Nathalie Guetta scrittrice ‘per caso’, attrice ‘dentro’: “Dopo Don Matteo sogno un film da protagonista”|INTERVISTA

Intervista all’attrice della serie tv di Rai1 autrice del suo primo libro ‘Dodici in caso di stress’. Se ha cambiato rotta professionale? Niente affatto, i fan della ‘sua’ Natalina non hanno da temere: la recitazione è e resta la sua strada, perché – dice – “non è solo passione: è proprio insita in me”

Nathalie Guetta

“Facciamo alle 11.50 così riesco a fare un po’ più di ginnastica che mi rilassa”: mittente del WhatsApp che programma questa intervista è Nathalie Guetta, l’attrice che il pubblico televisivo italiano ha imparato a conoscere e ad amare nel corso dei vent’anni della fortunata fiction di Rai Uno ‘Don Matteo’. Il telefono squilla e lei risponde dalla Francia con la voce accesa di chi è decisamente 'rilassato' e pronto a raccontarsi. 

“Sono ossessionata dalla ginnastica. Anche quando giro le scene in Don Matteo mangio in cinque minuti per poter fare ginnastica all’ora di pranzo”, ci confida nell’esordio di un’intervista che rivela la versatilità di una donna in continuo movimento, e non solo dal punto ‘atletico’. Perché dopo essersi messa alla prova come ballerina a ‘Ballando con le stelle’ nel 2018, adesso Nathalie Guetta si è anche cimentata con la scrittura di un libro, un romanzo d’amore dal titolo ‘Dodici in caso di stress’ pubblicato con il marchio Cut-Up, casa editrice di La Spezia, all'interno della Collana Qulture, gestita dalla ‘Associazione Qulture e.t.s.’.

Nathalie Guetta: "Non sono una scrittrice, ma ho sempre scritto"

Già dal tenore del primo approccio si è capito subito che dall’altro capo del telefono non c’è solo l’attrice Nathalie Guetta che adesso è anche autrice di un libro. O meglio, c’è lei, ma anche molto di più: c’è una donna che se è personaggio è perché, prima ancora, è persona capace di entrare in contatto con l’altro attraverso un’autenticità disarmante. C’è una donna che ammette di averci messo del suo in queste pagine che parlano dell’amore tra Chloé e Houssine, un’ebrea di 46 anni e un musulmano di 28 che vivono il loro rapporto nonostante le ansie e i sensi di inadeguatezza, le differenze culturali e anagrafiche; c’è lo stress inevitabile quando una relazione non è facile; c’è una donna che parla della fatica della scrittura quando non sei del mestiere, ma pure dell’entusiasmo per averci provato, convinta sempre che sia la recitazione la sua strada, perché “non si tratta di passione”, dice, “recitare è proprio insito in me”.

Attrice in ‘Don Matteo’, ballerina in gara a ‘Ballando con le stelle’ e adesso autrice di un romanzo: quello di scrivere un libro è un sogno nel cassetto realizzato oppure si è scoperta scrittrice negli ultimi tempi?

Scrivere un libro non era nei miei progetti. Non sono una scrittrice. Come fanno parecchi attori, ho sempre scritto e riscritto i miei dialoghi. So solo che provavo immenso piacere a scrivere, dalle tre alle sette del pomeriggio. E’ così che è nato ‘Dodici in caso di stress’.

Il titolo incuriosisce… Come mai questa scelta e il numero 12?

Il dodici è il numero di sigarette che mi sono autorizzata in caso di stress. Perciò sulla copertina è raffigurato un gatto (che nel libro recita due monologhi) che fuma. Ho associato me stessa al gatto che se la tira…

Dodici sigarette, tanto stress e un gatto: tutti elementi apparentemente staccati tra loro che però avranno un’attinenza con Nathalie Guetta.

Il gatto è perché sono ossessionata dagli animali, li amo follemente. Le sigarette perché sono una fumatrice. Non riuscirei a fare una vita ascetica, tanto prima o poi dobbiamo tornare tutti dal Creatore, quindi non riesco a dire ‘non fumo, non bevo, non mi altero, non dico parolacce e non mangio schifezze’. Non ce la farei. Un lato del mio carattere che rasenta l’essere maniaca è che io conto, conto tutto. Conto i bicchieri di vino per cui vado pazza, conto le sigarette… Come il personaggio del libro che a un certo punto parla delle sigarette in un completo delirio lungo due pagine.

Rispetto all’amore? Quanto c’è di autobiografico?

Ho preso spunto da una storia vera e ci ho ricamato all’infinito. Certo, poi c’è anche un po’ della mia vita privata, come tutte le persone, soprattutto i ‘non scrittori’, che si azzardano a scrivere e che si attengono alle esperienze che hanno vissuto.

E la sua di vita privata? Quanto è importante l’amore per lei?

Lo è sempre stato, da quando avevo tre anni. I miei genitori mi dicevano che quando ero molto piccola indicavo i maschietti e li chiamavo tutti ‘belli’… Sono sempre stata molto attratta dagli uomini, ma la questione mi è andata molto storta, quindi a questo punto mi prenoto per la prossima vita. Diciamo che la mia situazione sentimentale è sempre stata travagliata.

Doverosa una domanda su Natalina Diotallevi, la perpetua di Don Matteo che da vent’anni interpreta nella fortunata serie tv ormai tra le più amate dal pubblico italiano. Che augurio fa al suo personaggio?

A Natalina che per certi versi mi assomiglia tanto, auguro di essere sempre così serena, di continuare a concedersi le sue crisi di nervi quando vuole, di vedere ancora il bello anche quando si fa fatica. Spero che quello che mi ha dato il suo personaggio come esperienza recitativa possa in futuro portarlo in un’altra situazione professionale, in un altro ruolo, magari in un film. Perché no?! Anche da protagonista.

Insomma, alla fine, nonostante l'esperienza a 'Ballando con le stelle' prima e di scrittrice ora, lei si sente e resta profondamente attrice.

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Scrivere mi ha molto stancata, ma per me è stata come una scommessa… Quando penso di scrivere un altro libro mi dico che non ne avrò la forza. Ma recitare mi piace immensamente: quando vado al cinema e vedo gli attori alle prese con un ruolo incredibile, sinceramente, provo una sana invidia, perché è la recitazione la situazione in cui mi so esprimere meglio, dove non sono mai spiazzata, dove non mi sento al lato di me stessa. Mi sento profondamente attrice, e non si tratta di passione. Recitare è proprio insito in me, mi piace immensamente.

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