Amanda choc: "Ho cantato e ballato nella stanza di Meredith"

E' una delle indiscrezioni macabre del libro "Waiting to Be Heard”, che viene promosso dalla critica del New York Times

Amanda Knox

“Cantai e ballai nella stanza di Mez durante i rilievi della polizia. Dopo l'arresto la guardia mi guardò come se avessi preteso caviale e prosecco quando chiesi di fare una telefonata”, questa è solo una delle tante rivelazioni choc di Amanda Knox.

A fine mese esce nelle librerie americane con il preannunciato “Waiting to Be Heard” (in italiano: “Aspettando di essere ascoltata”), il memoriale sul caso dell'omicidio della sua coinquilina nella notte del 2 novembre 2007, a Perugia. Sono 400 pagine autobiografiche, in cui racconterà la sua verità sulle accuse per la morte della studentessa inglese Meredith Kercher e sul processo in Italia. Un libro molto atteso e che ha già fruttato alla studentessa un anticipo di ben 4 milioni di dollari. Dopo il criticatissimo film, arriva la versione cartacea dei fatti.

Amanda racconta così dei quattro anni trascorsi in cella nel carcere di Capanne, a Perugia. “In cella ho incontrato tante detenute ma io non sarò mai come loro perché mi sono rialzata dal buco nero dov'ero caduta”.

Alla vigilia dell'atteso debutto del memoir, la temutissima critica letteraria del New York Times di Michiko Kakutani promuove in anteprima il libro, spiegando che “l'introspezione cui è stata costretta Amanda in carcere le ha dato una capacità di trasmettere le sue emozioni con un considerevole potere viscerale”. Continua poi la critica dicendo che “A dispetto dei tabloid che amav