'La musica che gira', nasce un coordinamento per combattere la crisi e promuovere una riforma del settore

E' l'iniziativa di lavoratori, artisti, imprenditori e professionisti. Gli organizzatori: "L'industria della cultura genera ricchezza per oltre 250 miliardi, ma riceve poco più dell'1% dei fondi stanziati dal DL rilancio per affrontare l'emergenza". Ecco il documento programmatico rivolto al Governo

'La musica che gira', nasce un coordinamento per combattere la crisi e stimolare una riforma del settore

Nasce 'La musica che gira', un coordinamento composto da manager, produttori, artisti, musicisti, tecnici, consulenti, promoter, etichette discografiche, agenzie di booking, proprietari di live club, uffici stampa. Non si tratta di un sindacato né di un’associazione di categoria ma di una piattaforma di confronto tra lavoratori, imprenditori e professionisti della musica e dello spettacolo che vogliono fare tutto il possibile per rispondere alle conseguenze negative dell'emergenza coronavirus. Un modo proattivo di reagire alla crisi per stimolare una riforma definitiva del settore.

"Cosa c’è dietro ai “nostri artisti che ci fanno tanto divertire e appassionare" (come da dichiarazione pronunciata dal premier Conte, ndr)? C’è un’intera industria, quella della cultura - si legge in una nota - Ci sono centinaia di migliaia di lavoratori e imprenditori che producono direttamente quasi 100 miliardi di euro l’anno e che, considerando l’indotto dell’intera filiera culturale, generano ricchezza per oltre 250 miliardi, contribuendo al PIL per circa il 16% mentre ora, con il DL rilancio, all'industria della cultura va poco più dell'1% dei fondi stanziati per affrontare l’emergenza. L’Italia intera beneficia dei risultati economici e sociali del lavoro dei professionisti del settore, oltre 400.000 persone (stima al ribasso: ad oggi non esiste una mappatura del settore). Noi siamo tra quelle persone e siamo consapevoli del fatto che senza un intervento urgente le conseguenze negative di questa crisi produrranno un’onda lunga che ricadrà sull’economia futura del settore, sul PIL del Paese e sulla sua capacità di produrre valore anche in termini socio-culturali". 

Un documento programmatico rivolto al Governo

Attraverso la formulazione di un documento programmatico rivolto al Governo e ai Ministeri competenti, 'La Musica Che Gira' vuole stimolare un'azione immediata, urgente e necessaria, innescando una reale cooperazione tra tutti i protagonisti di una filiera, per sua natura molto complessa, i tecnici del nostro settore, istituzioni e task force. Per raggiungere questi obiettivi il coordinamento sta lavorando da settimane con giuslavoristi, economisti, consulenti del lavoro e realtà accademiche, si sta confrontando con la politica e le istituzioni e sta dialogando con molte realtà del settore.

"Riteniamo indispensabile che tutte le categorie che compongono la filiera del mercato della musica vengano consultate prima che il Governo decida quali prossime misure adottare - spiegano gli organizzatori - Chiediamo di poter mettere a disposizione il capitale di conoscenza e di competenze che ognuno di noi rappresenta che è di cruciale importanza per affrontare l’emergenza lavorativa, economica e sociale che il fermo del settore ha provocato. Sarà un contributo imprescindibile nel riscrivere le regole di un comparto che va riorganizzato anche sotto il punto di vista legislativo. A tal fine chiediamo a gran voce una Commissione Congiunta di Camera e Senato dedicata all’industria musicale e che il Ministero convochi al più presto un tavolo tecnico specifico". 

Le proposte 

Di seguito le proposte della Musica che gira in breve, qui il documento completo. 

1) Garantire a tutti l'accesso alle tutele sociali Garantire l'accesso alle tutele sociali a tutti i professionisti della cultura che operano in campo musicale, con particolare attenzione ai liberi professionisti e ai lavoratori con contratto di lavoro intermittente, e di fornire un sostegno economico di emergenza ai professionisti della cultura, in particolare a quelli indipendenti, nonché alle imprese culturali, ad esempio sotto forma di agevolazioni fiscali, prestiti, microcrediti, risarcimento delle perdite e costi non recuperabili. 

2) Supportare le attività imprenditoriali del settore “musica dal vivo”  Chiediamo  per la ripartenza riforme che tendano a non ristabilire lo status ante crisi, ma a ridefinirlo con  misure che mirino a riformare il settore e incentivare il consumo della cultura musicale. 

3) Stimolare una riforma definitiva del settore e una ripresa con nuove logiche della produzione e del consumo culturale. Stimolare una riforma definitiva del settore su argomenti quali aliquote IVA, allargamento “Bonus Cultura”, recepimento della Direttiva 219/790 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 aprile 2019 (“Direttiva Copyright”) per la risoluzione del “value gap”, rispetto del D.lgs. 192/2012  per l’integrale recepimento della Direttiva Europea contro i ritardi di pagamento delle transazioni commerciali, WebTax e TaxCredit, indennità di malattia per i lavoratori dello spettacolo, creazione di codici ATECO specifici e catalogazione ministeriale delle realtà Extra FUS, quote di trasmissione radio e tv.

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4) Incentivare gli investimenti Green su innovazione e tecnologia Risulta fondamentale fornire finanziamenti e investimenti Green su innovazione e tecnologia, garantire supporto e assistenza tecnica per la stesura di Piani di Azioni Ambientali, garantire l'accesso per tutti i professionisti della cultura a linee guida e best practice per implementare la gestione sostenibile nelle proprie attività, programmare in senso sistemico strategie e sinergie di concerto tra i vari livelli della filiera dello spettacolo,  amministrazione pubblica/locale e fornitori con le seguenti azioni. In vista di una riorganizzazione del settore risulta fondamentale e strategico fornire finanziamenti e investimenti Green su innovazione e tecnologia, ambiti nei quali l’Italia è gravemente in ritardo. Garantire supporto e assistenza tecnica per la stesura di Piani di Azioni Ambientali, garantire l'accesso per tutti i professionisti della cultura a linee guida e best practice per implementare la gestione sostenibile nelle proprie attività.

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