L'INTERVISTA | L'ex tronista Leonardo Greco positivo al Coronavirus, la fidanzata Cinzia: "Sta meglio, ma state a casa per salvarvi la vita"

Cinzia Meroni, infermiera e compagna dell'ex tronista di Uomini e Donne, ricoverato all'Ospedale Sacco di Milano: "I posti in terapia intensiva sono occupati anche da 40enni, non sottovalutate la malattia"

Leonardo Greco, 37 anni, e Cinzia Meroni, 32 (Crediti foto Intagram)

"Leonardo ora sta meglio, sta rispondendo bene alla terapia e sono sicura che è in buone mani, ma non vedo l'ora che torni". A parlare a Today è Cinzia Meroni, compagna da tre anni di Leonardo Greco, ex tronista di Uomini e Donne ricoverato all'Ospedale Sacco di Milano dopo aver contratto il Coronavirus. Trentadue anni, infermiera in una clinica privata di Milano, il suo fidanzato ha deciso di rendere pubblica la malattia per lanciare un appello ai 58mila follower che lo seguono attraverso i canali social, soprattutto ai più giovani, invitandoli ad attenersi alle misure restrittive imposte dal governo a seguito dell'emergenza sanitaria. "Io sono sempre in contatto con i colleghi che lavorano negli ospedali - spiega Cinzia - Mi dicono che la situazione è d'emergenza. I posti letto nelle terapie intensive potrebbero finire e loro stessi mi confermano che sono occupati anche da quarantenni. Rimango sbalordita nel vedere quanti ancora sottovalutano la Covid-19". 

"Non abbiamo idea di come possa aver contratto il virus"

"Non abbiamo idea di come Leonardo possa aver contratto il virus", spiega Cinzia, che ci tiene a precisare: "E' sempre stato uno sportivo, non fumatore e con la testa sulle spalle". Trentasette anni, Greco lavora come vocalist, speaker ed organizzatore di eventi. "Per i prossimi cinque giorni farà una terapia in ospedale, poi, in base a come si evolve la situazione, si valuterà come procedere nelle cure. In questo momento nessuno di noi può andare a trovarlo, tantomeno io, che mi sono messa in quarantena per le prossime due settimane. Lui non è aggiornato su ciò che avviene fuori, sull'evolversi della realtà, perché è giusto che recuperi al meglio in un clima che, per quanto possibile, sia quello di serenità". 

Tutto è cominciato una decina di giorni fa, con il manifestarsi dei primi sintomi. "Sabato 29 febbraio, Leonardo provava un senso di malessere, poi domenica primo marzo è arrivata anche la febbre. La sera stessa ha iniziato ad avere una brutta tosse secca. Gli ho dato la solita tachipirina e, nei giorni seguenti, lo sciroppo. Mercoledì 4 marzo, però, vedendo la febbre persistere e la tosse peggiorare, abbiamo consultato il nostro medico di base e dopo abbiamo chiamato il 112". "Gli operatori - prosegue Cinzia - sono stati a casa nostra per un'ora, in attesa di ricevere disposizioni dalla centrale, ma vedendo il quadro clinico di Leonardo ancora sotto controllo gli hanno consigliato la quarantena a domicilio. Fino a quel momento non è stato fatto alcun tampone, né a lui né a me". 

Le cose sono cambiate il giorno seguente. "La febbre non si abbassava più con la tachipirina. Durante la notte, poi, Leonardo ha avuto una crisi respiratoria. In prima mattinata, vedendo la sua difficoltà nel respirare, ho immediatamente chiamato il 112 ed è stato portato subito al Sacco". A quel punto Greco ha raccontato di essersi sottoposto a due tamponi: i primi due sono risultati negativi, ma il terzo positivo. "Sono stati giorni di estrema apprensione e di lunghissime attese - dice Cinzia - speravo fino all'ultimo che fosse solo una polmonite ma poi è arrivata la notizia che tanto non speravo". 

"State a casa per salvarvi la vita"

L'invito di Cinzia è ai cittadini, mentre il suo pensiero è in corsia, ai colleghi che ogni giorno combattono contro la Covid-19. "Mi sento costantemente con i colleghi che lavorano negli ospedali: sono esausti per i turni estenuanti, indossano pesanti dispositivi di protezione individuale che, come abbiamo visto da alcune foto circolate sui social, fanno sudare e lasciano segni evidenti sul viso. E loro svolgono il loro mestiere senza lamentarsi né ricevere un minimo di indennità". A chi è a casa, invece, è chiesto di muoversi il meno possibile. "Tutti noi teniamo alla nostra vita e abbiamo persone care da cui siamo costretti a stare distanti. Ma quello che ci viene chiesto è solo di rimanere a casa: nessuno sforzo eccezionale. Le misure di sicurezza sono state attuate per salvarci la vita. Dobbiamo arginare il contagio in modo tale che negli ospedali la situazione torni ad essere sotto controllo e i nostri medici e infermieri possano curarci tutti al meglio. Io nel mio piccolo sto facendo il mio mettendomi in quarantena. Lo so che non è bello stare a casa tutto il giorno e non poter uscire ma vi assicuro che sarebbe molto peggio in questo momento ritrovarsi in su un letto di ospedale o vederci una persona amata che nemmeno puoi andare a trovare". 

Tu non lo dici ed io non lo vedo L'amore è cieco o siamo noi di sbieco? Un battibecco nato sul letto Un diluvio universale un giudizio sotto il tetto Up con un po' di down Silenzio rotto per un grande sound Semplici eppure complessi Libri aperti in equilibrio tra segreti e compromessi Facili occasioni per difficili concetti Anime purissime in sporchissimi difetti Fragili combinazioni tra ragione ed emozioni Solitudini e condivisioni... MA SE DOVESSIMO SPIEGARE IN POCHISSIME PAROLE IL COMPLESSO MECCANISMO CHE GOVERNA L'ARMONIA DEL NOSTRO AMORE BASTEREBBE SOLAMENTE DIRE SENZA STARE TROPPO A RAGIONARE.. CHE SEI TU CHE MI FAI STARE BENE QUANDO IO STO MALE E VICEVERSA ♥️ #happyvalentinesday #love #couple #couplegoals #romantic #francescogabbani #viceversa

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