"I mille giorni di Mafia Capitale", su Rai 3 la docufiction: in studio Federica Sciarelli

Tre serate, a partire da giovedì 14 settembre, per sviscerare la vicenda giudiziaria che ha sconvolto Roma

Federica Sciarelli
Una docufiction per raccontare le indagini che hanno portato all'arresto di Massimo Carminati e che hanno scoperchiato la rete di affari e di relazioni torbide che per anni hanno segnato Roma. E' "I mille giorni di Mafia Capitale", una coproduzione Rai Fiction-Magnolia, per la regia di Claudio Canepari e Giuseppe Ghinami, firmata dallo stesso Canepari con Clelio Benevento e Giovanni Bianconi, in onda da giovedì 14 settembre su Rai3 alle 21:15. 
Articolata in 6 episodi proposti in 3 serate, I mille giorni di Mafia Capitale si sviluppa attraverso le indagini svolte dal Ros dei Carabinieri e dalla Polizia di Stato nell'arco di tempo che va dal 2012 alla sentenza del 20 luglio 2017. Al termine di ogni puntata, alle 23 sempre su Rai3, Federica Sciarelli condurrà tre speciali in studio per ripercorrere insieme a ospiti informati dei fatti (testimoni, magistrati, cronisti, scrittori), storici-temi, personaggi, luoghi, interrogativi, tracciando una mappa ragionata dell'ormai celebre "terra di mezzo".

La docufiction è soprattutto un racconto di personaggi: c'è lui, Carminati, l'ex estremista nero divenuto criminale comune, con una faccia da pirata e la fama di intoccabile; c'è Salvatore Buzzi, l'ex detenuto modello divenuto imprenditore di successo, caro alla sinistra perché si fa carico del reinserimento sociale degli emarginati, che si trasforma nel suo principale complice. Intorno a loro si muovono il facilitatore che ha accesso alle stanze del potere, in grado di garantire finanziamenti generosi a chi lo paga meglio; c'è il complice di una truffa milionaria, ucciso nel tentativo di strappargli i segreti su un tesoro nascosto; c'è il camorrista che appena uscito di galera ricomincia a tessere le sue trame e il boss che, a dispetto delle condanne, continua a organizzare i suoi traffici dal letto della clinica dove è detenuto. Profili inquietanti in un fitto gioco di illeciti e connivenze che ha come minimo comune denominatore la logica del denaro e del vantaggio personale. Poi ci sono le forze dell'ordine che cercano il bandolo della matassa per venire a capo di tutti questi intrecci. 

Sono anni di storie oscure, di cui sono artefici banditi e politici senza scrupoli, ex neofascisti e funzionari pubblici corrotti, dietro i quali spunta la figura di Massimo Carminati, coinvolto in tanti misteri mai svelati, tornato sulla scena nonostante il suo passato di sovversivo e di rapinatore, ingombrante ma non abbastanza da tenerlo fuori gioco.

La linea orizzontale che attraversa le tre puntate segue l'indagine del Ros su Carminati e la sua rete. Un'indagine lunga e articolata che si sviluppa lungo tre filoni principali: criminale, imprenditoriale e politico. Il palcoscenico su cui si muovono i protagonisti è Roma, la città che accoglie tutti e garantisce a ciascuno la propria fetta di guadagno, un grande "mondo di mezzo" dove politici e criminali si incontrano per fare affari e sfruttarsi a vicenda. 

Materiale originale d'indagine, ricostruzioni in fiction, immagini di repertorio e riprese documentaristiche: tutto legato e integrato dalle "voci da dentro", le testimonianze degli investigatori del Ros e della Squadra Mobile di Roma, insieme a quelle - intercettate e estratte dalle deposizioni al processo - dei personaggi a cui hanno dato la caccia.

A seguire, lo Speciale condotto in studio da Federica Sciarelli, che come la docufiction si avvale della consulenza di Giovanni Bianconi del Corriere della Sera, proverà a rispondere alle molte domande che gli italiani si sono posti e continuano a porsi su una vicenda giudiziaria (e più in generale su una stagione) che ha letteralmente sconvolto la vita di Roma e dell'Italia intera. Chi è davvero Massimo Carminati? Com'è cambiata la malavita romana dai tempi della banda della Magliana? Quale ruolo ha avuto la politica, e fino a che livello è stata permeata dal malaffare? Chi sono gli altri protagonisti, primo tra tutti Salvatore Buzzi? E – domanda delle domande – perché la tanto discussa "aggravante mafiosa" ipotizzata dai pm è stata rigettata dalla sentenza di luglio? 

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