Coronavirus, Fabio Fazio: "Non dobbiamo ripartire, ma ricominciare da altri presupposti"

Il commento del conduttore su come questa emergenza sta cambiando la nostra vita e su cosa ci dovrebbe far riflettere

Fabio Fazio

Sicuramente il tempo per riflettere non manca. Da settimane in quarantena, si notano (e si sentono) le mancanze, si pensa agli errori, si fanno progetti da realizzare appena si potrà tornare alla 'normalità'. Ma sarà la stessa normalità di prima? 

Sulla differenza tra ripartire e ricominciare si basa la riflessione di Fabio Fazio, che commenta con l'Adnkronos questi giorni di emergenza, in cui si inizia a parlare di 'Fase 2'. "Dobbiamo ricominciare da altri presupporti, non ripartire da dove eravamo rimasti" spiega il conduttore, che poi chiarisce: "Ripartire è uno dei verbi più adoperati in queste settimane. Come auspicio, come proposito e come obbiettivo. Il mio augurio è che invece sia sostituito con ricominciare. Ora che ci mancano gli altri e che i contatti sono mediati da guanti di lattice e mascherine, ci stiamo rendendo conto che reale e virtuale non sono la stessa. E anche se la tecnologia per fortuna ci aiuta a sentirci meno soli, l'immagine non è la realtà. Ci mancano odori, umori, suoni e mani che ci stringono".

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"Dobbiamo ricominciare da altri presupposti - prosegue Fazio - Non ripartire da dove eravamo rimasti ma ricominciare da quello che stiamo vivendo e vedendo in questa tragedia: il silenzio e il vuoto. Il silenzio per ascoltare noi stessi e il vuoto delle nostre strade e delle nostre città per capire di quanto troppo pieno le abbiamo riempite. Mi auguro che ci si possa riappropriare dello spazio e del tempo: per viverli e non per consumarli con la bulimia di cui siamo stati capaci". Per il conduttore, dunque, questa pandemia è un'occasione per ristabilire le giuste priorità: "Ci stiamo accorgendo che quello che davamo per scontato non lo è affatto e forse non era giusto che lo fosse. Ogni desiderio era realizzato all'istante. Che fosse un bene, immediatamente consegnato a casa in 24 ore o che fosse una comunicazione interpersonale: scritta, spedita, letta e dimenticata…nello stesso momento. O una qualunque meta: raggiungibile in poche ore svuotando lo spazio del suo significato. E invece no, non è detto che debba funzionare così".

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