Pianificare per reagire ai cambiamenti climatici, è Bologna l’esempio per l’Italia

Il capoluogo emiliano da tempo ha programmato un piano che individua una strategia a lungo termine per fronteggiare i possibili sviluppi futuri. Ecco cosa è già stato fatto e cosa è in programma

La ciclabile di Bologna

La città di Bologna è la più resiliente in Italia. In altre parole è in grado di reagire prontamente a fenomeni imprevedibili ed quindi meno vulnerabile ad eventi come alluvioni, periodi di siccità e bufere di neve. L’amministrazione comunale bolognese ha da tempo imboccato la strada della programmazione. Dall’ottobre 2012 ha preso il via il progetto BlueAp, acronimo che sta per Bologna local urban environment adaptation plan for a resilient city. In sostanza il Comune e i suoi partner del progetto (Kyoto Club,  Ambiente Italia e Arpa, Agenzia regionale per la prevenzione e l’ambiente dell’Emilia Romagna) hanno lavorato a uno studio dei cambiamenti climatici e della situazione territoriale del territorio bolognese, individuando una strategia a lungo termine per fronteggiare i possibili sviluppi futuri. Il tutto ha dato vita al Piano di adattamento della città di Bologna, un documento dettagliato che indica, appunto, le concrete strategie di resilienza individuate dagli esperti. 

Lo studio ha messo in luce che l’area di Bologna, negli ultimi 60 anni, ha mostrato una tendenza all’aumento delle temperature, in media di 0,3 gradi ogni dieci anni. Parallelamente sono aumentate le ondate di calore, ovvero i giorni consecutivi con temperature massime di oltre 33 gradi, e sono cambiati gli schemi delle precipitazioni: piove meno in inverno e primavera; piove di più in autunno. Le proiezioni future prevedono ulteriori cali di precipitazioni e un ulteriore aumento di 2 gradi di media nel trentennio 2021-2050. Questi dati preconizzano due problemi: siccità e carenza idrica, causata anche dall’abbassamento del suolo e delle falde idriche sotterranee, un fenomeno che riguarda tutta la pianura padana. Il piano, approvato dal Consiglio Comunale a metà febbraio, come detto indica le strategie adattative preparate dal gruppo di lavoro: misure sia “reattive”, in caso di eventi come alluvioni e ondate di calore, sia “preventive” per porre rimedio alle cosiddette vulnerabilità del territorio. 

Ad esempio, per contrastare la sic