Matthew McConaughey ha perso 23 chili per "Dallas Buyers Club"

L'attore a Roma per presentare il suo ultimo film dove interpreta un cowboy omofobo malato di Aids. Nelle sale dl 30 gennaio

Per realizzare "Dallas buyers club", Matthew McConaughey è dimagrito 23 chili, ha bussato a tutte le porte per trasformare in film quella sceneggiatura su un cowboy omofobo malato di Aids rifiutata per 137 volte in 20 anni, ha speso 5 anni della sua vita per trovare finanziamenti, che sono scomparsi a 5 settimane dall'inizio delle riprese.

Ma questa sfida impossibile oggi gli ha portato una candidatura all'Oscar come migliore interprete altre 6 nomination al film. "Questo è un film ambientato a metà anni Ottanta, è un dramma sull'HIV, su un eroe omofobo: è naturale che tutti ne fossero spaventati, ma questa sceneggiatura ha le zanne e mi aveva azzannato" ha spiegato l'attore alla conferenza stampa di presentazione a Roma.

Il film diretto da Jean-Marc Vallée, in sala dal 30 gennaio, è ispirato alla vera storia di Ron Woodroof (McConaughey), cowboy texano omofobo che nel 1986 usò e contrabbandò medicine alternative a quelle ufficiali per combattere l'Aids. Nella sua lotta contro la medicina ufficiale e la Food and Drug Administration, il texano macho e donnaiolo divenne amico di un transessuale (Jared Leto), e aiutò molti di quegli omosessuali che fino ad allora aveva detestato.

"La sfida maggiore era rappresentare un personaggio che ha molta rabbia: deve combattere contro la morte e contro l'F.D.A., per esempio. Io dovevo affrontare questo suo essere 'contro' da varie angolature" ha spiegato McConaughey, che per assumere l'aspetto di un malato terminale di Aids ha vissuto per quattro mesi come un eremita, chiuso in casa. Oggi tutti lodano la sua interpretazione ma lui non si cura più di tanto della candidatura all'Oscar: "Dopo la prima scena, in cui si rimane sorpresi della mia trasformazione, la storia prende il sopravvento, e questo è quello che mi interessa - ha spiegato - Non vivo l'atmosfera di attesa dell'Oscar, giro il mondo per parlare del film e mi interessa condividere questa storia, ne potrei parlare per altri 10 anni: il film viene prima di me".

Uno dei temi centrali del film è la lotta di Woodroof contro la Food and Drug Administration per consentire ai malati di Aids cure alternative all'unica ammessa a metà degli anni '80, l'AZT, che distruggeva il virus ma anche le altre cellule. "Nell'86 nessuno sapeva come combattere l'HIV e non era l'interesse prioritario dei gruppi di potere trovare le cure - ha spiegato l'attore - Woodroof gettò luce sul problema: perse la sua battaglia in tribunale ma i lobbisti e il Congresso furono costretti a prendere in esame il problema".

McCounaughey ha dichiarato di non avere una posizione definita sulla medicina alternativa: "E' ovvio che c'è sempre uno scontro quando si mischiano medicine e business" ha affermato, ma ha confessato di aver ricevuto il plauso di molte comunità gay: "Molti mi hanno confessato che parlare di Aids a metà anni Ottanta era un tabù: credo che il film sia importante per quelle generazioni e per i giovani che non sanno niente di quel periodo - ha concluso McCounaughey - All'epoca quei malati erano come dei lebbrosi, mentre oggi si parla di Aids senza vergogna e il farmaco che si usa contiene solo un terzo di AZT".

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