L'ultimo saluto a Zeffirelli: discendente di Leonardo e dal cognome "unico"

Nato da una relazione clandestina, fu la madre a coniare per Franco un cognome che non esisteva. Fu partigiano e anche senatore (deluso) di Forza Italia. La sua arte cinematografica è già un museo. I funerali si svolgeranno martedì 18 giugno alle ore 11 nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore, a Firenze

Il Comune di Firenze proclamerà il lutto cittadino nel giorno dei funerali del regista Franco Zeffirelli. Lo ha annunciato il sindaco Dario Nardella comunicando che le esequie dovrebbero tenersi proprio a Firenze, città natale del Maestro, nella giornata di martedì prossimo 18 giugno 2019.

La camera ardente con il feretro sarà allestita lunedì mattina, 17 giugno, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze.

Funerali Zeffirelli

Firenze si prepara ad accogliere a braccia aperte per l'ultimo saluto il regista Franco Zeffirelli, scomparso ieri mattina all'età di 96 anni. Il feretro sarà esposto lunedì 17 giugno, dalle 11 alle 23 nella camera ardente allestita nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. I funerali si svolgeranno martedì 18 giugno alle ore 11 nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore, a Firenze. La cerimonia funebre sarà officiata dall'Arcivescovo di Firenze, Cardinale Giuseppe Betori. Prenderà parte al rito anche la Cappella Musicale della Cattedrale di Firenze diretta da Michele Manganelli. Il Maestro riposerà nella cappella di famiglia del cimitero fiorentino delle Porte Sante, a San Miniato al Monte.

Proprio a Firenze Franco Zeffirelli ha lasciato in dono la sua fondazione con museo, aperto ufficialmente il 1 ottobre 2017. Il Centro Internazionale per le Arti dello Spettacolo 'Franco Zeffirelli' raccoglie e mette a disposizione l'intero patrimonio artistico e culturale di una carriera lunga quasi settant'anni.

Addio a Franco Zeffirelli, Maestro del cinema italiano

Per due volte Franco Zeffirelli ha sfiorato l'Oscar ottenendo una nomination agli Academy Awards per la regia di "Romeo e Giulietta" (1968) e una nomination (insieme a Gianni Quaranta) per la scenografia del suo film "La traviata" (1983). Più volte era stato candidato a ricevere il premio Oscar alla carriera, ma Hollywood non gli ha mai tributo infine questo onore. Onori tributati a Palazzo Madama lo scorso 9 aprile quando il Presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha espressamente voluto e consegnato al Maestro Franco Zeffirelli la targa di "Genio ed Eccellenza italiana nel mondo".

Un genio che pare fosse scritto nel Dna: nel 2016, all'età di 93 anni, Franzo Zeffirelli, scoprì con sua grande sorpresa, che lui era tra 35 discendenti viventi di Leonardo Da Vinci. Zeffirelli era infatti figlio di Ottorino Corsi (nato e vissuto a Vinci e successivamente trasferitosi a Firenze), nipote di Olinto Corsi, uno dei personaggi più noti della Vinci di fine Ottocento. Secondo la ricostruzione dell'albero genealogico la famiglia Corsi si imparentò con la famiglia Da Vinci nel 1794 grazie al matrimonio fra Michelangelo di Tommaso Corsi e Teresa Alessandra Giovanna di Ser Antonio Giuseppe Da Vinci, diretta discendente di Ser Piero, padre di Leonardo.

Chi era Franco Zeffirelli, un cognome "unico"

L'unicità di Zeffirelli sta anche nel suo cognome. Nato fuori dal matrimonio da Ottorino Corsi, un commerciante di stoffe che come abbiamo visto era originario di Vinci -all'epoca sposato con un'altra donna- e dalla sarta fiorentina Alaide Garosi Cipriani. Franco Zeffirelli ebbe un'infanzia tribolata dovuta al mancato riconoscimento paterno, che avvenne solo a 19 anni, e alla prematura scomparsa della madre. La madre rimase incinta quando era ancora sposata a un avvocato gravemente malato e divenuta vedova durante la gravidanza. E il suo cognome fu 'inventato' dalla madre e distorto involontariamente da un impiegato dell'anagrafe fiorentina.

"Mia madre tenne testa a una città intera - raccontava Zeffirelli - tutti lo sapevano: il bimbo nel suo grembo non poteva essere del marito, che si stava spegnendo in sanatorio. Seguì il feretro con il pancione, vedova incinta di un altro uomo: si può solo immaginare lo scandalo. Infatti sono 'figlio di ignoti', N.N. Ma c'era una regola: i cognomi degli illegittimi venivano scelti a partire da una lettera, a rotazione. In quei giorni era il momento della 'Z'. Cosi mia madre suggerì che mi chiamassero 'Zeffiretti', da un'aria di Mozart da lei molto amata (dell'Idomeneo). Nella trascrizione, l'impiegato fece un errore, mise due 'l' al posto delle 't'. Così io divenni Zeffirelli. E lo sono rimasto. Un cognome unico al mondo".

Tra le figure più importanti per la sua formazione giovanile, Franco Zeffirelli ricordava sempre padre Coiro, priore del convento di San Marco a Firenze e "un professore di diritto romano che frequentava il convento", Giorgio La Pira, futuro padre della Costituzione repubblicana, come deputato democristiano, e 'sindaco santo' di Firenze. Giorgio La Pira fu suo istitutore ai tempi del collegio nel convento di San Marco a Firenze. "Fu lui a spiegarmi che l'aborto è un crimine e che i totalitarismi, fascismo nazismo comunismo, sono tutti uguali, ma il comunismo è più pericoloso", raccontò il regista.

Già da ragazzo Franco Zeffirelli aveva sviluppato una forte avversione contro i totalitarismi e divenne staffetta partigiana alla fine del 1943. La guerra lo portò in montagna vedendo la morte da vicino e a schivarla per poco. Catturato dai fascisti e condannato alla fucilazione, fu salvato dallo stesso ufficiale che lo interrogò. 

Zeffirelli senatore, deluso dalla politica

Nell'ultima stagione della sua vita Franco Zeffirelli ha abbracciato anche la politica. Accogliendo l'invito di Silvio Berlusconi, il regista è stato uno dei volti più noti che decise di scendere in campo al fianco del Cavaliere con la nascente Forza Italia. Fu eletto per la prima volta al Senato il 18 aprile 1994 nel collegio di Catania e rieletto nello stesso collegio nel 1996, restando in carica fino al 2001. Come senatore, Zeffirelli ha presentato come primo firmatario un disegno di legge riguardante le "Norme per la sostituzione fedecommissaria nella successione avente ad oggetto beni culturali" e un altro relativo alle "Nuove norme in materia di tutela dell'embrione e di procreazione medicalmente assistita".

L'esperienza politica, durata sette, finì con il lasciarlo deluso. Alle elezioni del 2001 non si ricandidò nonostante le pressioni di Berlusconi. "La politica purtroppo è il lusso dell'uomo qualunque, che crede di poter fare una grande carriera al di là delle possibilità che tutti hanno", osservò amaramente.

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