Finalmente Adrian(o)

Meno prediche, più intrattenimento. Dopo le polemiche sull'assenteismo del Molleggiato, nello show la musica è cambiata, anzi è arrivata: Celentano canta (e balla), sotto la ‘regia’ di Maria De Filippi e con Gianni Morandi sul palco. E l’imposizione del cartoon - un prodotto così sperimentale da risultare presuntuoso su una rete pop come Canale 5 - lascia il posto ad una (doverosa) agiografia televisiva. In una corrispondenza d’amorosi sensi col pubblico

Maria De Filippi, 57 anni, ed Adriano Celentano, 81, nell'ultima puntata di 'Adrian', in onda ieri, giovedì 14 novembre, su Canale 5

“Hanno gridato 'Orologiaio'?”
“No, hanno urlato 'Molleggiato'”

Il diavolo si nasconde nei dettagli. Ed è in questo malinteso, frutto di un botta e risposta tra Adriano Celentano e l'ospite Maria De Filippi, che il pubblico, persino quello più affezionato presente in studio, si lascia sfuggire la tentazione di reclamare a gran voce l'Adriano cantautore e non quello prepotentemente predicatore su cui lo showman aveva puntato fino ad oggi. Perché una cosa non esclude l'altra, bensì la richiama. E non a caso ieri sera, per la prima volta dopo cinque puntate, 'Adrian' è finalmente diventato un programma televisivamente 'digeribile', con la 'regia' d'eccezione di una De Filippi che ha rimesso al centro della scena l'artista munito sì del suo bicchiere d'acqua, ma anche della chitarra, e con l'intrattenimento puro delle esibizioni con Gianni Morandi. Ed ecco allora la varietà, la musica alternata alla denuncia, il ritmo. Ma a caro prezzo: lo stravolgimento della trasmissione, che a gennaio aveva debuttato su Canale 5 come una graphic novel concettuale, lunga due ore e a lento rilascio, con protagonista un orologiaio risveglia-coscienze.

Ieri - dopo l'interruzione dello show di quest'inverno, l'aggiustamento del format in supporto dei bassi ascolti e il dispiegamento di forze della scorsa puntata con il talk tra Carlo Conti, Paolo Bonolis, Massimo Giletti e Gerry Scotti - la musica è cambiata. Anzi, è arrivata. E Celentano fu. Messe da parte le pretese sulla sua presenza-assenza e la 'Hybris' degli inizi (che nel volabolario di spettacolo della tragedia greca indica, letteralmente, chi pecca di 'tracotanza'), il Molleggiato si è seduto, ha atteso ancora qualche secondo, pregustando e lasciando pregustare la sua 'Via Gluck' e, infine, l'ha intonata. Al termine della tanto attesa esibizione, poi, la standing ovation del pubblico e il suo sguardo commovente, percepito quasi una rottura della quarta parete: la sua occhiata, accondiscendente e contestatrice al tempo stesso, abdicante alla volontà degli spettatori ma altrettanto amorevole, è la corrispondenza d'amorosi sensi propria tra l'artista e il suo pubblico, la materializzazione della gratitudine che l'uno deve all'altro.

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Il bacio di Maria

Così la superbia di imporre un prodotto tanto sperimentale da risultare presuntuoso su una rete 'leggera' come l'Ammiraglia di Mediaset ha lasciato il posto alla riverenza dovuta ad un pilastro del costume nostrano, precursore della denuncia ambientalista, no-global e anti consumista, del rock'n'roll e del rap. Ed ecco allora l'agiografia condotta da De Filippi in stile 'C'è Posta Per te', con il racconto di Celentano bambino "tosto e tignoso" che cresce in via Gluck e si ribella alla mamma che vuole metterlo a dormire. Ecco il rapporto con la moglie Claudia Mori, accanto a lui da 54 anni, severa "ma bella anche quando alza a voce". E dunque le note di 'Ti penso e cambia il mondo'. Ecco le provocazioni sulla politica rese celebri da 'Rockpolitik' (quando l'allora direttore di Rai1 Fabrizio Del Noce si autosospese e in seguito alla richiesta del Molleggiato di avere carta bianca e dopo vicissitudini legali). "Ma - ha ironizzato ieri - Per parlare di Giorgia Meloni e Matteo Salvini devo aspettare ancora tre puntate". Ed il momento di 'Pregherò'. Ed ecco, infine, il bacio sulla guancia da parte di Maria - simbolo della serata e del compromesso - scoccato da chi, col suo fare televisivamente materno, ha reso 'mansueto' l'animale da palcoscenico, un po' come un adolescente richiamato all'ordine. In fondo, "se uno cresce e non rimane un po' bambino perde gran parte della vita", ha dichiarato poco prima Adriano. 

L'autoironia come arma per uscire dall'empasse delle polemiche proliferate in questi mesi

Celentano si mette in gioco, ad 81 anni compiuti balla con invidiabile energia ed impeccabili movenze. Racconta aneddoti del privato e, soprattutto, accetta l'autoironia come arma per uscire dall'empasse delle polemiche di questi mesi. Maria lo invita con elogio a proporre i suoi stilemi, a bere dal suo mitologico bicchiere, gli chiede come mai tiene sempre le mani in tasca. "Perché non so dove metterle", è la risposta del cantautore, orgoglioso della sua cifra, che è ermetica e spiazzante provocazione elargita oltre gli occhiali scuri e lo stivaletto sotto al pantalone a zampa e cadenzata dalle pause dei sorsi (deliziosamente dispensate di fronte a quella conduttrice che - dopo di lui - ha fatto proprio del silenzio e della sottrazione il suo stile). "Dovresti sempre cantare" è la contro-provocazione con cui Maria, infine, lo incalza.

"Tu pensi che io debba solo cantate e ballare?", chiede quindi il Molleggiato al termine della puntata a Morandi. "E' che quando canti allarghi il cuore di tutti", a risposta, cui fa eco De Filippi: "E' che quando hai parlato è andata bene, ma quando hai cantanto...". Ed è solo ora che la serata prosegue con il già leggendario cartoon, per una riflessione sull'analogico e sul digitale, sulla disinformazione e sull'ambientalismo, sull'omologazione e la visionarietà di società distopiche, su dittature e supereroismi. Le memorie di Adriano, icona pop, pronte per essere 'cantante' al popolo.  

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