Parte "To-handbike", il primo servizio di bike sharing dedicato ai disabili

L'8 giugno inizia la fase sperimentale che durerà fino a ottobre. Il progetto è un'idea di Angelo Catanzaro ed è nato insieme al Comune di Torino e a ToBike

Da quando è nato il ToBike, il primo servizio di bike sharing in Italia, ha riscosso un successo cresciuto sempre più nel tempo. Non a caso sono aumentati gli investimenti, le postazioni in cui poter prendere e posare le biciclette e gli stessi mezzi a due ruote in tutta la città e nella prima cintura. La facilità con cui si può usufruire del servizio ne ha facilitato la crescita, ma non tutti fino a oggi hanno potuto farsi una pedalata con i mezzi a due ruote "del Comune". Uno di questi è Angelo Catanzaro, un ragazzotto di 32 anni affetto da paralisi spastica che nella vita non si è mai abbattuto ma anzi è sempre stato in prima fila per aiutare chi è in difficoltà. E proprio il suo ingegno lo ha portato a pensare al modo per poter dare una "bicicletta" a tutti e, dopo un anno e mezzo, quell'idea si è trasformata in realtà con la nascita della hand bike.

L'invenzione tutta torinese ce la presenta lui stesso nella via in cui il prototipo è stato perfezionato, in via Musinè. "Questo è il primo progetto di hand sharing in Italia - ci dice mostrandoci orgoglioso i due mezzi freschi freschi di fabbrica -. Non si può accettare la disabilità, ma conviverci è già un ottimo risultato. E' per questo che ho pensato a un mezzo che potesse essere usato davvero da tutti e condiviso come le biciclette". Il passo dalla pensata alla realizzazione insieme al Comune di Torino non è stato breve, ma sono stati pochi gli ostacoli perché l'idea è subito piaciuta a tutti. "Ne ho parlato con l'assessore Lavolta e in breve mi ha messo in contatto con il responsabile del ToBike Sharing, da lì in poi abbiamo pensato a come realizzare le hand bike".

Per il disegno si è partiti dalla hand bike sportiva di Alex Zanardi, uno uomo che ha fatto di un momento di difficoltà la sua forza più grande. Angelo Catanzano è stato nella fabbrica in cui si produce il mezzo, lo ha provato e pian piano  lo ha perfezionato affinché fosse accessibile al maggior numero di persone possibili. E così dopo un anno dalla presentazione dell'idea e dopo aver vinto un bando della Compagnia di Sanpaolo che, con Reale Mutua e altri partner, ha sostenuto il progetto economicamente, sono nate le prime hand bike e easy hand bike (per chi è in carrozzina).

Ma a chi è adatta la hand bike? "E' un progetto nato per essere aperto a tutti - sottolinea Angelo -. Possono utilizzarla sia le persone disabili che normodotate, non abbiamo voluto che fossero messi vincoli, anzi“.

Per il momento non sono ancora utilizzabili, ma lo saranno dal prossimo 8 giugno quando prenderà il via la fase sperimentale: si parte con 2 mezzi e con il passare delle settimane ne usciranno in strada altri 5/6 circa. Ci si potrà prenotare sul sito di Tobike e utilizzarle senza pagare nulla. Le hand bike sono viste alla stregua delle biciclette e quindi percorreranno in prevalenza le piste ciclabili e intorno a ottobre saranno tirate le prime conclusioni sulla fase sperimentale e si deciderà se creare della apposite stazioni come per il bike sharing.

Angelo Catanzaro, che è anche presidente dell'associazione AIPS Onlus non ha lasciato nulla al caso. Ci ha fatto provare il mezzo ed è veramente semplice da utilizzare, ma soprattutto è sicuro. Una bella idea innovativa che permette a tante persone, fino a oggi impossibilitate, di muoversi per la città con mezzi sostenibili. (da Torino Today)

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