E' morta Carrie Fisher, la principessa Leila di "Guerre stellari"

La notizia è stata confermata da un portavoce della famiglia. L'attrice aveva avuto un infarto il 23 dicembre ed era stata ricoverata in terapia intensiva

Carrie Fisher, l'attrice famosa per il ruolo della principessa Leila nella saga di Guerre Stellari, è morta. Aveva 60 anni. Fisher aveva avuto un infarto qualche giorno fa mentre si trovava in aereo tra Londra e Los Angeles.

La notizia è stata confermata da un portavoce della famiglia, che ha parlato con People Magazine. "E' con profonda tristezza che Billie Lourd conferma la notizia che la sua adorata madre Carrie Fisher è morta alle 8.55 di questa mattina (ora americana, ndr)", ha dichiarato. 

Il giorno di Natale, la madre di Carrie Fisher, l'attrice Debbie Reynolds, aveva rassicurato i fan. Oggi però la drammatica notizia che getta nelle sconforto milioni di ammiratori e l'intero mondo di Hollywood.

In Rogue One, nuovo capitolo della saga di "Guerre Stellari", i maghi degli effetti speciali hanno riportato indietro le lancette del tempo e fatto ricomparire la giovane principessa Leila, di bianco vestita e dall'inconfondibile acconciatura, esattamente com'era in "Una nuova speranza". Il film è nelle sale di tutto il mondo e i fan restano a bocca aperta nel ritrovare sul grande schermo una giovane Carrie Fisher nel ruolo che l'ha resa immortale e che è tornata a interpretare con grazia ne "Il risveglio della forza" l'anno scorso. Da oggi guardare quelle immagini non sarà più lo stesso. Il 2016 si è portato via un'altra stella.

Figlia dell'attrice Debbie Reynolds e del cantante Eddie Fisher, aveva esordito giovanissima nello showbusiness. Dopo i primi passi sulle tavole di Broadway e un periodo di studio a Londra, Carrie Fisher era stata scelta per interpretare uno dei personaggi di un film di fantascienza destinato a ridefinire i canoni del genere: una principessa lontana dagli stereotipi, armi in pugno e coraggio da vendere. "Guerre Stellari" fece di lei una vera e propria star. La sua immagine era dappertutto, le bambine volevano giocare con le action figures che la ritraevano. Ma mentre il successo le sorrideva, Carrie Fisher cadde nel buco nero della droga e delle dipendenze. 

A 24 anni le fu diagnosticato un disturbo bipolare ma per molto tempo non volle curarsi. Quattro anni dopo finì in overdose e rischiò di morire. La sua carriera iniziò a risentirne. Nel 1987 uscì "Cartoline dall'inferno", un romanzo semi-autobiografico ambientato dietro le quinte di Hollywood che vede protagoniste un'attrice in declino e alcolizzata e sua figlia, anche lei attrice, con problemi di tossicodipendenza. Nel 1990 ne fu tratto un film con Meryl Streep, di cui Fisher curò la sceneggiatura. Nel 2009 tornò a mettere in piazza i panni sporchi della sua famiglia in uno spettacolo teatrale dal titolo "Whishful Drinking", nel quale metteva in scena anche il tormentato rapporto che ha avuto con il personaggio che le ha dato la fama. Negli anni ha alternato la carriera di attrice (era la sposina abbandonata all'altare ne "The Blues Brothers") con quella di sceneggiatrice e scrittrice. Nel 2015 aveva indossato nuovamente i panni della principessa Leila nel nuovo episodio della saga di Guerre Stellari, ritrovandosi nuovamente a fianco di Harrison Ford. 

 

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