Amadeus racconta il suo Sanremo 2020: “Sara il Festival di tutti”

“Il mio compito sarà quello di scovare quante più canzoni capaci di resistere all’usura del tempo, senza snobismi, senza pregiudizi”, ha anticipato il conduttore e direttore artistico della 70esima edizione della kermesse

Amadeus

L’investitura ufficiale è stata comunicata venerdì 2 agosto, esattamente 6 mesi prima dell’evento mediatico più famoso dello spettacolo italiano: Amadeus sarà il conduttore e direttore artistico della 70esima edizione del Festival di Sanremo, e l’annuncio non poteva che essere accolto con entusiasmo da parte del pubblico affezionato al popolare presentatore. Dopo una carriera ultratrentennale tra radio e tv e un momento buio affrontato e superato con determinazione, la kermesse sanremese diventa per Amadeus il giusto riconoscimento per la sua professionalità, e lui stesso considera questa opportunità come un sogno che si avvera, un grande traguardo.

Ma come sarà il suo Festival? Ad anticipare qualcosa è stato lo stesso Amadeus in un’intervista rilasciata a Il Mattino: “Sarà il Sanremo di tutti, come di tutti dovrebbe essere la tv dei grandi eventi, dei grandi numeri, la tv servizio pubblico”, ha dichiarato il conduttore 57enne, “Il mio nome è stato ventilato più volte ma nel gruppo dei possibili candidati ad ogni Sanremo di transizione, mai come uomo in fuga verso la vittoria finale. Quest’anno ero uscito dal plotone, ho capito che ballavo davvero, che poteva essere la volta giusta”. 

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Amadeus: “Il mio Festival di Sanremo tra trap, indie e tradizione”

E così, dopo anni di speranze e attese, Amadeus si troverà adesso a organizzare una delle edizioni più importanti del Festival, la 70esima: “C’è da festeggiare una tradizione italiana, una di quelle che si rinnova senza rinnegare se stessa, che resiste, che viene tramandata da generazioni, che unisce il Belpaese da Nord a Sud, da Sud a Nord”, ha osservato il conduttore che promette di coniugare la storia della musica con la modernità. “Guarderò alla musica che trasmettono le radio, che i giovani ascoltano sui telefonini, che Baglioni in qualche modo aveva già sdoganato nell’ultima edizione: la trap, il rap, l’indie, l’elettronica”, ha anticipato: “Il mio compito sarà quello di scovare quante più canzoni capaci di resistere all’usura del tempo, trap o veteromelodiche che siano, senza snobismi, senza pregiudizi”.

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Amadeus su Fiorello al Festival: “Per gli amici le porte sono sempre aperte”

Accanto ad Amadeus sul palco dell’Ariston ci sarà anche il suo grande amico Fiorello che sui social ha espresso tutta la sua soddisfazione per il grande riconoscimento professionale finalmente attribuito ad Amadeus, ma anche un po’ di paura. “Rosario è più di un amico, è quasi un fratello e amici e fratelli non si invitano: per loro le porte sono sempre aperte”, ha affermato Amadeus in merito alla sua partecipazione che di certo sarà il valore aggiunto di un’edizione che promette grandi risultati.

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