pre industriali

I leader al G7 - credit Infophoto

Buone notizie in tema di riscaldamento climatico: raggiunto l'accordo tra i sette leader dei Paesi presenti al G7 di Elmau, in Baviera; Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Stati Uniti e Canada si impegnano a mantenere, entro la fine del secolo, l'aumento delle temperature globali entro i due gradi rispetto ai livelli pre industriali. Lo riferisce l'agenzia tedesca Dpa. I Paesi del G7 arriveranno quindi compatti all'appuntamento più importante in programma a dicembre, la Conferenza di Parigi.

L'importante "riduzione delle emissioni mondiali di gas serra" nel corso del secolo viene definita "necessaria" nel comunicato finale del summit in corso. I Paesi si sono pronunciati a favore di un obiettivo che preveda una riduzione dal 40% al 70% delle emissioni rispetto a quelle del 2010 entro il 2050, "nell'ambito di una risposta mondiale". I Paesi del G7 si sono impegnati a "fare la loro parte per arrivare ad una economia mondiale che a lungo termine non consumi eccessivo carbonio".

La posizione dell'Italia. Lo scorso 30 aprile l'Italia, in vista del summit francese l'Italia ha elaborato tre proposte contro il riscaldamento globale: accelerare l'eliminazione di alcuni gas molto inquinanti, i composti di fluoro; agire con maggior decisione sul fronte della riforestazione e rendere più efficace l'accordo in preparazione di Parigi sul piano giuridico. Oggi un altro passo in avanti è stato fatto. Grande attesa rimane per l'enciclica di Papa Francesco.

Il commento del ministro dell'Ambiente. "L'accordo dei leader del G7 sul clima è un segnale importantissimo. Che i paesi industrializzati decidano di adottare politiche per mantenere il surriscaldamento globale entro i 2 gradi, cioè alzino al massimo l'asticella dell'impegno politico sul climate change, è il miglior viatico per l'accordo di Parigi", ha detto Gian Luca Galletti. "Ora - sottolinea Galletti - bisognerà lavorare per trovare soluzioni equilibrate, anche finanziarie, che consentano ai colossi asiatici Cina e India e ai paesi poveri di aderire ad un accordo per essere efficace dovrà essere alto, ambizioso ed equo".

"Mi auguro che i grandi del G7 abbiano parlato con lingua dritta in merito all’impegno sul clima. A Parigi servono impegni vincolanti per azioni concrete finalizzata a contenere l’aumento di temperatura entro il limite di due gradi. Le misure per contrastare i mutamenti climatici sono, nello stesso tempo, anche la strada per affrontare la crisi ed uscirne con un’economia green e a misura d’uomo, come dimostrano tante imprese italiane", afferma Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente della Camera.

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