Clima, gruppi petroliferi europei ai governi: "Creiamo tariffazione globale"

Sei fra le maggiori compagnie si sono unite per chiedere alle Nazioni Unite di collaborare nell'elaborazione di un piano per fermare il riscaldamento globale

Gli amministratori delegati di alcuni compagnie petrolifere europee, tra i quali l'italiana Eni, hanno chiesto colloqui diretti con i governi per la creazione di un sistema di tariffazione globale della CO2. "Lo dobbiamo alle generazioni future, dobbiamo cercare soluzioni realistiche e praticabili per vincere la sfida e riuscire a fornire più energia e, contemporaneamente, lottare contro i cambiamenti climatici", scrivono in una lettera al Financial Times. "Abbiamo importanti suggerimenti per contribuire alla creazione e all'attuazione di un approccio funzionale per i prezzi dei fossili," hanno scritto gli amministratori delegati delle britannica Bp, anglo-olandese Shell, francese Total, norvegese Statoil.

Solitamente questi gruppi preferiscono fare pressioni privatamente sui politici, piuttosto che attraverso dichiarazioni pubbliche. Questa proposta pertanto - sottolinea il Ft - rappresenta una svolta proprio nelle modalità di approccio ai negoziati sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite, alle quali i gruppi petroliferi ed energetici partecipano solitamente in qualità di osservatori.

Il dibattito in vista della Conferenza sul clima delle Nazioni Unite in programma a Parigi, a dicembre,che porterà alla firma di un patto globale sul clima (COP21) continua ad essere acceso. Oggi, a Bonn, una sessione di lavori intermedia ma decisiva in vista dell'incontro di Parigi. Christina Figueres, responsabile per il clima alle Nazioni Unite, Laurent Fabius, ministro francese degli Esteri e futuro presidente della COP21, Manuel Pulgar-Vidal, ministro dell'Ambiente del Perù, che ha presieduto la Conferenza di Lima (COP20), daranno il via ai lavori che dureranno fino all'11 giugno.

La base di lavoro per le 195 delegazioni presenti è un testo siglato a febbraio a Ginevra di 80 pagine, contenente opzioni talvolta ridondanti e contraddittorie, sul quale è assolutamente necessario apportare tagli e chiarimenti. "Se verranno mantenute le sezioni più ambiziose (di quel testo) avremo un accordo che potrà promuovere una trasformazione globale verso un futuro verde, a basse emissioni, e sostenibile", ha affermato in un comunicato Mattias Södeberg, responsabile della delegazione di Act, una coalizione che riunisce le organizzazioni ambientaliste di 140 Paesi.

Per arrivare a un consenso effettivo sulle regole che dovranno far da cornice alla lotta contro il riscaldamento climatico a partire dal 2020, tuttavia, "il cammino è ancora lungo", ha sottolineato l'economista britannico Nicholas Stern, fautore di una sterzata effettiva degli investimenti verso tecnologie e infrastrutture a basse emissioni di CO2. (Fonte: Askanews)

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