Stefania Bonomi, nel suo libro l'aldilà e i segnali di Faletti: "Nel corso della stesura accadevano cose straordinarie"

'Il pentagramma dell'anima' è il secondo romanzo della giornalista. Una storia sull'energia universale e la dimensione spirituale in cui un ruolo fondamentale lo ha avuto Giorgio Faletti, scomparso nel 2014, come ci ha raccontato l'autrice

Stefania Bonomi

A sette anni dal suo primo successo editoriale esce 'Il pentagramma dell'anima', il secondo romanzo della giornalista milanese Stefania Bonomi. Una scrittura ambiziosa quella dell'autrice, che ha scelto una doppia narrazione nella creazione di una storia i cui spunti di riflessione sono molti ma soprattutto particolari. I quattro personaggi che si incontrano vivono in luoghi diversi: due su questo pianeta (Maria Sole e Lucas Prandi) e due in una dimensione energetica e spirituale dove si arriva una volta terminato il percorso terreno (Leonardo Alfieri e Amanda). Mondi connessi dove chi è di là e anela al ritorno, ha il compito di aiutare chi, di qua, si è perso, o ha perso la forza per condurre una vita che sia degna di questo nome.

Straordinaria non è solo la storia raccontata nel libro, ma la capacità dell'autrice di ascoltare alcuni segnali che l'hanno aiutata nella stesura, come ci ha raccontato. Ad ispirarla il suo amico Giorgio Faletti, per molti aspetti uguale al protagonista del romanzo. 

Energia, emozioni e amore per la musica: è 'Il pentagramma dell'Anima', il tuo romanzo. Sono queste le note della felicità?
"Più esattamente è l'amore per la musica che genera quell'energia in grado di aprire il cuore alle emozioni e all'amore. Il Pentagramma è la musica scritta nell'anima dei quattro protagonisti di questa storia d'amore universale".

I protagonisti del libro sono quattro, due personaggi di questo pianeta e due di una dimensione spirituale a cui si arriva dopo il percorso terreno. Come si parlano tra loro?
"Inizialmente Maria Sole e Lucas Prandi (i due terreni e anche molto terreni!) non si parlano perché non si conoscono. Anche Leonardo Alfieri e Amanda, essendo in due dimensioni energetiche differenti: lui è appena arrivato e quindi in fase di conoscenza, lei è una guida spirituale posizionata nel massimo livello energetico, quindi non possono comunicare. Ma tutti e quattro hanno una grande passione che li accomuna: la musica. Maria Sole è una pianista/cantante inconsapevole del suo talento, Lucas un realizzatore di videoclip musicale, Leonardo è stato un noto personaggio pubblico, con un trascorso musicale importante, ed Amanda vive la musica come l'emozione più elevata del nostro spirito. Sarà proprio questa passione che porterà le loro anime a confluire all’interno di uno stesso canale, attraverso il quale impareranno anche a dialogare tra loro".

Nel mondo energetico che descrivi hai raccontato di aver percepito il tuo amico Giorgio Faletti...
"La dimensione energetica che nel mio romanzo viene descritta come 'la vita dopo la vita' mi è stata raccontata dallo stesso Leonardo Alfieri, unico personaggio del romanzo che parla in prima persona. Inizialmente non avevo idea di chi fosse, poi, nella descrizione di se stesso, ho compreso che la mia creatività si era ispirata a Giorgio Faletti, mancato nel luglio 2014, con il quale avevo stretto una profonda amicizia nel corso degli ultimo 20 anni. Ciò che lui mi raccontava in modo molto dettagliato (fin troppo), nonostante lo riportassi nella scrittura, facevo molta fatica anche io a comprenderlo, oltre a cose assolutamente straordinarie che accadevano nel corso della stesura del romanzo. In chiusura, prima di pubblicarlo, ho contattato lo scrittore ricercatore Marco Cesati Cassin, noto esperto di destino e coincidenze, per capire cosa mi fosse accaduto nel corso della narrazione. Fu lui il primo a confermarmi che parte dei contenuti spirituali del romanzo si rapportavano a fenomeni che da anni venivano studiati e approfonditi, riguardanti la vita dopo la morte".

Credi ti abbia mandato dei segnali?
"Credo di aver percepito dei segnali, un fenomeno chiamato 'canalizzazione' che, nelle forme artistiche, capita più di quanto si possa pensare. Utilizzando una parte di emisfero dedito alla creazione si attivano inconsapevolmente delle onde chiamate 'gamma' che ti aprono una strada verso l'infinito. Una strada in cui puoi cogliere dei segnali. Che me li abbia mandati l'amico Giorgio, mio padre, mancato nel 2013, o chiunque altro questo non lo so, ma è certo che la determinazione, la profondità intellettuale e la simpatia di Leonardo Alfieri mi portano a credere che Faletti abbia espresso il desiderio di non essere dimenticato".

Te lo immagini proprio lì, in quella dimensione che descrivi nel libro?
"No solo lo immagino, ma mentre scrivevo lo vivevo in ogni suo movimento energetico. Soprattutto quando ha incontrato l'amico collega Andrea G. Pinketts mancato lo scorso dicembre proprio quando ero in chiusura del romanzo".

Il percorso dei protagonisti del romanzo li porta alla riscoperta dell'amore. Manca l'amore in questo mondo?
"Trovo che in questo mondo alle persone manchi l'anima, ossia il dialogo con il nostro essere piu profondo che ci porta a riscoprire l'amore, i sentimenti, la felicità, e conseguentemente, l'amore. Il Pentagramma dell'anima è un romanzo che porta il lettore a farsi delle domande e a iniziare un percorso di riscoperta e dimostrazione della parte emozionale della sua anima, ritrovando motivi per essere felici di vivere qua, nella consapevolezza che dall'altra parte ci aspetta qualcosa di ancora più bello".

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