giovedì, 17 aprile

Amanda choc: "Ho cantato e ballato nella stanza di Meredith"

E' una delle indiscrezioni macabre del libro "Waiting to Be Heard”, che viene promosso dalla critica del New York Times

Veronica Carnebianca24 aprile 2013

“Cantai e ballai nella stanza di Mez durante i rilievi della polizia. Dopo l'arresto la guardia mi guardò come se avessi preteso caviale e prosecco quando chiesi di fare una telefonata”, questa è solo una delle tante rivelazioni choc di Amanda Knox.

A fine mese esce nelle librerie americane con il preannunciato “Waiting to Be Heard” (in italiano: “Aspettando di essere ascoltata”), il memoriale sul caso dell'omicidio della sua coinquilina nella notte del 2 novembre 2007, a Perugia. Sono 400 pagine autobiografiche, in cui racconterà la sua verità sulle accuse per la morte della studentessa inglese Meredith Kercher e sul processo in Italia. Un libro molto atteso e che ha già fruttato alla studentessa un anticipo di ben 4 milioni di dollari. Dopo il criticatissimo film, arriva la versione cartacea dei fatti.

Amanda racconta così dei quattro anni trascorsi in cella nel carcere di Capanne, a Perugia. “In cella ho incontrato tante detenute ma io non sarò mai come loro perché mi sono rialzata dal buco nero dov'ero caduta”.

Alla vigilia dell'atteso debutto del memoir, la temutissima critica letteraria del New York Times di Michiko Kakutani promuove in anteprima il libro, spiegando che “l'introspezione cui è stata costretta Amanda in carcere le ha dato una capacità di trasmettere le sue emozioni con un considerevole potere viscerale”. Continua poi la critica dicendo che “A dispetto dei tabloid che amavano riferirsi ad Amanda con l'appellativo di “Foxy Knoxy”, conferendo un'allusione erotica al nickname di quando giocava a calcio nella squadra della scuola, lei si descrive come un topo impaurito nel gioco con il gatto”. “Ero come una bimba afflitta e smarrita che a 20 anni ancora guardava le persone con innocenza infantile”, rivela l'anticipazione del Corriere a riguardo.

La studentessa della Washington University vuole, con questa testimonianza, fare di tutto per demolire l'immagine di pericolosa seduttrice perpetrata dai media. “I flirt con uomini in Italia erano soltanto un modo per sentirmi più donna e a mio agio con l'idea del sesso occasionale praticato da ragazze e ragazzi della mia generazione”. La sua spina nel fianco, l'aver cercato di incastrare un innocente, Patrick Lumumba? “Ero confusa, stanca e terrorizzata. Dopo ore d'interrogatorio e schiaffi da parte di un agente”. Il libro riprende per la maggior parte il suo diario scritto in carcere.


La Knox prosegue poi affermando “Nei 12 mesi dopo la condanna decisi che sentirsi vittima non mi avrebbe aiutato. In prigione, tante sono le donne che incolpano altri per le loro sventure, vivendo così esistenze passive piene di rancore. Io rifiutai di essere come loro. Sono uscita dal tunnel nefasto in cui ero precipitata e ho promesso a me stessa che avrei vissuto con dignità. Mi sarei amata e avrei goduto di ogni attimo dietro le sbarre”. Una delle sue preoccupazioni è correggere i pregiudizi della polizia. “Non volevo che mi credesse una persona cattiva e desideravo far vedere chi ero: una ragazza che amava i genitori, che andava bene a scuola, che rispettava l'autorità e il cui unico problema con la legge era stata una multa al college per disturbo della quiete pubblica durante un party a Seattle”.

La ragazza poi affronta, come previsto, la terribile notte dell'omicidio: “Ero a casa con Raffaele a fumare marijuana che per noi era un'abitudine quotidiana. Per quasi un'ora suonai alla chitarra canzoni dei Beatles finché con Raffaele non decidemmo di andare a casa sua. Lì abbiamo guardato il film “Amelie” e fumato ancora marijuana. Poi ho letto ad alta voce un libro di Harry Potter in tedesco”. Racconta anche della freddezza inquietante con cui ha reagito tornando sul luogo del delitto con gli agenti: “Indossai guanti e calzini protettivi e mi misi a cantare, muovendo le braccia come nella conduzione di un musical, un tentativo per allentare la tensione perché tutto era così surreale e terribile”.

Tantissimi ancora i dettagli inediti in quelle 400 pagine in uscita non ancora rivelati. Il volume si preannuncia come un vero caso letterario, peccato per il tema decisamente macabro su cui verte.

Amanda Knox, è innocente?

Amanda Knox è stata candannata per omicidio, ha passato anni in carcere, poi è stata assolta. Il nuovo processo si aprirà il 30 settembre 2013

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