Mahmood sbanca l'Ariston: è lui il vincitore del Festival di Sanremo

Dai Giovani ai Big, il rapper trionfa con "Soldi" e soffia il posto a Ultimo, favoritissimo. Terzo posto per Il Volo con "Musica che resta"

Mahmood, foto @Ansa

Colpo di scena a Sanremo. Mahmood svetta tra i favoriti e sbanca l'Ariston. E' il rapper milanese, di origine egiziana, il vincitore della 69esima edizione del Festival con "Soldi". Timbro vocale che cattura e un brano che si fissa in testa come un tarlo con il suo sound internazionale, in un'edizione così "open mind" è stato senza alcun dubbio uno dei protagonisti principali. Da Sanremo Giovani alla vittoria tra i Big, strappata da sotto il naso al favoritissimo Ultimo, che si piazza al secondo posto con "I tuoi particolari". Terzo posto per Il Volo con "Musica che resta".

Le lacrime di Anna Tatangelo, Arisa e Nigiotti, standing ovation per Loredana Bertè: musica e show nella finale

"Nessuno è perfetto. Non sai mai se hai fatto bene o male, se c'è stato troppo spettacolo o troppo concorso", così Claudio Baglioni ha aperto l'ultima serata del Festival di Sanremo - con un discorso suonato come un romantico congedo - e la risposta viene da sè, basta riascoltare tutti i 24 big in gara. "Troppi" il commento più gettonato della settimana, ma la finale è volata via tra note ormai familiari ed emozioni. Emozioni che hanno tradito Anna Tatangelo - tra le prime ad esibirsi - in lacrime alla fine della sua performance, e che hanno tirato un colpo basso anche al pubblico con Loredana Bertè. Ennesima standing ovation per lei, tra le regine di questa edizione, che oltre agli applausi si è presa anche un bel bacio di Claudio Baglioni. Una finale in cui non è mancato niente, nemmeno l'intoppo, arrivato con Mahmood e il microfono che non si sentiva, costringendolo a ripartire. E ancora l'allegria della canzone di Arisa, contagiosa nonostante il fiato corto, la voce tirata via a causa della febbre e le lacrime di dispiacere per una performance non eccellente. Poi la carica di Achille Lauro e i Boomdabash, l'intensità di Enrico Nigiotti - anche lui commosso fino a prostarsi davanti l'Ariston, Simone Cristicchi e Motta che ci ha regalato un brano stupendo per risvegliare l'Italia.   

Sanremo 2019, la classifica finale: tutti i nomi

Musica, ma anche show, nonostante i pochi spazi a disposizione per l'intrattenimento. Completamente a suo agio Virginia Raffaele, dopo cinque serate padrona perfetta del palcoscenico. Magistrale il suo medley mash-up, partito da Malika Ayane e arrivato fino a Ornella Vanoni, passando per Patty Pravo, Giusy Ferreri e Fiorella Mannoia. Perfino Claudio Bisio si è sciolto, finalmente, svincolato da quel savoir fair che non fa molto per lui. Meglio tardi che mai. Un dirottatore eccellente Claudio Baglioni, che ha finito il lavoro iniziato un anno fa, regalando al Festival un respiro più ampio e sperando che chi arrivi dopo di lui continui su questa strada. "Abbiamo bisogno del Festival della canzone italiana" ha ricordato, perché Sanremo è Sanremo. 

Eros Ramazzotti emoziona e fa ballare con Luis Fonzi, Elisa omaggia Tenco

Pochi ma buoni gli ospiti della finale. Uno dei migliori di questa edizione Eros Ramazzotti, che ha prima emozionato con la sua "Adesso tu", vincitrice del Festival nell'86, e poi con la complicità di Luis Fonsi ha fatto ballare l'Ariston. I brividi, quelli veri, sono arrivati con Elisa che ha cantato "Anche fragile", ma l'omaggio a Luigi Tenco, insieme a Baglioni sulle note di "Vedrai Vedrai" è sublime. Incomprensibile la comparsata a sorpresa (e registrata) di Renato Pozzetto con gli Stato Sociale che hanno cantato "E la vita, la vita" fuori l'Ariston. 

Sanremo 2019, tutti i premi

Fuori dal podio Daniele Silvestri ma per lui un importante tris. Il cantautore romano con "Argentovivo" ha vinto il Premio della Critica Mia Martini, assegnato dalla Sala Stampa Ariston (41 voti), il premio della Sala Stampa Lucio Dalla (37 voti) e quello per il miglior testo, assegnato dalla giuria d'onore. A Simone Cristicchi il premio per la migliore interpretazione, intitolato a Sergio Endrigo, con la canzone "Abbi cura di me" (85 voti tra entrambe le sale stampa) e quello per la miglior composizione musicale. Il Premio Tim Music a Ultimo per il brano più ascoltato. 

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Commenti (18)

  • giuria composta da una decina di persone.....se il televoto da una percentuale 11% ad un cantante e 40% ad un altro....quanto vale il voto delle 10 persone della giuria tecnica per far vincere quello con una percentuale così bassa? fa pensare che il televoto sia servito solo x fare cassa e non per influenzare o decidere la sorte di uno o un altro artista. in questo caso il voto popolare ha influito l'11% e la giuria di Sanremo l'89%

  • Musica orrenda. Genere orrendo per me non è neppure rap. Il Liga ha fatto vedere come si suona e canta, ma purtroppo non era in gara

  • una pena infinita....

  • Ma ha vinto una "canzone"? Boh... Io non l'ho sentita!

  • il carrozzone si commenta da se......

  • giuria di pdioti??

    • Se la giuria fosse di pdioti non lo so. Quello che evidente è che i pdioti hanno stabilito ciò che la giuria dovesse fare, a prescindere dalla sua composizione

  • Ha vinto la canzone piu orrenda cose da pazzi veramente

    • Uno sch.ifo

    • Come se le altre fossero meglio. Non ho mai sentito tanta m.e.r.d.a tutta assieme.

  • Suono da quando avevo 15 anni. Ho ascoltato, suonato ed accompagnato tutti i generi musicali. Si suonavano i Ten Years After, e si provava per il Cantagiro con un cantante "nostrano" quasi neomelodico. Si ammirava la tecnica di George benson e si cercava di comprendere quella di Steve Howe. Si comprendevano i Pooh, così come i New Trolls o la PFM. In tutti questi anni, mai mi è capitato di veder arrivare "prima" una simile porcheria. La sotterranea dittatura che continua a governarci, nonostante si voglia attribuire una dittatura al governo in carica, ha inglobato anche Sanremo. A me, alla fin fine... non me ne cale né tanto né poco. Ma mi dispiace per le nuove genrazioni. Soprattutto per quella degli artisti VERI, che si sono visti scavalcare da questa cosa immonda, nei contenuti e nell'interpretazione... il modo migliore per insegnare alle nuove generazioni come valore e merito valgano ZERO rispetto alla politica. Be', che almeno le nuove genrazioni imparino la lezione...

    • Per i musicisti di Louis Armstrong quello di Dizzy e Bird non era jazz (e forse nemmeno musica); di questo passo di esempi se ne potrebbero fare tanti (Bach e Webern?; Pink Floyd e L7?) semplicemente non è più nelle nostre corde; apprezziamo ciò che ci ricorda il passato (si è sbavato per i Radiohead solo perché non si conoscevano, o forse proprio per quello, i Velvet Underground). Semplicemente arriva un tempo in cui non si è attrezzati per il presente (ancora meno per il futuro prossimo).

      • Se qualcosa, per qualcuno, sia jazz o meno è una questione di definizione, riguardo al fatto che per Luois Armstrong non fosse "musica",... be', io parlerei a titolo personale. Esiste una solida teoria alla base della musica, anzi delle musiche. La musica "occidentale" fondamentalmente si basa su intervalli di terze; ma Miles Davis in "So What" armonizzava quarte, scriveva "DORIAN" sullo spartito e nessuno aveva nulla da ridire; anzi, veniva preso come un insegnamento. Qualunque cosa fosse, era arte. Voler spacciare per la medesima arte un testo cretino recitato male su un sottofondo musicale che, nella migliore delle ipotesi è banale, non è arte; è vomitevole. Nessuno può essere "attrezzato" per un presente così. Adesso suona mio figlio, per il quale i riferimenti musicali e artistici sono gli stessi miei, e non certo il rivoltante obbrobrio che qualcuno ha voluto spacciare per arte. E magari chi appartiene a quest'epoca, e suona nei locali e nei teatri, "attrezzato per il presente" lo sarà pure...Il passato si apprezza in quanto riferimento, non per definizione; se qualcuno continua ad apprezzare Salvador Dalì e Giorgio De Chirico è perché rimangono maestri del surrealismo e della metafisica, non perché si è legati al passato. Occorre comprendere che in tutte le attività umane si progredisce perché ci si si basa sul pregresso consolidato; non è che ogni Casa automobilistica inizi ogni progetto inventando la ruota. L'importante è che ciò che viene fatto dopo non vanifichi gli sforzi di chi ha lavorato bene prima. Se però non si è in grado di distinguere tra evoluzione dei tempi ed involuzione intellettuale, vuol dire solo che la decadenza di quest'epoca è ancora peggiore di quello che appare. Se l'involuzione è dettata da motivi politici, e questi soverchiano persino l'arte, più che decadenza è degrado. Soprattutto se c'è chi vorrebbe persino giusti@#?*%$rlo. Il fatto che un'accozzaglia di idioti vogliano elevare certe schifezze al rango di musica per una forma di propaganda politica è una vergogna sociale; se vi è anche qualcuno che plaude a questi comportamenti abbiamo toccato il fondo.

        • Dalì venne espulso dall'Accademia; artisti come gli impressionisti ai loro tempi ricevevano critiche come le tue e ricevevano il plauso da avanguardie 'illuminate'. I musicisti che ti hanno ispirato nacquero in contrapposizione a un 'mainstream' e ora lo sono a loro volta. Può piacere o non piacere: si chiama 'invecchiare'; accettarlo è un altro paio di maniche. Non mi piace la musica di Mahmood ma ci sta, sono di un' altra epoca. P.s.: l' episodio dei musicisti di Armstrong è citato da numerose fonti (Polillo, Berhendt, ecc.); io ovviamente non c'ero: sono vecchio ma non fino a questo punto.

  • ... non era il festival della canzone italiana?

  • la canzone vincente non mi piace c'erano canzoni mille volte meglio, mah....non capisco!!!

    • Hai mai sentito parlare di imbrogli?

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