"L'accesso all'energia è sviluppo", i progetti che cambieranno l'Africa

Eni, ospite presso Casa Corriere ad Expo, spiega cosa sta facendo in Congo per migliorare le condizioni delle popolazioni locali

Un pozzo d'acqua in Congo

Africa protagonista all'Expo ieri. Eni, che ha enormi interessi di natura economica nella Repubblica del Congo, essendo la prima compagnia energetica in termine di produzione di idrocarburi, ha presentato presso Casa Corriere due progetti di sostenibilità lì realizzati per cercare di migliorare le condizioni delle popolazioni locali. Il minimo comune denominatore: l'accesso all’energia. "Prerequisito fondamentale per lo sviluppo economico e sociale dei Paesi in via di sviluppo" secondo l'azienda del cane a sei zampe. L’accesso ai servizi energetici moderni è uno strumento fondamentale per promuovere diritti, per l’inclusione sociale, garanzia di una vita dignitosa e di una crescita sostenibile. I due progetti:

Le stufe migliorate. Il progetto vede la collaborazione dell'Eni con il Politecnico di Milano e Avsi ha l’obiettivo finale di fornire un esempio concreto per poter realizzare una stufa migliorata in un contesto rurale dell’africa sub-sahariana. Si tratta di stufe economiche e compatibili con il luogo per cui sono state pensate. Possono essere costruite lì ed utilizzate per cucinare creando così un'opportunità per lo sviluppo della microimprenditoria locale.

In molte aree, il sistema  di cottura più diffuso è un semplice fuoco acceso fra tre pietre. Un sistema che comporta spreco di risorse e rischi per la salute. Spiega Inzoli, executive vice president direzione Central and South Europe Region di En: “Le stufe sono state progettate, sia nei materiali che nella tecnologia, per essere costruite in loco”. “Le vendiamo – continua Silvestri direttore generale Avsi - anche se a un costo inferiore a quello di produzione (30 euro), perché vogliamo creare un'imprenditoria locale”.  

Il progetto Hinda. E' rivolto alla comunità che vive nell’area intorno al campo onshore di M’Boundi, distretto di Hinda (circa 25 mila persone), che Eni si è impegnata a convertire in un hub energetico sostenibile per il Paese allo scopo di ridurre il gas flaring e di aumentare la disponibilità di energia per Pointe Noire e Brazzaville, così come la fornitura di energia elettrica per molte città più piccole.

Il progetto interessa settori chiave per lo sviluppo, quali la salute, l’agricoltura, l’accesso all’acqua e all’energia e l’educazione. Nato nel 2011 verrà portato a temine. Sono 13 i milioni investiti dall'azienda per realizzarlo. Ha consentito la costruzione di 10 scuole e la formazione degli insegnanti, aumentato i tassi di vaccinazioni e scolarizzazione primaria e avviato la costruzione di 21 pozzi d'acqua. 
 

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