Sanremo, prima puntata: il festival "indie" di Baglioni con poco show e tanta musica

Apre Renga, chiude Mahmood: non più solo musica commerciale, ma anche gli artisti indipendenti debuttano all'Ariston. Tra gli ospiti Giorgia, Bocelli, Santamaria. Tutti cantano, in pochi fanno intrattenimento televisivo. Bisio difende Baglioni con un monologo sui migranti. Ecco la gallery con i 10 momenti clou della serata

Apre Renga, chiude Mahmood. In mezzo, altri 22 artisti che, come nelle intenzioni del direttore artistico Claudio Baglioni, alternano tradizione e sperimentazione, in un Festival di Sanremo più coraggioso degli anni passati nell'aprirsi alla totalità delle proposte della musica italiana di oggi. I temi cantati all'Ariston sono quelli dell'Italia di oggi, dai migranti all'eterno conflitto tra il passato e il presente, tra la tradizione dei nostri nonni e lo sguardo ad un futuro, in un presente privo di "empatia". Poco intrattenimento, molta musica. Una puntata poco pop e molto indie anche nella scelta di ospiti, gag e stile. E i tre conduttori come se la cavano? Claudio Bisio e Virginia Raffaele sono complici, ma lei, svestiti i panni di imitatrice, sembra un po' ingabbiata e dà il meglio solo quando imita di straforo Patty Pravo. Gli sketch del trio, quelli col direttore artistico "ingombrante" e troppo serioso, sono già visti. Questo il "bilancio" della prima serata della kermesse canora.

Non più solo il "commerciale" Nek, dunque, ma anche i The Zen Circus. Meno inchini ai reality show e più apertura a rapper, indie pop, indie rock. Una scelta forse inevitabile più che temeraria, viste le classifiche musicali di oggi, ma comunque difficile da far digerire ai telespettatori di Rai Uno. Baglioni, insomma, si dà il titolo di "dirottatore artistico", come spiegato in conferenza stampa, e va incontro all'evoluzione. Così, per la prima volta dopo trent'anni, sembra accorciarsi quel divario tra il gusto del pubblico generalista e il 'Premio della Critica' istituito da Baudo nel 1982.

Poco intrattenimento e molta musica. Un Festival più elegante che scoppiettante

L'inizio del Festival è uno show. Nessuna concessione al cerimoniale, anzi: sparisce anche la discesa dalle scale della bellissima di turno. Baglioni, Virginia Raffaele e Claudio Bisio sono già in scena e si esibiscono sulle note di 'Via', in piedi su un trampolino sospeso al centro del palco, che rende merito alla scenografia di quest'anno dai colori marittimi a tema "armonia". Quando i tre scendono, Bisio ha gli occhi lucidi: il vero debutto, stasera, è per lui, perché gli altri due, seppur in modo diverso, hanno già calcato l'Ariston. Sarà la parte più scatenata dell'intera serata, che poi diventerà sicuramente più elegante che scoppiettante. 

Pochi i momenti di intrattenimento vero e proprio. Andrea Bocelli si esibisce con il figlio Matteo nella canzone 'Fall on me', che sta conquistando le classifiche di tutto il mondo. Proprio a Sanremo il tenore esordì tra le Nuove Proposte: "Se quella sera non si fosse alzato nessuno, forse non sarebbe successo nulla", dice. E cede il suo chiodo al figlio: "E' quello che indossavo allora". Poi ancora musica. Arriva Giorgia, che canta al piano con Baglioni 'Come Saprei' ed è qui per ricordarci che dopo di lei e della Pausini forse c'è stata solo Arisa. E ancora l'omaggio al Quartetto Cetra con Claudio Santamaria. Poi la sfida di musical tra 'Bohemian Rapsody' e 'Mary Poppins' gareggiata da Virginia Raffaele e Pierfrancesco Favino. Tutto molto chic. Sono lontani i tempi in cui a ballare sul palco c'era Belen, arrivata direttamente in prestito dalla tv commerciale, da Mediaset.

Il monologo di Claudio Bisio su Baglioni e i migranti

Niente satira graffiante, né riferimenti diretti alle polemiche sul cosiddetto "conflitto di interessi" di Baglioni. Si parla invece della bufera sui migranti scoppiata nei giorni scorsi; con un divertente monologo, Bisio scherza sulle accuse piovute a Baglioni, che secondo qualcuno avrebbe peccato di non restare super partes: "Mi hanno stupito le polemiche su di lui. Baglioni fa politica. Beh, ora ve ne accorgete? Lui è sempre stato un sovversivo, 'Passerotto non andare via' è una esortazione agli immigrati. L'aggravante è che lui li ha sobillati. Loro non ci pensavano nemmeno a venire qui. Altrimenti perché si sarebbe accoccolato ad ascoltare il mare?"  

Le "strane coppie": Nino e Livio Cori, Patty e Briga, Silvestri e Rancore

Quanto alla gara vera e propria, la kermesse si apre appunto con Francesco Renga e la sua 'Aspetto che torni'. Renga è il solito Renga. Così come Nek è il solito Nek, pur osando una leggera vena rock in 'Mi farò trovare pronto'. L'interessante esperimento Nino D'Angelo e Livio Cori (che non è Liberato) è sulla carta un ottimo incrocio tra tradizione e novità, ma nei fatti naufraga in una esibizione tecnicamente non impeccabile. Recupereranno nelle prossime puntate? Impeccabili invece Daniele Silvestri e Rancore. Il primo mette l'esperienza da cantautore, l'altro la potenza. 'Argentovivo' di Silvestri è tra i testi più significativi. E' introspezione, è il flusso di coscienza di un adolescente, è indagine nella riservatezza chiusa col lucchetto di un ragazzino che si definirebbe "difficile". Rimandati alla prossima puntata, invece, Patty Pravo e Briga, forse traditi dall'emozione. 

Il Festival "indie": dai The Zen Circus agli Ex-Otago a Motta

I The Zen Circus cantano per quinti. La scaletta della serata, va detto, è stata decisa "non per sorteggio", come dichiarato in conferenza stampa. Prima di loro, infatti, si è dato spazio a volti più familiari per il pubblico, probabilmente per evitare lo choc. Quella dei Zen è sperimentazione improvvisa e prepotente per il Festival. Il loro 'L'amore è una dittatura' è un brano indie rock doppiamente rivoluzionario: è una canzone senza ritornello (scelta inedita nella storia del Festival) ed è centrata sul concetto dell'"empatia", questa sconosciuta in un mondo inondato dal livore dei social. "E speri ancora che qualcuno sia lì fuori ad aspettarti - si legge nel testo - Non per chiederti dei soldi, neanche per derubarti / Non per venderti la droga e soffiarti il posto di lavoro / Ma per urlarti in faccia, che sei l’unica, sei il solo, Sei l’unica, sei il solo". Il primo applauso della sala stampa è per loro.

Tra le sperimentazioni interessanti anche Motta, che con 'Dov'è l'Italia' torna sul tema migranti. Poi c'è il rap un po' hip hop Ghemon, che in 'Rose viola', con la sua voce metallica, si mette nei panni di una donna, nella sua intimità. Poi gli Ex-Otago, che raccontano un amore ormai non più giovane con 'Solo una canzone', un testo raffinato. E la rivelazione Mahmood, che con 'Soldi' si attesta come una delle rivelazioni di quest'anno: il brano ha testo e ha ritmo, lui ha appeal

Ultimo è il favorito 

Achille Lauro è la vera novità del Festival. E' qui come ambasciatore per rappresentare il mondo rap e trap e propone il brano un po' rock 'Rolls Royce'. La canzone esalta la sala stampa, che esulta con balli e applausi e va in fibrillazione perché evidentemente non abituata alle sonorità più giovani. Ma il super favorito è il 23enne Ultimo con 'I tuoi particolari': l'esibizione è potente, la tenuta di palco perfetta, la maturità dei testi stupisce rispetto alla sua giovane età.

Bene anche Loredana Berté con 'Cosa ti aspetti da me': performance pulita, che dedica alla sorella Mia Martini. La quota stravagante del Festival è di Arisa, che si lancia in una specie di interpretazione musical di 'Mi sento bene': una canzone che manda a farsi benedire tutte le paranoie della vita quotidiana. 

Pochi (ma buoni) Amici di Maria

La "tassa" talent è invece pagata con Einar ('Amici') e la sua 'Parole nuove': forse il brano più low profile del festival. Poi c'è Enrico Nigiotti ('Amici', X Factor') con 'Nonno Hollywood': un testo interessante, anche perché Nigiotti oltre a partecipare a talent show è stato autore di molti artisti e l'esperienza si sente tutta. Perfettamente a suo agio Irama con la delicata 'La ragazza dal cuore di latta'. Va detto che quest'anno le risorse dei talent sono decisamente meno rispetto al passato. Se c'è un merito che ha avuto la rete, infatti, è stato proprio quello, in ambito musicale, di scansare l'artificialità della tv per fare spazio alla meritocrazia di YouTube, dei rapper, dei trapper e di chi per loro. E' un modo per tornare a parlare di gavetta.

Infine, Il Volo. I tre tenorini cantano 'Musica che resta'. Nel senso che la musica resta sempre quella. Se anche ve la siete persa, già la sapete. Perché ricorda le altre. Lady Tata Anna Tatangelo propone la canzone più sanremese e più radiofonica del Festival: sentiremo spesso in radio 'Le nostre anime di notte'. Quest'anno, però, non solo quella. Non solo musica famosa semplicemente perché cantata da gente famosa.

Di seguito, i dieci momenti clou della prima puntata

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