Camilleri e il grande amore per la moglie: “Il ricordo più bello? Il mio matrimonio”

Lo scrittore scomparso a 93 anni è stato sposato per ben 62 anni all’amata Rosetta Dello Siesto. Da lei ha avuto tre figlie: Andreina, Elisabetta e Mariolina

Andrea Camilleri

Un amore intenso, solido come solo i legami autentici sanno essere quello che per 62 anni ha legato Andrea Camilleri a sua moglie Rosetta Dello Siesto, conosciuta da giovanissimo e sposata nel 1957. Lo scrittore, scomparso questa mattina dopo un lungo ricovero in ospedale, ha ribadito più volte l’importanza determinante che la moglie ha avuto per lui nel corso della sua lunga esistenza che tanta bellezza ha conosciuto anche grazie alla serenità di una donna insostituibile, sempre al suo fianco fino alla fine.

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Camilleri sulla moglie: “La sua presenza mi metteva allegria”

Della moglie Rosetta da cui ha avuto tre figlie Andreina, Elisabetta e Mariolina e del rapporto meraviglioso che lo ha legato a lei per quasi tutta la sua vita Andrea Camileri ne aveva parlato in uno dei suoi ultimi libri, ‘Ora dimmi di te. Lettera a Matilde’, dedicato alla nipote. In quelle pagine lo scrittore siciliano aveva ripercorso le tappe del loro incontro, avvenuto quando era un regista teatrale.

“Fu durante le prove di questa mia prima commedia che feci un incontro che avrebbe segnato per sempre la mia vita. Rosetta cominciò a seguire le prove, ma dopo qualche giorno mi accorsi che il mondo del teatro e le sue regole erano mille miglia distanti da lei. Una o due volte che le chiesi di aiutarmi concretamente per gli effetti sonori e rumoristici mi combinò dei disastri. Se non persi le staffe fu perché mi riusciva stranamente simpatica e la sua presenza mi metteva allegria. Dopo che lo spettacolo andò in scena partii per restare un mese in Sicilia dai miei. Trascorsa una settimana, mi resi conto con mia grande sorpresa che non c’era stato giorno che non avessi pensato a quella ragazza. Non riuscivo sinceramente a spiegarmene le ragioni ma un fatto era sicuro: ogni sera, prima di addormentarmi, davanti ai miei occhi compariva la sua immagine sorridente. Avevo due compagni di infanzia, veri e autentici amici, e raccontai a loro lo strano fenomeno che mi stava capitando. Devo confessarti che fino a quel momento io ero passato da una ragazza all’altra con grande facilità. La risposta dei miei due amici fu di una semplicità elementare: «Te ne sei innamorato». Nei restanti giorni di vacanza siciliana ebbi modo di constatare come quella risposta fosse stata giusta. Così, appena tornai a Roma le telefonai e la invitai a cena, lei accettò. Da quella sera ceniamo assieme da oltre sessant’anni".

Andrea Camilleri: "Il ricordo più bello? Il giorno in cui mi sono sposato”

Un racconto amorevole, raro quello del grande maestro siciliano, da sempre innamorato della moglie. In un'intervista a Radio Capital, Camilleri aveva ribadito la tenerezza di quel rapporto legato a doppio filo al più bel ricordo della sua vita: il giorno del suo matrimonio.

“Il ricordo più bello? La giornata nella quale mi sono sposato. Ho passato una notte infame: metà di me diceva ‘alzati, vestiti, prendi il treno e scompari; l’altra metà diceva cretino, nessuno ti sta obbligando, è una tua libera scelta’. C’era stata una premessa. la mia futura moglie mi aveva detto: ‘senti Andrea, il vestito per il matrimonio non te lo far fare dal solito sarto perché ti fa delle spalle strettissime’. Il che era vero però io me lo feci fare comunque. Quando indossai la giacchetta mi sentii morire perché il sarto aveva superato se stesso. Mi presentai davanti alla mia futura moglie la quale mi guardò e mi disse: ‘ma te l’avevo detto. Vedi che spalle strette hai?’, Esplosi. Mi levai la giacca, gliela sbattei in faccia e le dissi ‘sposati uno con le spalle larghe’. Lei mi diede uno schiaffo, mio padre, a momenti, cadeva svenuto per terra. Dopo ci guardammo negli occhi, cominciammo a ridere e la risata continuò nel giorno più allegro dea mia vita con incidenti incredibili soprattutto quando mia moglie sbagliò dita e sposò il prete”, aveva confidato Camilleri, certo di aver vissuto una vita senza rimpianti, accanto a una donna straordinaria che ha contribuito alla sua felicità.

(Di seguito l'intervista radiofonica di Andrea Canmilleri a Radio Capital)

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