Max Gazzè rilancia: "Ok tour da 1000 posti, rinuncio a cachet dei grandi live per dare dignità a chi è fermo"

L'artista romano sposa la causa di Francesco Barbaro, della sua storica aagenzia OTR, e di tutti gli indipendenti che hanno concordato sulla necessità di far ripartire i live, seppure in una maniera compatibile con la Fase2

Max Gazzè, 52 anni (Crediti Instagram)

Il settore musicale è senza dubbio tra i più colpiti dall'emergenza coronavirus. Tanti i cantanti che hanno preferito rinviare i propri concerti al prossimo anno, ma non Max Gazzè. L'artista romano sposa la causa di Francesco Barbaro, dell'agenzia OTR che lo segue da anni, e di tutti gli indipendenti che hanno concordato sulla necessità di far ripartire i live, seppure in una maniera compatibile con la Fase2.

"Ho deciso di rimandare di un paio di mesi la registrazione del nuovo disco, di rinunciare ai cachet standard dei grandi live per ridare la dignità del lavoro a chi e` fermo - scrive Gazzè su instagram - 'Scendo in palco' per '1000 posti' a sedere insieme a coloro che da anni mi accompagnano e senza i quali non esisterebbero i concerti, dai musicisti allo staff che lavora dietro le quinte. Ripartiamo dopo i minuscoli locali degli inizi, i club, i teatri, l'Arena di Verona, le Terme di Caracalla e i grandi festival, ripartiamo per far si` che questo piccolo spazio diventi una cosa grande per tutti. Non dimentichiamoci di quello che una musica puo` fare". 

Gazzè ricorda gli esordi per guardare al futuro. "Ero un musicista pieno di sogni nel cassetto quando nel 1994 ho conosciuto quel folle visionario di Francesco Barbaro e da allora OTR e` diventata la mia seconda casa e la mia famiglia - spiega sul suo profilo Instagram - In quasi 30 anni insieme abbiamo condiviso mille esperienze e idee. Oggi voglio che la sua battaglia per non fermare la musica diventi anche la mia". 

Ero un musicista pieno di sogni nel cassetto quando nel 1994 ho conosciuto quel folle visionario di Francesco Barbaro e da allora OTR è diventata la mia seconda casa e la mia famiglia. In quasi 30 anni insieme abbiamo condiviso mille esperienze e idee. Oggi voglio che la sua battaglia per non fermare la musica diventi anche la mia. Ho deciso di rimandare di un paio di mesi la registrazione del nuovo disco, di rinunciare ai cachet standard dei grandi live per ridare la dignità del lavoro a chi è fermo. “Scendo in palco” per 1000 posti a sedere insieme a coloro che da anni mi accompagnano e senza i quali non esisterebbero i concerti, dai musicisti allo staff che lavora dietro le quinte. Ripartiamo dopo i minuscoli locali degli inizi, i club, i teatri, l'Arena di Verona, le Terme di Caracalla e i grandi festival, ripartiamo per far sì che questo piccolo spazio diventi una cosa grande per tutti. Non dimentichiamoci di quello che una musica può fare! . . . . . . . #scendoinpalco @insta.otr 📸: @robertopanucciphoto

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